Il Tirreno

Grosseto

Archeologia

Sorano, straordinaria scoperta: riaffiora uno stabilimento termale dell’età Neolitica

di Redazione Grosseto

	La zona degli scavi a Sorano
La zona degli scavi a Sorano

Tutto è iniziato da un incontro quasi casuale tra il presidente del Consiglio di Amministrazione della società Antiche Terme Acqua di Sorano e l’archeologo Stefano Giuntoli

4 MINUTI DI LETTURA





SORANO. Tutto nasce dall’incontro quasi casuale, come spesso avviene, di due volontà complementari. Il dottor Luciano Calvani, presidente del Consiglio di amministrazione della società Antiche Terme Acqua di Sorano, aveva sempre avuto un interesse a comprendere il significato di alcune strutture antiche presenti nell’area del complesso termale.

Quella grande cavità

Nell’occasione di un suo soggiorno alle terme, anche il dottor Stefano Giuntoli, archeologo, rimase immediatamente colpito, tra le altre evidenze, dalla presenza di una grande cavità che si apriva in un ripiano di travertino, nella zona soprastante il cosiddetto “Bagno dei Frati”, una vasca termale storica risalente al XV secolo, utilizzata nei secoli passati dai religiosi della vicina pieve di Santa Maria dell’Aquila.

Da un suo colloquio con il dottor Calvani è emerso che non erano note né la funzione, né l’epoca a cui risaliva tale cavità e che non era nemmeno designata con un toponimo, nonostante la sua monumentalità. Infatti è estesa per circa 320 metri quadrati e profonda fino a 3,60 metri dal piano di campagna. Da quel confronto è nata la decisione condivisa di approfondire la questione attraverso una ricerca bibliografica sulla documentazione storico-archeologica del territorio.

L’intervento di scavo

Già dalle prime verifiche erano emersi elementi sufficienti a ipotizzare l’esistenza di un sito di interesse archeologico, conducendo alla decisione di avviare un intervento di scavo scientifico. Il Consiglio di Amministrazione della società Antiche Terme Acqua di Sorano, presieduto dal dott. Calvani stesso, ha quindi dato la disponibilità al finanziamento del progetto e all’assunzione della titolarità della concessione ministeriale, che è stata richiesta e approvata dal Ministero della Cultura.

La fase esecutiva è stata affidata a un'équipe di archeologi e collaboratori, diretti dal dott. Stefano Giuntoli, con la vicedirezione della dottoressa Domenica Palmieri e del dottor Francesco Zabban, con la collaborazione del geologo dottor Fabio Lorenzi e con la supervisione della competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, nella persona dei funzionari dottor Giovanni Altamore e dottor Jacopo Francesco Tulipano.

La prima scoperta

La prima campagna di scavo ha preso avvio nel luglio 2024 e ha fornito fin da subito risultati di grande rilievo. Già durante la rimozione dello strato superficiale di humus è stato individuato un ingresso a imbuto che conduceva alla cavità, caratterizzato da tre gradini realizzati direttamente nella roccia. Un approfondimento di circa 2,50 metri in un saggio interno ha permesso di portare alla luce, sul fondo della cavità, una struttura di forma ellissoidale (2,60 x 2,20 m), realizzata in blocchi di travertino e tufo sovrapposti su più assise. All’interno la struttura presentava un riempimento di piccole pietre e risultava perimetrata da massicciate all’esterno.

La scoperta straordinaria

Durante le operazioni di scavo è riaffiorata anche una falda antica di acqua termale, fino ad allora mai individuata in quella zona. Le analisi al radiocarbonio (C14) condotte su frammenti di carbone rinvenuti a diretto contatto con le pietre della struttura hanno datato la sua costruzione al periodo compreso tra il 4495 e il 4335 a.C., cioè in piena età Neolitica.
Si tratta di un risultato di straordinaria importanza, ulteriormente confermato nella sua cronologia dal rinvenimento di manufatti litici e frammenti ceramici, che testimoniano un utilizzo delle acque termali già nel Neolitico, con funzioni salutari e forse cultuali, rivelando un legame antichissimo tra l’uomo e le sorgenti delle Terme di Sorano.

Avanti con le ricerche

Le ricerche sul sito proseguono attivamente, grazie al rinnovo biennale della concessione ministeriale che consente di portare avanti lo scavo in modo continuativo. Numerosi ritrovamenti di notevole interesse stanno progressivamente emergendo, sebbene una parte consistente della cavità resti ancora da indagare.
Il completamento dell’indagine consentirà di ottenere un inquadramento storico-archeologico più preciso dell’intero complesso e di comprendere in modo più approfondito la funzione originaria di questa struttura preistorica.

Tuttavia, già allo stato attuale, i dati raccolti consentono di riconoscere la straordinaria rilevanza scientifica del sito, per la novità delle evidenze che sta offrendo e per il contributo significativo alla conoscenza del Neolitico in Italia.

Primo piano
Clima

Meteo in Toscana, nuova ondata di gelo? «C’è un serbatoio polare pronto a colpirci»

di Tommaso Silvi
Speciale Scuola 2030