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Firenze, si è dimesso il segretario Pd Andrea Ceccarelli: la lettera e il nome “caldo” per sostituirlo

di Redazione web

	A destra Andrea Ceccarelli 
A destra Andrea Ceccarelli 

Era alla guida dei dem fiorentini dal dicembre 2019: sulla decisione pesa il risultato poco brillante del partito alle ultime elezioni regionali

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FIRENZE. Dopo giorni di indiscrezioni, è arrivata la conferma: Andrea Ceccarelli ha rassegnato le dimissioni da segretario cittadino del Partito democratico di Firenze. La decisione è stata comunicata con una lettera indirizzata alla presidente dell’assemblea Francesca Calì, nella quale l’ormai ex segretario parla della necessità di “aprire una fase nuova” in vista del congresso autunnale.

Il bilancio della segreteria

Ceccarelli era alla guida del Pd fiorentino dal dicembre 2019, quasi sei anni segnati da una serie di appuntamenti elettorali che, ricorda lui stesso, hanno visto il partito mantenere un consenso significativo: dalle amministrative del 2019 e del 2024 alle regionali del 2020 e del 2025, fino alle politiche del 2022. Un percorso che, nelle sue parole, ha contribuito a consolidare la struttura cittadina del partito.

Il peso del risultato alle regionali

A spingere verso un passo indietro anticipato, però, è stato soprattutto l’esito delle ultime regionali. In città il Pd si è fermato al 27,8%, un dato nettamente inferiore al 38,6% registrato nel 2020. Un calo che ha aperto un confronto interno e accelerato la riflessione sulla guida del partito in vista del congresso di ottobre.

Verso il congresso d’autunno

Nella sua lettera Ceccarelli parla della necessità di «stimolare l’iniziativa politica» e di favorire un ricambio nella classe dirigente, sottolineando come il percorso congressuale rappresenti una tappa decisiva per il futuro del Pd cittadino e metropolitano. Da qui la scelta di lasciare l’incarico per agevolare la transizione.

Il ringraziamento alla comunità democratica

L’ex segretario rivolge anche un messaggio alla base del partito: un «grazie enorme» alla comunità democratica fiorentina, alla quale dice di essere legato da «stima e affetto profondi». All’assemblea proporrà ora la nomina di un reggente «autorevole e in grado di raccogliere un largo consenso».

Il nome di Gianassi

Tutti gli indizi portano a Federico Gianassi come figura chiamata a traghettare il partito verso il congresso. Ex presidente del Quartiere 5, più volte assessore nelle giunte guidate da Dario Nardella e oggi deputato, Gianassi gode di un’ampia fiducia interna e appare la scelta più probabile per la reggenza.

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