Firenze, ironia contro il resort di lusso: ecco... il “Bagno Sangallo”
La protesta del comitato di residenti che si oppone alla realizzazione, appuntamento in via Cavour
FIRENZE. Ha scelto l’ironia il comitato Cittadini Cantiere San Gallo che da tempo si batte contro la costruzione di un resort di lusso nell’ex ospedale militare di San Gallo.
Oggi, venerdì 10 luglio, alle 18 il comitato allestirà il “Bagno Sangallo”, un flash mob dal titolo “Aspettando la sindaca”, un riferimento al confronto con la prima cittadina che ancora non c’è stato.
«Con la città ormai vittima della speculazione edilizia – spiegano gli organizzatori – il cantiere dell’ex ospedale militare San Gallo va avanti a ritmi serratissimi, le due torri svettano ormai nello skyline e aspettano solo di essere riempite. Le indagini della magistratura procedono e i cittadini ancora aspettano un confronto con la sindaca, confronto promesso ma mai concesso. I residenti non rinunciano a far sentire la propria voce e con ironia, ma con ferma determinazione, promuovono una colorata forma di protesta: Quest'anno le vacanze si fanno sotto casa: nasce ufficialmente il "Bagno Sangallo"».
L'iniziativa, spiega ancora il comitato, «nasce come risposta al forte disagio vissuto dal rione, situazione inaccettabile dato che il quartiere aspetta da 5 mesi una visita della sindaca mentre il cantiere va avanti e i residenti non trovano ascolto nella più totale mancanza di rispetto nei loro confronti».
I cittadini si accomoderanno proprio di fronte al cantiere – con una suggestiva "vista sulla seconda torre" – per inaugurare una paradossale stagione balneare urbana. «Un modo provocatorio per invitare la prima cittadina, finora assente nel dialogo con il quartiere, a guardare in faccia la realtà e l'impatto che questi interventi hanno e avranno sulla vita quotidiana dei residenti».
L'invito a partecipare è esteso a tutti con un dress code rigorosamente a tema. Abbigliamento: camicie fiorate, occhiali da sole, pinne e salvagenti. Attrezzatura da spiaggia: sedie a sdraio, lettini, asciugamani e secchielli (per la sabbia, i residenti ironizzano: "Chiederemo direttamente al cantiere").
«Occorre intervenire per evitare altre speculazioni e per tutelare i quartieri storici prima che sia troppo tardi» dicono quelli del comitato.
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