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Meteo in Toscana, nuova ondata di gelo? «C’è un serbatoio polare pronto a colpirci»

di Tommaso Silvi

	La situazione attuale in Europa (Elaborazione Cmt)
La situazione attuale in Europa (Elaborazione Cmt)

L’analisi del Centro Meteo Toscana che punta l’attenzione sui grandi movimenti a livello globale: ecco cosa potrebbe accadere in Toscana

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La parentesi mite che sta interessando l’Italia potrebbe avere le ore contate. Le dinamiche atmosferiche in corso sull’Europa mostrano segnali di cambiamento che potrebbero riportare condizioni pienamente invernali già nei prossimi giorni. A delineare il quadro è l’analisi del Centro Meteo Toscana, che invita a osservare con attenzione ciò che sta accadendo tra Atlantico, Mediterraneo e Scandinavia.

Il gelo resta saldo sull’Europa nordorientale

«Continua la fase mite sulla nostra penisola – spiega il Centro Meteo Toscana – ma con grandi manovre in prospettiva che devono essere analizzate se vogliamo capire gli sviluppi futuri. Il gelo si trova ancora sul vicino nord-est europeo con minime che scendono fino a -20/-25 gradi e massime che non raggiungono gli zero gradi nemmeno nelle ore più calde. Temperature che non si vedevano da molti anni con una costanza così decisa». Il cuore del freddo, dunque, rimane ben ancorato tra Russia e Paesi baltici, dove si registrano valori tipici delle ondate gelide più severe. Un serbatoio che, se messo in moto, potrebbe influenzare anche il Mediterraneo.

Perché in Italia fa più caldo: il ruolo del cut-off iberico

«L’attuale fase più mite sulla nostra penisola non è dovuta all’ingresso deciso del flusso atlantico in Europa, ma a un cut-off (fenomeno atmosferico in cui una sacca di aria fredda in quota, originariamente parte di un vortice più ampio, si isola e si stacca completamente dalla corrente a getto, diventando un vortice autonomo e imprevedibile, ndr) in formazione sulla penisola iberica che, tra l’altro, si sposterà verso il Mediterraneo apportando forti piogge dal 17-18 gennaio sulle isole maggiori. Il flusso atlantico cerca di entrare sull’Europa ma trova lo sbarramento dell’aria fredda e quindi vira in modo anomalo verso nord. Questo apporto di aria più calda in quota verso nord è alla base della formazione di alte pressioni in sede scandinava. Il gelo a est quindi è destinato a rimanere lì, formando un serbatoio pronto a entrare in scena alla prima occasione utile» Il Mediterraneo, quindi, non è sotto l’influenza delle classiche perturbazioni atlantiche, ma di una struttura isolata che porta piogge e scirocco. Intanto, l’aria calda che risale verso la Scandinavia prepara il terreno a un possibile blocco anticiclonico, spesso preludio a discese fredde verso l’Europa centrale.

Un vortice polare ancora disturbato

«Il flusso atlantico – prosegue l’analisi del Centro Meteo Toscana – sta nuovamente rallentando, a conferma di un vortice polare ancora fortemente disturbato. Osservando il NAM (qui un nostro articolo che spiega che cos’è questo particolare indice), si nota un ritorno verso valori negativi dopo una pausa durata più o meno una settimana e senza valori troppo elevati, cosa che invece era stata registrata negli ultimi inverni. Di conseguenza siamo in una fase totalmente diversa dalle ultime stagioni. L’inverno si trova sempre molto vicino e la fase fredda che ha contraddistinto il periodo tra fine dicembre e la prima decade di gennaio potrebbe non essere un episodio isolato nemmeno per noi». Un vortice polare debole o disturbato è spesso associato a irruzioni fredde verso latitudini più basse. È ciò che ha permesso l’ondata di gelo di fine dicembre e che potrebbe ripetersi.

Cosa succede nei prossimi giorni

Nell’analisi di giovedì 15 gennaio il Centro Meteo Toscana spiega ancora: «Le temperature resteranno miti fino a lunedì 19 gennaio con scirocco lungo la costa a causa del cut-off mediterraneo di cui parlavamo prima. Da martedì 20 gennaio ci troveremo in una zona di confluenza tra l’aria mite e quella più fredda sul nord-est che ha tutta la voglia di tornare a farsi sentire. Attese giornate grigie con temperature via via più invernali e con il graduale ritorno di qualche precipitazione, nevosa in montagna, a partire da metà della prossima settimana». Il primo cambiamento, dunque, non sarà brusco: arriverà un raffreddamento progressivo, con cieli spesso coperti e qualche pioggia. In montagna tornerà la neve, inizialmente a quote medio-alte.

Possibile irruzione artica

«Appare confermato – prosegue il Cmt –  il forte disturbo al vortice polare. Confermata quindi la possibilità di una nuova irruzione artica da nord. Molto probabile la formazione di un anticiclone in sede scandinava che convoglierà l’aria fredda verso il centro Europa. Aria fredda che avrà caratteristiche molto rigide soprattutto nei bassi strati, con conseguenze tutte da valutare per la nostra penisola». Se lo scenario scandinavo dovesse consolidarsi, l’Europa centrale potrebbe essere investita da un’ondata di gelo. L’Italia resterebbe in bilico tra due possibili evoluzioni: freddo secco da est o correnti più umide da ovest.

Neve e gelo in Italia? Possibile, ma non ancora certo

«Torneranno la neve e il gelo? È una delle possibilità – conclude il Centro Meteo Toscana – ma andrà valutata la risposta troposferica, la formazione o meno di un blocco atlantico duraturo o l’eventuale interferenza tra ovest ed est in sede mediterranea. Di conseguenza possiamo affermare che l’inverno non è assolutamente finito, ma per capire gli effetti pratici sulla nostra penisola dovremo attendere qualche altro giorno». Gli ingredienti per un’ondata di freddo ci sono, ma la traiettoria finale dipenderà da equilibri atmosferici delicati. I prossimi aggiornamenti saranno decisivi.

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