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Firenze, lo “svaro” del Ponte al Pino e i cinque giorni che spezzeranno l’Italia dei treni

di Redazione Firenze
Firenze, lo “svaro” del Ponte al Pino e i cinque giorni che spezzeranno l’Italia dei treni

Da stasera il cantiere Rfi blocca il nodo ferroviario: navette tra Campo di Marte e Santa Maria Novella, previsti ritardi fino a due ore e mezzo

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FIRENZE Alle undici di sera il Ponte al Pino smetterà di essere una strada e diventerà un pezzo di ferro e asfalto da sollevare sopra i binari. I fari della grande gru accenderanno il cantiere di piazza Vasari, anche la passerella pedonale verrà chiusa e le squadre di Rfi entreranno nella fase più delicata. Da quel momento Firenze comincerà a fare da cerniera difettosa al traffico ferroviario nazionale: chi arriva da sud si ferma a Campo di Marte, chi deve andare verso nord cerca una navetta, chi viaggia in senso contrario scopre che anche l’Alta velocità, ogni tanto, deve scendere in strada.

La prima finestra dei lavori parte stasera alle 23 e finirà alle 4 di venerdì 10 luglio. Cinque giorni di stop sui binari tra Firenze Campo di Marte e Firenze Rifredi e tra Campo di Marte e Santa Maria Novella. È lo “svaro” del vecchio impalcato, la rimozione del cavalcaferrovia ottocentesco chiuso alle auto dal 25 maggio e destinato a essere sostituito da una struttura in acciaio e calcestruzzo. Il ponte sarà smontato in tre sezioni. Il nuovo, circa 550 tonnellate, verrà posato più avanti in un’unica soluzione.

Per farlo servirà una gru da 2.000 tonnellate, con capacità di sollevamento fino a 1.600. Rfi la presenta come una delle più grandi impiegate in Europa per interventi di questo tipo. La macchina è enorme, e lo spazio lì è stretto: case, strade, binari, passaggi pedonali, quartieri abituati a misurare il tempo sui semafori. L’operazione, per Ferrovie, ha una complessità «senza precedenti» perché si svolge dentro una città e sopra un nodo ferroviario che collega il centro con Campo di Marte e regge una parte dei flussi nazionali.

Da domani mattina il viaggio cambia ritmo e forma. L’offerta ferroviaria nel nodo fiorentino sarà ridotta di circa il 50 per cento. I treni a lunga percorrenza continueranno a passare, ma in parte faranno il giro largo sulla Tirrenica: due convogli ogni ora sulla relazione Roma-Milano e Roma-Torino, con tempi allungati fino a circa due ore e mezzo. Altri servizi resteranno attestati su Firenze. Sono previsti quattro treni ogni ora con origine o destinazione Santa Maria Novella verso il Nord, quindi Milano, Brescia, Bolzano e Venezia; tre ogni ora con origine o destinazione Campo di Marte verso il Sud, quindi Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Bari e Taranto.

In mezzo ci sono i passeggeri. Per una parte dei treni sarà attivo il collegamento in autobus tra Santa Maria Novella e Campo di Marte. Significa scendere, cercare il bus, percorrere le banchine e i sottopassi con i trolley, orientarsi, uscire in strada, caricare le valigie sui bus, attraversare Firenze nel traffico, risalire su un altro convoglio. Nei casi con trasbordo l’allungamento previsto è di circa un’ora e mezzo. Per turisti, famiglie, pendolari e viaggiatori con coincidenze strette sarà un esame di orientamento e autocontrollo. Una piccola odissea urbana con trolley, annunci, app da controllare e marciapiedi da seguire.

Il Comune prova a mettere ordine nel giorno della rivoluzione. La Protezione civile comunale attiverà un piano straordinario di assistenza a Santa Maria Novella e Campo di Marte, con volontari e personale distribuiti nei punti di accesso, uscita e interscambio. I turni saranno due, dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, con fino a otto postazioni operative. Daranno indicazioni per binari, navette Fs, taxi, autobus e tramvia. Distribuiranno anche bottiglie d’acqua, soprattutto alle persone fragili. L’assessora Laura Sparavigna parla di «assistenza concreta» per una fase che cambierà l’organizzazione degli spostamenti.

La Regione ha chiesto a enti e aziende di favorire lo smart working. Nei giorni più pesanti sono attesi a Campo di Marte circa cinquemila pendolari la mattina e altrettanti la sera, soprattutto dalla direttrice aretina. La Città metropolitana ha già previsto smart working straordinario per i dipendenti che usano le linee coinvolte: Chiusi-Arezzo-Firenze, Borgo San Lorenzo via Pontassieve, Montevarchi-Prato-Pistoia e Faentina.

La città arriva al test dopo settimane di deviazioni. Il Ponte al Pino è chiuso al traffico stradale fino al 14 settembre; le auto passano dal cavalcavia delle Cure o da quello dell’Affrico; le linee 10, 11, 17 e 20 sono state ridisegnate attorno alla passerella pedonale. A gennaio c’era stato il primo stop di ventiquattr’ore per posare quel passaggio provvisorio. Tra febbraio e marzo sono arrivate le lavorazioni sulle spalle del ponte. Ora la grande gru deve togliere il vecchio impalcato. Dal 26 al 30 luglio, poi, toccherà al varo del nuovo.

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