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Turismo a Firenze, contro il sovraffollamento patente a punti stile Usa per i locali

Turisti sul Ponte Vecchio
Turisti sul Ponte Vecchio

Tra le idee “anti-mangificio” anche la distanza tra i ristoranti in base alla densità

25 maggio 2024
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FIRENZE. Un assessorato interamente dedicato al piccolo commercio e una “patente del ristoratore” basata sul modello americano. Sono solo alcune delle proposte fatte da Tni Ristoratori Italia e Conflavoro Pmi Firenze durante il convegno dal titolo “Overtourism e Commercio a Firenze", che si è tenuto ieri nella Sala delle Leopoldine in piazza Tasso.

Gli obiettivi

L’obiettivo è quello di trovare una soluzione per arginare il problema del sovraffollamento turistico e del cosiddetto “mangificio” che da tempo imperversa sul centro della città influenzando anche le periferie. Le botteghe tradizionali e artigiane stanno, infatti, scomparendo e vengono sostituite da attività di ristorazione o volte al turismo. Questa situazione, porta sempre più a un danneggiamento dei consumatori, che vanno ad acquistare prodotti di scarsa qualità e servizi scadenti. Ma non solo, a risentirne sono anche gli imprenditori del settore e i fiorentini stessi che si trovano davanti ad aree della città prive di servizi mentre altre sono sovraffollate da attività molto simili tra loro. «La proliferazione incontrollata di attività ha trasformato Firenze in un mangificio – afferma Raffaele Madeo, presidente di Tni Ristoratori Italia – La qualità si è abbassata sempre di più e si è andati a favorire la concorrenza sleale a scapito dei commercianti e dei fiorentini».

L’incontro

All’incontro erano presenti Enrico Fantini presidente Conflavoro Firenze, Sandro Susini vicepresidente Conflavoro Firenze e appunto Raffaele Madeo presidente Tni Ristoratori Italia, Cristina Tagliamento segretaria nazionale Tni Ristoratori Italia e Fabio Cappelletti avvocato del foro di Firenze e consulente Tni Ristoratori Italia. «Le istituzioni e la politica devono fare di più per salvaguardare le attività storiche e del territorio. A loro chiedo di istituire un assessorato specifico del piccolo commercio in ogni comune» aggiunge Madeo. La proposta, presentata da Tni Ristoratori Italia, segue alcune "linee guida" ispirate ad un modello americano che presenta alcuni punti chiave oltre all’assessorato specifico del piccolo commercio: normative sulle distanze, regolamentazione dell’accesso alla professione, creazione di un organismo di tutela e ispezioni, sanzioni. Sul tema delle distanze è necessario «stabilire dei criteri di distanza tra attività commerciali basati sulla densità dell’area» ma anche «aggiornare annualmente queste normative tramite commissioni locali con i rappresentanti del settore». Per quanto riguarda, invece, la regolamentazione dell’accesso alla professione si richiede «più formazione specifica con scuole ad hoc» mentre per la creazione di un organismo di tutela è necessario «controllare e verificare i requisiti delle attività commerciali con valutazioni esposte all’esterno dei locali».

Come funziona

Per fare questo propongono una vera e propria "patente del ristoratore" dove le attività saranno classificate da A a F e potranno aprire o restare aperte con il raggiungimento delle lettere dalla A alla C, mentre quelle che otterranno un punteggio dalla D alla E avranno un termine di trenta giorni per regolarizzarsi. Chi, invece, avrà una votazione con lettera F subirà la chiusura o non potrà aprire. Infine, ispezioni obbligatorie entro sei mesi dall’apertura e sanzioni in caso di infrazioni. Conflavoro Pmi Firenze ha presentato, poi, proposte suddivise su vari ambiti quali sostegno alle imprese per l’accesso al credito, nuovi strumenti per la crescita delle imprese, semplificazioni e digitalizzazione. «Noi come Conflavoro abbiamo già presentato al ministero e a livello locale le nostre proposte a sostegno delle piccole e medie imprese – afferma Enrico Fantini – Si tratta di validi contributi per migliorare la vivibilità della nostra Firenze».

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