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Rinasce il barocco a Firenze: restaurata la cappella Corsini alla chiesa del Carmine

di Sabrina Carollo
Rinasce il barocco a Firenze: restaurata la cappella Corsini alla chiesa del Carmine

Inaugurata con una messa solenne la conclusione del restauro della cappella Corsini in Santa Maria del Carmine: il capolavoro di Giovan Battista Foggini, primo esempio di barocco fiorentino, torna a splendere grazie a un intervento Pnrr da 3 milioni di euro che segna l’avvio di una più ampia stagione di recuperi nelle chiese dell’area metropolitana

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FIRENZE Quando un raggio di sole attraversa una delle finestrelle alla base della cupola, i marmi della cappella appena restaurati regalano un’esperienza di intensa e opulenta bellezza. Inaugurata ieri con una messa solenne officiata dal vescovo di Fiesole, monsignor Stefano Manetti, la conclusione dei lavori di recupero della cappella Corsini nella chiesa di Santa Maria del Carmine restituisce alla città - alla storia dell’arte tutta, in realtà - un grande capolavoro barocco, il primo della storia fiorentina.

È infatti attorno al 1680 che Giovan Battista Foggini, tornato da poco da Roma dove era stato mandato proprio per aggiornarsi sulla nuova fastosa moda imperante nella capitale, introduce per la prima volta questo linguaggio in una Firenze piuttosto sorda alle tendenze spettacolari del barocco, ancora fortemente condizionata dai modi più misurati dei manieristi. I Corsini gli affidano le decorazioni della cappella dedicata al loro avo canonizzato all’inizio del secolo, sant'Andrea Corsini, che lui realizza utilizzando un trionfo di marmi policromi - il bianco di Carrara, il rosso di Francia, il verde e il giallo orientale - e ideando tre monumentali alto e bassorilievi dedicati ciascuno a un episodio della vita del santo, posizionati sulle tre pareti della cappella.

Una scelta estetica originale, laddove fino a quel momento erano stati impiegati per questo scopo affreschi o pale d’altare: portentoso in particolare l’altorilievo che ha per tema il santo che guida i fiorentini nella battaglia di Anghiari contro i milanesi, del 1685-87, dal forte dinamismo compositivo, considerato il capolavoro dell’artista.

«Questo intervento costituisce un recupero fondamentale per la Firenze tardo medicea, il primo capitolo di un linguaggio nuovo che Foggini introduce in città», ha commentato Riccardo Spinelli, storico dell’arte specializzato nel Seicento e curatore della mostra dedicata al Foggini da poco conclusa a palazzo Medici Riccardi. «L’altorilievo della battaglia di Anghiari è siglato nella parte bassa e quindi ne documenta l’autografia. Dei tre rilievi, è sicuramente quello in cui Foggini ha messo le mani, così come quello dietro l’altare maggiore. Il terzo è stato ideato da lui ma l’intervento della sua bottega è decisamente più ampio. Nel 1686 i modelli a grandezza naturale erano pronti, la traduzione marmorea è stata realizzata successivamente in tempi diversi».

Il restauro della cappella Corsini è il primo di una serie di provvedimenti seguiti dalla Soprintendenza e finanziati con i fondi del Pnrr: «Siamo molto soddisfatti di questo restauro, che ha riportato le superfici alla loro originaria lucentezza, oltre ad aver aggiornato il sistema di illuminazione nella basilica», ha commentato Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Firenze e Prato.

«Il lavoro è frutto della sinergia tra ministero dell’Interno, delle infrastrutture e della cultura, il primo di nove interventi significativi che stiamo portando avanti nelle chiese dell’area metropolitana finanziati grazie ai fondi del Pnrr, di cui alcuni ancora in corso in questa stessa chiesa, sempre nelle cappelle del transetto, che avevano riportato infiltrazioni e danni abbastanza consistenti, che si concluderanno a giugno - i tempi sono rigorosi per l’ottenimento dei fondi -, per un totale di 3 milioni di euro solo qui. Il risultato armonizza finalmente le pareti con la cupola affrescata da Luca Giordano, precedentemente restaurata».

La collaborazione tra Fec (fondo edifici di culto), provveditorato alle opere pubbliche e Soprintendenza prosegue anche nei lavori alle coperture di Santa Maria Novella, a Santa Maria Maddalena dei Pazzi in Borgo Pinti, alla facciata di San Marco e alla cappella Salviati, oltre alla chiesa di San Gaggio, a Vaglia e a Castelfiorentino.

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