Il Tirreno

Grosseto

L’intervista

Demo Morselli, un mare di gioia: «All’Argentario trovo l’ispirazione: qua compongo i miei brani»

di Ivana Agostini
Il Maestro Demo Morselli (foto Enzo Russo)
Il Maestro Demo Morselli (foto Enzo Russo)

Il Maestro ha preso la residenza sul promontorio: «La mia isola che non c’è dove la natura mi avvolge»

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MONTE ARGENTARIO. La sua folta chioma e i suoi baffetti lo hanno reso famoso al grande pubblico insieme al suo grande talento per la musica. Il Maestro Demo Morselli, 64 anni, reggiano, originario di Rolo, negli ultimi giorni è tornato in prima serata sulle reti Mediaset con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti nella 38ª edizione di Striscia la Notizia – La Voce della presenza.

Morselli, che suona molti strumenti ed è direttore d’orchestra, è anche in tournée con lo spettacolo teatrale “Tu vuò fa’l’americano”. Eppure, in tutto questo suo girovagare di impegni, c’è un solo posto dove ritorna sempre, dove si ricarica e trova la sua pace: la sua casa a Porto Santo Stefano. Un amore, quello per la Costa d’Argento, nato moltissimi anni fa. Un legame che Morselli ha raccontato al Tirreno.

Maestro, come ha conosciuto questi luoghi?

«Quando ho compiuto 18 anni sono arrivato qui. Mi sono innamorato della spiaggia della Feniglia. Ho abitato a Reggio Emilia dove non vedevo il mare, a Milano, a Roma ma ogni anno sono sempre tornato qui, con ogni mezzo. È stato un amore a prima vista con questi luoghi unici».

Cosa l’ha fatta innamorare dell’Argentario e delle zone vicine?

«Mi sono innamorato del mare, dell’ambiente, delle persone: rispettose, gentili. Sono rimasto fulminato dal paesaggio. Qui all’Argentario ci sono luoghi di grande bellezza. Sono stato in molti posti, in Italia e all’estero e quando sei fuori ti rendi conto di quanto sia bello vivere in Italia e per me quanto sia bello vivere qui. Sono un amante della costa toscana e del suo mare. Per me l’Argentario è l’isola che non c’è. Andare in Feniglia e vedere quei tronchi portati dal mare, che hanno delle forme tali da apparire delle sculture... Li porterei via da quanto sono belli ma devono restare là. Lo spettacolo della natura è meraviglioso, la spiaggia selvaggia. Una vera bellezza».

Un amore mai finito che si è rafforzato tanto che a Porto Santo Stefano lei ci ha comprato casa.

«Dopo gli anni terribili del Covid passati a Roma in un appartamento, il mio amore per questi luoghi è diventato ancora più forte. Con mia moglie abbiamo deciso di comprare casa a Porto Santo Stefano. Dovevamo recuperare i due anni di reclusione in casa in città. Così non appena è stato possibile siamo venuti e abbiamo preso la prima casa che abbiamo visto, tanta era la voglia di venire a vivere qui. Io mi affaccio e vedo il mare. Mi giro e vedo la lingua di terra che collega l’Argentario a Orbetello e sento come di essere su un’isola e di vedere l’Italia come se fossi non sulla terraferma. Nella nostra casa abbiamo trovato il nostro rifugio. Io faccio il pendolare perché la sera voglio tornare nella mia casa, nel mio giardino dove la natura cresce rigogliosa e senza forzature. Voglio che la natura mi avvolga. Non solo poi abbiamo comprato casa, ma all’Argentario io ho preso la residenza».

Il mare dell’Argentario le è mai stato di ispirazione?

«Certo. Non potrebbe essere diversamente. Dalla mia stanza vedo il mare, a volte agitato dalle mareggiate e allora compongo arrangiamenti roboanti. Oggi il mare, per esempio, è una tavola. Quindi ci sono brani impetuosi ma anche tranquilli. Ci sono immagini che ti restano dentro e ti ispirano anche nel tempo».

Lei ha detto che le piacciono le persone del posto.

«Sì, sono sempre gentili, discrete, cordiali. Mi incontrano e mi salutano. Non mi dà fastidio anche perché la volta che noi personaggi pubblici non siamo salutati vuol dire che o che quello che stiamo facendo non piace o che siamo stati dimenticati. Se in questo luogo ci sono venuti personaggi del calibro di Raffaella Carrà, Venditti e molti altri fra cui Liz Taylor e Richard Burton un motivo ci sarà stato. Qui non ci si viene per farsi vedere ma perché c’è un ambiente unico che solo qui si può trovare».

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