Il Tirreno

Firenze

Lavoro e violenza

Operai in nero nel cantiere, botte agli ispettori del lavoro: indagini in corso

di Paolo Nencioni
(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

In tre sono stati aggrediti a Scandicci durante un controllo: la Cgil denuncia le carenze di organico e chiede rinforzi

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SCANDICCI. Tre ispettori del lavoro sono stati aggrediti durante un controllo in un cantiere edile di Scandicci dove sono stati trovati operai che lavoravano in nero. È successo venerdì e ne ha dato notizia ieri – domenica 24 maggio – la Funzione pubblica della Cgil.

Secondo quanto riferito dal sindacato, i tre sono stati aggrediti, malmenati e strattonati. Finito il parapiglia, si sono fatti medicare in ospedale e sono stati giudicati guaribili in 5 giorni.

Non è stato reso noto il nome della ditta edile coinvolta perché sono in corso indagini per risalire ai responsabili dell’aggressione.

«Non è il primo episodio di aggressione a danno di ispettrici e ispettori del lavoro – commenta la Cgil – eppure questo governo nonché i vertici dell’Ispettorato, come le scorse volte, non hanno speso nemmeno una parola di solidarietà nei confronti del personale». «La carenza d’organico dell’Ispettorato del lavoro, in questi momenti, si rivela nella sua drammaticità – aggiunge il sindacato – Quando i funzionari eseguono i controlli, vengono percepiti come nemici, e tutto ciò è l’emblema di un fallimento dello Stato che all’articolo 1 della nostra Costituzione indica il lavoro come base fondamentale della Repubblica, un lavoro che dovrebbe essere regolare, sicuro, tutelato dagli organi di controllo».

La Cgil poi ricorda che la situazione di irregolarità è endemica anche in Toscana: dagli ultimi dati disponibili il 65,5%, oltre 6 imprese su 10, sono risultate irregolari: «Un fenomeno diffuso che coinvolge tutti i settori produttivi e che richiede un’azione di controllo strutturale e continuativa. Il personale dell’Ispettorato è sempre più solo, poco conosciuto e dimenticato anche dalla politica, pur svolgendo il compito fondamentale su cui dovrebbe basarsi il nostro Stato»-

«Continuiamo a denunciare lo svuotamento dell’Ispettorato – osserva Mirella Dato, della segreteria Fp Cgil – Il personale è insufficiente, isolato, esposto a rischi crescenti. Chiediamo con forza il rafforzamento dell’organico e misure concrete per tutelare l’ente nella sua funzione e nella sua immagine. Non si può pretendere legalità sul lavoro se chi controlla viene lasciato solo e attaccato. È urgente potenziare il rafforzamento e il coordinamento tra gli organi di controllo per rendere le ispezioni più efficaci e tempestive».

«Quello che è accaduto a Scandicci è inaccettabile e non è un caso isolato – le fa eco il collega Giovanni Golino – Lo Stato non può tollerare che chi applica la legge venga aggredito nell’esercizio delle proprie funzioni e poi lasciato senza una parola di solidarietà istituzionale. L’Ispettorato del Lavoro è un presidio di legalità previsto dalla Costituzione. Se vogliamo un lavoro regolare e sicuro, è dovere dello Stato garantire organico adeguato, risorse e protezione a chi svolge questo compito. Il silenzio di Governo e vertici è un segnale grave che va interrotto subito».

«Il nostro compito deriva da un mandato costituzionale e internazionale – conclude Micaela Cappellini, ispettrice del lavoro – Ogni aggressione è un’aggressione allo Stato. Serve più personale, in modo che le ispezioni siano effettuate su tutto il territorio toscano e in tutti i settori produttivi per garantire parità di condizioni alle aziende corrette e più diritti ai lavoratori».

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