Toscana
Argentario, è morto Mario Fronzoni: addio al bidello e storico volontario della Misericordia
Figura amatissima sul Promontorio, ha lasciato un segno profondo nel volontariato locale e nella memoria di generazioni di residenti
MONTE ARGENTARIO. La comunità del Promontorio in lutto per la morte di Mario Fronzoni, ex bidello e colonna storica della Misericordia di Porto Santo Stefano. Aveva 80 anni. La tragica notizia nella giornata di domenica 14 giugno.
Una vita dedicata al servizio
Fronzoni ha trascorso la sua vita al servizio degli altri nel mondo della scuola e del volontariato. Ha avuto un ruolo cardine nella nascita del servizio del trasporto sanitario. A ricordare l’importanza del suo ruolo nella Misericordia è stato l’attuale governatore Roberto Cerulli.
Il ricordo del governatore
«Alla fine degli anni Ottanta insieme all’allora governatore Sergio Benedetti – dice Cerulli – fu tra i primi a credere nella necessità di dotare il territorio di un servizio organizzato di assistenza e trasporto sanitario. Grazie al loro impegno nacque il primo nucleo di volontari che, con mezzi limitati ma con grande entusiasmo e spirito di servizio, iniziò a svolgere un’attività destinata a diventare negli anni un punto di riferimento fondamentale per la comunità. Il primo ricordo personale che conservo di Mario è legato a quegli anni. Lo conobbi in occasione di un intervento richiesto per un mio familiare durante la notte – ricorda il governatore – A casa nostra arrivò lui, alla guida di una delle prime ambulanze della Misericordia: una vecchia Volvo dal tetto basso. Ricordo ancora quella scena e l’impressione che mi fece. Non fu soltanto l’intervento in sé a colpirmi, ma soprattutto vedere persone che, nel silenzio della notte, lasciavano le proprie famiglie e il proprio riposo per andare ad aiutare chi si trovava in una situazione di difficoltà o di emergenza sanitaria».
Il valore del volontariato
Fu grazie a Mario che Cerulli comprese il valore del volontariato sulle ambulanze. Dietro quel servizio c’erano uomini come Mario che mettevano a disposizione il proprio tempo, le proprie energie e la propria umanità per gli altri. «Mario – aggiunge Cerulli – incarnava perfettamente quello spirito. Con discrezione, generosità e dedizione contribuì a costruire le basi di un servizio che sarebbe cresciuto negli anni fino a diventare una realtà indispensabile per il territorio. Ricordarlo oggi significa rendere omaggio non solo a una persona, ma a una generazione di volontari che, con sacrificio e silenziosa operosità, ha lasciato un segno profondo nella storia della nostra Misericordia e nel cuore di tante persone che hanno ricevuto il loro aiuto».
Il ricordo della famiglia
«Mio babbo – ricorda commossa la figlia Stella – ha vissuto per mia mamma, per le figlie e i nipoti. È stato un crociaiolo doc ed è stato dentro al rione per anni. È stato per moltissimo tempo negli “Amici del Guzzo”. Veniva chiamato Frufru».
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