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L’intervento

Firenze, tornano i sub sotto l’Arno: via ai test per riaprire il tunnel

di Redazione Firenze
Una vista del tunnel
Una vista del tunnel

Incaricata una ditta livornese: prove sull’antica condotta. L’intervento prevede pulizia del fondale, taglio della grande tubatura in ghisa e prelievi dalla storica volta muraria

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FIRENZE. I sommozzatori tornano sotto l’Arno. Il Comune ha affidato a Sub Sea Livorno una nuova missione nella galleria di sottoattraversamento alla pescaia di San Niccolò: pulire il fondale all’ingresso del tunnel, provare a tagliare la tubazione in ghisa che corre all’interno, prelevare campioni di mattoni della volta e di malta, verificare se quel passaggio sommerso sia davvero percorribile.

È l’ultimo avanzamento del progetto di “rifunzionalizzazione” del sottopasso sotto il fiume, una di quelle idee che a Firenze stanno a metà fra ingegneria idraulica e romanzo amministrativo. La determina è del 19 giugno. L’importo impegnato è di circa 23mila euro. L’affidamento è alla stessa ditta livornese che aveva già eseguito la precedente ispezione subacquea nei mesi scorsi. Il servizio durerà 60 giorni e i test dovrebbero partire già questa settimana o comunque entro inizio luglio, appena completati i passaggi formali e gli ordini del Comune.

La galleria di San Niccolò è diventata negli anni un piccolo totem della politica fiorentina. L’intuizione originaria è di Eugenio Giani, che l’ha coltivata con la passione dei presidenti-registi, quelli che nelle pieghe della città vedono una scena da riaprire e un immaginario da realizzare: il sogno di un viaggio nel sottosuolo idrico della città, una specie di sfida verniana in salsa gianiana. Dario Nardella la raccolse, trasformando il tunnel in un progetto da atti e sopralluoghi, fino alla celebre esplorazione in canotto. Sara Funaro ora la tiene dentro la continuità di Palazzo Vecchio, con un taglio più tecnico: prima capire se la struttura regge, poi decidere come restituirla alla città.

L’obiettivo resta quello di riqualificare il sottopasso alla pescaia e trasformarlo in un percorso visitabile, forse un piccolo museo dell’acqua, forse una passerella sotterranea sotto l’Arno, certamente un luogo capace di raccontare la Firenze idraulica e nascosta, quella che non passa dai grandi monumenti ma dalle infrastrutture dimenticate. Nei mesi scorsi erano già state affidate le indagini geognostiche, i rilievi, le prove sui materiali e il controllo archeologico. La prima ispezione subacquea aveva reso necessario un passaggio ulteriore: entrare meglio, liberare l’accesso, misurare, prelevare, capire se si possa camminare dentro il tunnel e con quali condizioni di sicurezza.

Il quadro economico complessivo resta di 1,1 milioni di euro. Dentro ci sono il gruppo di progettazione, i rilievi topografici e batimetrici, il laboratorio Sigma, Geocoste, Giano, IBT Prospezioni, Oplonde e ora Sub Sea Livorno. Restano disponibili oltre 808 mila euro. Numeri piccoli se confrontati con le grandi opere fiorentine, ma sufficienti a tenere acceso il sogno di attraversare l’Arno dal basso, senza ponti, tramvie o passerelle in superficie.

Nel capitolato il linguaggio è quello asciutto della macchina pubblica: «pulizia fondale ingresso tunnel», «prova di taglio tubazioni», «prelievo campioni», «verifica della possibilità di percorrenza». Tradotto: i sub dovranno capire se il vecchio passaggio è ancora domabile. A Palazzo Vecchio interessa il dato tecnico, a Giani l’immagine, a Funaro la fattibilità. Sotto la pescaia, intanto, la vecchia galleria aspetta la nuova immersione.

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