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Grosseto

La tragedia

Grosseto, muore a 38 anni nello schianto in moto: Fabio Posa e la tragedia dopo il lavoro in Svizzera

di Redazione web

	Fabio aveva 38 anni 
Fabio aveva 38 anni 

Il 38enne, residente in Lombardia e di origini maremmane, ha perso la vita in un frontale nella galleria Madonna di San Bernardino mentre rientrava dal lavoro in Svizzera

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Stava tornando a casa dopo la giornata di lavoro in Svizzera quando la sua corsa si è interrotta all’improvviso. Fabio Posa, 38 anni, originario di Grosseto e residente da tempo in Lombardia, è morto nel tardo pomeriggio di martedì 19 maggio in un violento incidente stradale avvenuto a Induno Olona, in provincia di Varese. Il motociclista, che viaggiava sulla sua Ducati, si è scontrato frontalmente con un’auto all’interno della galleria Madonna di San Bernardino. L’impatto è stato devastante.

La dinamica dello scontro

Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente è avvenuto intorno alle 17. Alcuni automobilisti hanno assistito alla scena e hanno immediatamente allertato i soccorsi. Posa è stato sbalzato sull’asfalto riportando ferite gravissime. Nonostante l’intervento tempestivo del personale sanitario, per lui non c’è stato nulla da fare: i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. A bordo della Ford Fiesta coinvolta nello scontro viaggiavano tre persone: una ragazza di 16 anni, una donna di 47 e un uomo di 78. Tutti sono stati soccorsi e affidati alle cure dei sanitari.

I soccorsi e le indagini

Vista la gravità della situazione, è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso decollato da Borgosesia. Sul posto sono arrivate le ambulanze della Croce Rossa Italiana di Varese, della Cri Valceresio e della Sos Valbossa. Gli agenti della polizia locale stanno ora lavorando per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente e stabilire eventuali responsabilità.

Una comunità sotto shock

Posa viveva a Venegono Inferiore, a pochi chilometri dal luogo della tragedia. Si era trasferito dalla Maremma per costruire la sua vita in Lombardia, dove viveva con la compagna e il figlio. Era un lavoratore frontaliero, impegnato ogni giorno in Svizzera. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente sia in Lombardia sia a Grosseto, dove risiede la sorella e dove l’uomo aveva mantenuto legami profondi. I familiari sono partiti subito per raggiungere il nord Italia.

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