Strage di Crans-Montana, parla il padre di Niccolò Ciatti morto in una discoteca in Spagna: «Nei locali serve più sicurezza»
Il giovane toscano ha perso la vita a 22 anni nell’agosto del 2017, dopo essere stato pestato a morte in una discoteca di Lloret de Mar
SCANDICCI. La sindaca di Scandicci Claudia Sereni proclamerà una giornata di lutto cittadino per venerdì in occasione della giornata di lutto nazionale indetto dalla confederazione elvetica, in segno di cordoglio per le giovani vittime dell’incendio di Capodanno a Crans Montana. Per esprimere la vicinanza dell’Amministrazione e della città alle famiglie e agli amici dei ragazzi che hanno perso la vita, la bandiera del Comune sarà esposta a mezz’asta e listata a lutto, inoltre negli uffici sarà osservato un minuto di silenzio, a cui sono invitate ad aderire anche le scuole e le attività commerciali del territorio.
La decisione del Comune
L’Amministrazione invita poi a sospendere eventuali manifestazioni pubbliche in programma per la giornata e rivolge un particolare invito al corpo insegnante a proporre riflessioni che coinvolgano gli studenti.
La decisione nasce da un profondo sentimento di solidarietà e di vicinanza all’intera comunità ferita da un evento così drammatico. Anche Scandicci ha perso un suo giovane cittadino, Niccolò Ciatti, a causa della mancanza di sicurezza in una discoteca di Lloret de Mar in Spagna, dove non erano garantite le norme minime di sicurezza e presidio.
«Le vittime di Crans Montana sono i figli di tutti noi – afferma la sindaca Claudia Sereni – Per questo abbiamo deciso di proclamare un giorno di lutto cittadino. La comunità di Scandicci si unisce a questo dolore con particolare consapevolezza e partecipazione, perché sa cosa significa perdere un suo figlio nel fiore degli anni e porta una ferita indelebile: la perdita di Niccolò Ciatti, giovane cittadino scandiccese, la cui vita è stata spezzata a causa della mancanza di sicurezza nei luoghi del divertimento. Una vicenda che ci ha segnato profondamente e che continua a farci interrogare sui temi della tutela dei giovani, del loro diritto alla qualità della vita in ogni suo aspetto e della responsabilità collettiva. Tragedie come queste non possono essere considerate fatalità isolate, ma eventi che impongono un impegno costante per garantire sicurezza, prevenzione e rispetto della vita. Non possiamo tollerare che i nostri ragazzi muoiano nei posti dove dovrebbero vivere la loro socialità. Occorre mettere in campo tutta la professionalità e tutti i controlli possibili per evitare che fatti come questi possano ripetersi».
Cos’era successo
Niccolò Ciatti ha perso la vita a 22 anni nell’agosto del 2017, dopo essere stato pestato a morte in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, senza che nessuno degli addetti del locale intervenisse per fermare l’aggressione.
«In questi giorni io e la mia famiglia ci siamo fortemente immedesimati in quello che stanno passando i familiari dei ragazzi coinvolti nel rogo di Crans Montana – spiega Luigi Ciatti, padre di Niccolò – Sono casi certamente diversi, ma mi è venuto subito in mente quello che è successo a mio figlio Niccolò. Purtroppo la questione sicurezza è un argomento che spesso sembra lontano dalla vita reale, ma invece è indispensabile e necessario. È un tema che riguarda tutti i paesi, perché evidentemente non ci sono controlli sufficienti: l’interesse per la vita dovrebbe prevalere su quello per il profitto, se così fosse tragedie come queste si potrebbero evitare».
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=c53fa24)