Il Tirreno

Grosseto

Sanità

Grosseto, le farmacie prese d’assalto per trovare un nuovo medico di famiglia: cosa è successo e le alternative

di Ivan Zambelli
Grosseto, le farmacie prese d’assalto per trovare un nuovo medico di famiglia: cosa è successo e le alternative

Sei dottori in pensione, code fin dalle prime ore del mattino

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sei medici in pensione tutti insieme, gli uffici dell’Asl chiusi per trasloco e anche il portale online che a tratti non funzionava. Una tempesta perfetta, che ha prodotto file fin dalle prime ore del mattino e farmacie prese d’assalto da centinaia di persone in cerca di un nuovo medico di base.

È la fotografia della giornata di ieri (mercoledì 1 aprile) a Grosseto, dove il cambio dei medici di medicina generale si è trasformato, per molti utenti, in una vera e propria corsa contro il tempo. Un giro di cambi che interessa circa 9mila assistiti, rimasti senza medico dopo i pensionamenti scattati il 31 marzo. Si tratta delle dottoresse Lia Steri, Michela Franceschini, Ilaria Neri e dei dottori Paolo Pedicelli, Antonio Serafini e Cosimo Pacella. A loro subentrano altrettanti professionisti – Elisa Donati, Michele Fontanella, Silvio Diana, Matteo Mecacci insieme alle stesse Neri e Franceschini – ma il passaggio non è stato indolore.

Il problema, come spiega il presidente provinciale della Fimmg Cesare Scola, è strutturale: «C’era già una carenza dovuta a una programmazione nazionale non adeguata. I medici in servizio coprono posti vacanti e arrivano al massimale di 1.500 pazienti, che in alcuni casi può salire fino a 1.800». Ecco che allora nelle farmacie c’era chi ieri mattina ha dovuto gestire 300 utenti che chiedevano il cambio medico, chi alle 8 aveva già la fila fuori; chi invece ha dovuto fronteggiare alcuni momenti di lieve tensione, visto che alcune persone, magari in coda per ritirare dei farmaci, erano al 40esimo posto. Come se tutto ciò non bastasse, anche il portale regionale per il cambio medico non funzionava per taluni; la ricerca dava zero medici nella città di Grosseto. Ecco che allora non restava che recarsi in farmacia.

La situazione più emblematica era dentro alla farmacia Severi in via Roma, la più vicina all’Usl di via Don Minzoni, che è proprio lì davanti ma chiusa per trasloco. Ecco che a neanche 2 minuti dalle 10 le persone in attesa erano addirittura 40. «Alle 8 quando abbiamo aperto – raccontava una farmacista ai clienti che chiedevano informazioni – c’era già della gente in fila». Le cose non sono andate meglio in altre farmacie, come in via dei Mille o in piazza Ponchielli. O alla farmacia La Rugginosa in via Aurelia Ovest, dove lavora il presidente dell’Ordine dei farmacisti Iacopo Zanardi. Qui nella mattina gli utenti che hanno chiesto il cambio del medico sono stati 300. Ma nell’arco della giornata, secondo Federfarma, i cambi fatti solo nelle farmacie private sono stati 1.700. «La giornata è andata relativamente bene, ma perché eravamo pronti e organizzati – precisa ringraziando tutti i colleghi per la dedizione e professionalità –. Certo, tra le persone c’era tanta preoccupazione, specie tra i più anziani, che temevano di rimanere senza medico. Quando abbiamo aperto c’erano già circa 15 persone, persino chi era lì dalle 7,15», fa sapere.

Non è stata una giornata facile: «Gli utenti più anziani non sono pratici o non hanno proprio lo Spid per accedere al portale sanitario, altri invece hanno avuto problemi con i dati del codice fiscale. In alcuni casi per soddisfare il paziente è stato necessario rallentare il lavoro al banco per la consueta consegna dei farmaci».

Se non altro, ieri il trasloco dell’Asl è terminato, come rende noto l’azienda. «Il cambio medico nella nuova sede in via Don Minzoni si potrà fare dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12, mentre dal lunedì al giovedì anche dalle 14,30 alle 16,30». In alternativa, è possibile farlo agli sportelli Cup, nei distretti sanitari e nella Case di comunità. Ci sono poi l’app e il sito web dedicati.

L’azienda conclude dicendo che «da anni i posti per i medici di medicina generale messi a bando riscuotono una bassa adesione. Questa situazione, generalizzata a livello nazionale, crea criticità che l'Azienda cerca di fronteggiare mettendo in atto ogni possibile iniziativa». 
 

Primo piano
L'intervista

Scandalo Keu, la verità dell'ex sindaca Deidda: «Cinque anni nel tritacarne, dopo il proscioglimento ho pianto»

di Cristiano Marcacci
Speciale Scuola 2030