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Grosseto, bagni “troppo inclusivi”: si infiamma la polemica politica sulla Cittadella dello Studente

di Matteo Scardigli

	I bagni neutri e accanto il deputato Rossi e la Cittadella dello Studente
I bagni neutri e accanto il deputato Rossi e la Cittadella dello Studente

Il fattore scatenante è stato un post del deputato di Fdi Fabrizio Rossi. La risposta dell’assessora Nardini: «Diffusi in tutta Europa, la destra pensa solo a discriminare»

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GROSSETO. «Non so se il riso o la pietà prevale», scrive - citazione leopardiana - Fabrizio Rossi sui social a corredo di una foto che ritrae le "gender neutral toilet" alla sede dell’Its Eat alla Cittadella dello Studente (nei locali dell’ex centro per l’impiego), i servizi igienici accessibili senza alcuna distinzione di abilità o di genere.

La polemica

Scoppia la polemica; un anno dopo il taglio del nastro. Rossi si esprime da avvocato, assessore e deputato di Fratelli d’Italia. E "tagga", cioè associa affinché abbiano visibilità del contenuto, tra gli altri la premier Giorgia Meloni, il consigliere regionale Luca Minucci, i colleghi vicesindaco Bruno Ceccherini e assessori Riccardo Megale, Carla Minacci, Simona Rusconi ed Erika Vanelli, e i consiglieri comunali Simona Baccetti, Lorenzo Lauretano e Luca Vitale. Faro puntato sui pittogrammi, i disegni stilizzati che in genere raffigurano lo stereotipo donna-uomo, qui mostrano - nell’ordine - la disabilità, il robot Android (mascotte del sistema operativo di Alphabet/Google), Batman, la gravidanza, uomo e donna, una sirena, un asceta, un pirata, un alieno e un persona che indossa insieme gonna e pantaloni.

La risposta

L’engagement, come si chiama in gergo il coinvolgimento social, nelle 24 ore successive supera di poco le duecento interazioni fra commenti e reazioni, perlopiù contrarie.Interviene però il presidente della Provincia, Francesco Limatola, sempre sui social. «Trovo davvero fuori luogo fare ironia su un progetto dell’Its Eat, realtà che forma giovani e costruisce opportunità per il futuro del territorio. Quegli spazi sono stati realizzati e utilizzati dall’Its con un’idea semplice ma importante: fare in modo che ogni persona possa sentirsi accolta, rispettata e libera», premette l’inquilino di palazzo Aldobrandeschi, e rincara la dose: «L’inclusione non è uno slogan buono per i convegni. Ridicolizzare tutto questo per una polemica social significa mandare un messaggio sbagliato, soprattutto ai più giovani: che il rispetto possa diventare oggetto di scherno. Io credo invece che le istituzioni debbano avere il compito opposto: unire e non deridere, educare al rispetto e non alimentare divisioni. Più che sarcasmo, ci sarebbe da ringraziare chi investe in formazione, civiltà e inclusione».

Il comunicato

Replica Rossi, questa volta con un comunicato stampa. «Parla di inclusione che ritiene di aver risolto con un cartello sui gabinetti degli stabili di proprietà della Provincia, ma si sta semplicemente comportando da perfetto suddito della cultura "woke", schiavo di quelle correnti Lgbt che hanno trasformato addirittura le porte di un gabinetto in una crociata ideologica. Pensa di fare un ottimo servizio alla comunità e all’ideologia del suo partito, sempre più appiattito sulle teorie gender», premette. Poi l’affondo politico-elettorale: «Chiedo a tutti quei cattolici democratici e ai cristiani che ancora credono in certi valori e che in passato hanno riposto fiducia nel centrosinistra: come fa il presidente Limatola a guardarvi in faccia e a chiedervi consenso? Pur di apparire "simpatico" ai piani alti della sua segreteria politica e strizzare l’occhio ai promotori delle teorie di genere, preferisce ammorbare i giovani che frequenteranno la Cittadella dello Studente anche quando frequenteranno i luoghi per i loro bisogni fisiologici».

Le parole della direttrice

Già, le nuove generazioni. «La questione non è rilevante: il nostro obiettivo è formare e specializzare talenti da tutta la regione», premette Paola Parmeggiani, direttrice dell’Its, confessando tuttavia il dispiacere di trovarsi nell’occhio del ciclone «proprio mentre accogliamo tutte le classi quinte della città in questa bellissima sede che siamo riusciti a ottenere dopo dieci anni». Tra l’altro sua è la maternità della serie, che poté osservare durante un coworking a Berlino insieme al suo staff decidendo di riprodurla in via Scopetani: «Non solo per i nostri studenti quelle insegne fanno parte della quotidianità, ma per molti di loro sono l’occasione per condividere sui social il senso di accettazione che qui possono sperimentare». E le nuovissime generazioni? Chissà se qualche liceale avrà protestato per le gender neutral toilet: «Nessun problema», assicura Parmeggiani.

La chiosa dell’assessora regionale

Chiosa infine Alessandra Nardini, assessora regionale a educazione e istruzione e ai diritti Lgbtquia+, che all’inaugurazione dei locali volle farsi ritrarre con Limatola e Parmeggiani proprio davanti ai servizi: «L’attacco ridicolo del deputato di FdI Fabrizio Rossi è l’ennesima prova dell’ossessione ideologica della destra. Davvero il problema sarebbero bagni pensati per riconoscere ogni persona? Io sto convintamente dalla parte di chi costruisce spazi accoglienti, che rispettino tutte le identità, non di chi agita fantasmi "woke" per alimentare la paura e perché in realtà vuole mantenere un mondo pieno di discriminazioni. Basta farsi un giro in tutta Europa per vedere quanto siano ormai diffusi, mentre qui la destra porta ancora avanti polemiche squallide e strumentali. Io invece penso che tutte le iniziative che possano consentire ad ogni persona, ogni corpo e ogni identità, di essere riconosciuta, di vivere ogni spazio come sicuro, sia la benvenuta ed è anche per questo che, come assessora regionale, il 13 giugno sarò proprio a Grosseto, per il Toscana Pride. Discriminare è il punto numero uno del programma politico della destra ma non glielo consentiremo. Coloreremo Grosseto e la Maremma con i colori dell’arcobaleno, se ne faccia una ragione Fabrizio Rossi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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