Morte Commisso, dallo spettro B all’ipotesi cessione: il futuro della Fiorentina è in mano a Catherine
L’addio al patron apre una nuova era per la Viola: sarà la moglie a gestire il club e l’impero Mediacom. Paratici potrebbe fare da traghettatore
FIRENZE. È uno choc per la città, uno choc per la Fiorentina nell’anno più difficile in serie A, con lo spettro della retrocessione. Arriva da New York, nella notte, la notizia della morte di Rocco Commisso, il 76enne tycoon arrivato nel 2019 per riportare in alto il club. Firenze lo piange e si interroga sul futuro della Fiorentina. «Ancora una volta questa domanda sulla cessione? Queste voci non fanno altro che destabilizzare l’ambiente quando, invece, ci vorrebbe compattezza da parte di tutti! La lungimiranza di chi guida una società sta nel trarre insegnamento dai momenti bui per poter uscirne più forti. Io non ho mai mollato e non lo farò adesso». Sono le ultime dichiarazioni ufficiali di Commisso, l'11 dicembre, dove ribadiva la sua volontà di non cedere la Fiorentina.
Spetterà alla famiglia, la moglie Catherine e ai figli Giuseppe e Marisa, decidere se gestire ancora la società gigliata o se cederla. Ad oggi però sarà la moglie Catherine, conosciuta proprio a Firenze, fidato braccio destro del marito, a prendere in mano la situazione. In più di un’occasione lo stesso Rocco del resto ha sottolineato come fosse proprio lei a fare scelte importanti sul club, dal Viola Park al mercato, perfino sulla scelta di Firenze come città sulla quale investire. Spetterà a lei raccogliere l'eredità morale, economica, imprenditoriale, sportiva del marito. La priorità sarà occuparsi del futuro della Mediacom, impero delle comunicazioni da otto miliardi di dollari e 4500 dipendenti creato negli Stati Uniti (nonché sponsor della Fiorentina con 25 milioni annui); ma inevitabilmente poi pensieri e decisioni riguarderanno anche il futuro della Viola, società che ha i conti in ordine e nessun debito con le banche, valutata secondo le stime intorno ai 350-400 milioni.
Nell’ombra, ma sempre più presente negli ultimi mesi a Firenze, in previsione forse dell’accaduto, l’amministratore delegato della società Mark Stephan, uomo di fiducia di Rocco. In questi anni ha sempre lavorato per il patron e oggi sarà ancora più prezioso per il futuro viola. La parte sportiva continuerà ad essere gestita da Alessandro Ferrari e dal 4 febbraio da Paratici. Ferrari in città è il punto di riferimento della famiglia, dopo la scomparsa di Joe Barone. Ma la pagina importante da aprire riguarda Fabio Paratici, manager a tutto tondo di comprovata esperienza calcistica che dopo Juve e Tottenham – sbarca in città in una situazione così critica. Sarà il ds per i prossimi 4 anni e mezzo e il suo incarico pare rappresentare anche la volontà del magnate italo-americano di preparare la società a nuovi scenari e nuovi ingressi. Altro tema caldo da qui ai prossimi mesi sarà quello dello stadio Franchi in piena ristrutturazione, dove le due parti, il Comune e la proprietà viola, stavano dialogando per trovare un punto d’intesa affinché la società entrasse nel progetto con tutti gli oneri e gli onori.
Anche lo stadio è legato alle intenzioni della famiglia, ma per avere un quadro preciso è ancora troppo presto, ammesso che la famiglia non decida di chiudere con il calcio, affidando a un advisor americano la ricerca di un possibile compratore o che l’avvento del nuovo ds come dicevamo non fosse anche destinato a questo, in ogni caso comunque la realizzazione del Viola Park, un centro sportivo moderno e all’avanguardia, fiore all’occhiello del club, sarà certamente un asset fondamentale dell'eventuale cessione. Nel frattempo, la partita contro il Bologna oggi si giocherà alle ore 15 al Dall’Ara, come da volontà della famiglia, per onorare la figura del Presidente. Lutto al braccio, 1 minuto di silenzio e nel pre-partita, durante il riscaldamento, i giocatori indosseranno una speciale maglia dedicata al patron che nelle sue ultime parole raccontava anche quanto soffriva per la lontananza da Firenze: «Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano lì ogni giorno, ma sono sempre aggiornato. Sono amareggiato di non poter essere lì per combattere come sono abituato a fare nelle situazioni di difficoltà ma al momento non riuscirei a fare un volo così lungo».
Commisso lascia una squadra in fondo alla classifica, con lo spettro della retrocessione, ma una società economicamente forte, con quel centro sportivo di grande valore che non ha fatto vincere trofei ma conquistato 2 finali di Conference League e una di Coppa Italia. Nelle prossime ore il club farà sapere quali saranno le disposizioni per il ricordo del patron, in primis il saluto avverrà negli Stati Uniti, ma sta circolando la voce che la salma del numero uno viola possa essere sepolta, da sua volontà, a Marina di Gioiosa Ionica e che quindi potrebbe essere anche a Firenze per il suo ultimo saluto alla città, l’ultimo saluto a Rocco, come voleva essere chiamato lui e allora presidente, come piaceva dire a lei: «Grazie assai».
