Il Tirreno

Firenze

Il caso

Delitto Ludwig, lo chef voleva uccidere anche l’amica (complice): le intercettazioni choc

di Mario Neri
Emiliano Milza e i carabinieri sul luogo del ritrovamento del corpo della donna
Emiliano Milza e i carabinieri sul luogo del ritrovamento del corpo della donna

L’inchiesta della procura di Firenze. Alla madre disse: «Mi ha tradito, ora l’addormento e tu l’ammazzi...»

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FIRENZE. Il sentiero del Castagno d’Andrea, dove il 2 luglio 2025 fu trovata senza vita Franka Ludwig, oggi è solo una traccia nel bosco. Ma l’inchiesta della Procura di Firenze racconta una storia che va molto oltre quella mattina d’estate, oltre la pietra insanguinata e la messinscena dell’incidente. Una storia fatta di manipolazioni, piani multipli, ricatti emotivi e nuovi sospetti che allungano l’ombra di Emiliano Milza ben oltre l’omicidio dell’estetista tedesca.

Secondo gli inquirenti Franka, 52 anni, è stata uccisa per incassare le polizze sulla vita: cinque contratti che era riuscito a convincerla a stipulare appena un mese dopo la nascita del figlio, concepito con la fecondazione eterologa. Una clausola prevedeva la triplicazione dell’indennizzo in caso di morte per incidente stradale. Un bottino da oltre tre milioni di euro. Beneficiari: il neonato e lo stesso Milza.

Il compagno, Emiliano Milza, chef e restaurant manager fiorentino, è accusato di essere il mandante e l’ideatore del delitto. L’esecuzione materiale, secondo la Procura, fu affidata all’amica della coppia, Simona Hirsch, 59 anni, fermata insieme a lui lo scorso 13 gennaio. Franka sarebbe stata sedata con una massiccia dose di benzodiazepine, caricata in auto, trasportata sul Falterona, colpita alla testa con una grossa pietra e poi sormontata con il veicolo per simulare un investimento.

Ma è quello che accade dopo l’autopsia a rivelare il volto più oscuro dell’indagine. Quando Milza apprende dal suo avvocato che il medico legale ha escluso l’ipotesi dell’incidente, entra nel panico. Capisce che la messinscena rischia di crollare. Ed è allora che, intercettato, va dalla madre ottantenne e le propone un nuovo piano: far uccidere la complice.

«Ha detto agli inquirenti di aver ucciso Franka e che gliel’ho detto io di farla fuori – dice alla madre – ora bisogna farla fuori noi, altrimenti mi tolgono il figlio». Poi insiste: «Io la faccio addormentare e tu la ammazzi, tanto a 80 anni in carcere non ci vai». Un progetto che non si realizza, ma che per la Procura dimostra la capacità manipolatoria dell’uomo e la sua determinazione a eliminare ogni possibile testimone.

Intanto emergono altre ombre. Gli inquirenti stanno approfondendo la morte di una badante peruviana di 40 anni, che accudiva la madre di Milza e che è deceduta nel dicembre 2024, pochi giorni dopo aver accusato alcuni malori. La donna, affetta da piastrinosi, avrebbe confidato ad alcune amiche di essere stata convinta da Milza a stipulare una polizza sulla vita «per tutelare i figli rimasti in Perù». Sarebbe stato lui a promettere di riscuotere l’indennizzo per poi recapitarlo ai figli in Perù.

In alcuni messaggi la badante raccontava di temere di essere stata sedata: «Ho sentito l’acqua un po’ strana… però non dirlo a nessuno». Accertamenti sono in corso.

Nel fascicolo compaiono anche accuse di maltrattamenti in famiglia. Milza avrebbe somministrato di nascosto sedativi alla madre. Quando l’anziana se ne accorgeva protestava: «Tu me le hai date doppie, tu mi vuoi fare fuori». E con il figlio, nemmeno un anno, avrebbe usato violenza e sonniferi per farlo smettere di piangere, lasciandolo più volte solo in casa o in auto per lunghi periodi.

Ieri l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Alessandro Moneti e al pm Andrea Cusani è durato ore. Milza, difeso dall’avvocato Vittorio Sgromo, ha respinto tutte le accuse. Hirsch è stata ascoltata per quasi due ore. Entrambi sono accusati di omicidio premeditato, truffa e frode assicurativa. La Procura teme la fuga: lui progettava di partire con madre e figlio per Capo Verde, lei di trasferirsi in Spagna.

Nel bosco del Falterona resta il luogo di una morte che doveva sembrare un incidente. Ma l’inchiesta ora racconta un disegno più ampio, un progetto di vita e di morte costruito sulle polizze, su un figlio appena nato e su una scia di sospetti che si allunga ben oltre quel sentiero di montagna.

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