Il Tirreno

Livorno

Tragedia sfiorata

Aldo Montano e la Caseina: cos’è l’allergia che ha rischiato di farlo morire durante una cena al ristorante

di Federico Lazzotti e Martina Trivigno

	A sinistra Aldo Montano a destra la Caseina  
A sinistra Aldo Montano a destra la Caseina  

L’ex campione di scherma ha raccontato la corsa in ospedale dopo lo choc anafilattico, denunciando la superficialità nella gestione delle allergie alimentari e chiedendo maggiore attenzione da parte di chi lavora nella ristorazione

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Aldo Montano ha conquistato l’Olimpo dello sport a colpi di sciabola, ma come tutti gli eroi, ha il suo tallone d’Achille: è allergico alla caseina, proteina del latte che se ingerita anche in piccolissime quantità, manda in tilt l’organismo innescando uno choc anafilattico capace anche di uccidere. È quello che è successo all’ex campione di scherma nella sera di venerdì 3 luglio mentre era a cena in un ristorante con alcuni amici. È lo stesso Montano, 47 anni, livornese, a raccontare della tragedia sfiorata e a mettere in guardia i ristoratori, e più in generale tutte le attività di somministrazione, rispetto alle necessità dei soggetti allergici, soprattutto quando avvisano prima sui possibili rischi. Montano lo ha fatto pubblicando una sua foto dal letto dell’ospedale Santo Spirito dal quale è stato dimesso nella giornata di sabato 4 giugno: la mascherina dell’ossigeno sul volto, la faccia gonfia, un braccio bendato e gli occhi stanchi di chi se l’è vista brutta.

Il post sui social

Scrive Montano, cinque volte sul podio olimpico: «Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo». Ed ecco che spiega cosa è successo. «Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita. Nel 2026 – aggiunge – è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto». E ancora: «Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana – aggiunge l’ex schermidore –. Non esistono “piccole distrazioni” quando le conseguenze possono essere uno choc anafilattico. Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro. È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore». In pochi minuti il post, pubblicato intorno alle 11, ha avuto migliaia di commenti e condivisioni. Da campioni dello sport come Francesco Totti e Gabriele Detti, fino a i giornalisti Francesca Fagnani e Ivan Zazzaroni.

Le reazioni

Scrive l’infettivologo Matteo Bassetti facendo a Montano gli auguri di pronta guarigione: «Nella ristorazione c’è ancora troppo dilettantismo. Se cucino la pasta in una pentola dove ho prima messo del formaggio e non l’ho pulita bene, espongo un allergico al rischio di morire. Queste cose vengono insegnate prima di poter aprire un ristorante? Trovo che in Italia ci sia troppo dilettantismo sul tema della tutela della salute. Bisogna fare di più perché episodi come quello che è capitato a Montano, e a molti altri prima di lui, non succedano nuovamente». In effetti intolleranze e allergie sono in aumento. Ma c’è una grande differenza. Spiega Bassetti: «Un’allergia è una reazione anomala del sistema immunitario che scambia una sostanza innocua, come un alimento o il polline, per una minaccia. Gli anticorpi entrano in azione e possono causare sintomi gravi e immediati, come orticaria, gonfiore o persino choc anafilattico, scatenati anche da tracce minime che possono portare alla morte. Un’intolleranza, invece, non coinvolge il sistema immunitario. Solitamente è legata al metabolismo o all’apparato digerente. I sintomi sono quasi sempre gastrointestinali, come gonfiore, diarrea, crampi, e dipendono dalla quantità di alimento ingerito: piccole dosi spesso non provocano alcun fastidio».

La difesa dei ristoratori

A difendere i ristoratori, garantendo attenzione e professionalità rispetto ad allergie e intolleranze, è Daniela Petraglia, presidente di Fipe Confcommercio Pisa e proprietaria de “La Pergoletta”. «I ristoratori rispondono con grande scrupolo alle esigenze dei clienti, purtroppo, e questo accade raramente, ci sono fatalità e incidenti come quello accaduto a Montano. Ma non generalizzerei. L’importante è formarsi e formare per ridurre i rischi e continuando ad avere un dialogo con gli ospiti che è alla base di un rapporto di fiducia. Ai clienti che hanno allergie così gravi – conclude – il consiglio è quello di avvisare e ordinare pietanze semplici per evitare anche la minima contaminazione». 

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