Il Tirreno

Commercio

A Riparbella chiudono entrambi i bar (per un giorno) e scatta la protesta dei cittadini: «Sindaco, faccia qualcosa» – La replica

di Claudia Guarino

	Uno scorcio del paese
Uno scorcio del paese

Ferie e giorno di chiusura settimanale hanno lasciato il paese senza bar. Il sindaco Salvatore Neri chiarisce: «Non posso imporre l'apertura». La vecchia normativa sui turni obbligatori non è più in vigore

2 MINUTI DI LETTURA





RIPARBELLA. Tra ferie e giorno di festa, lunedì scorso, 14 settembre, i due bar del paese sono rimasti chiusi contemporaneamente e il borgo si è sollevato, con parecchi residenti che si sono rivolti direttamente al sindaco. «Non è obbligato per legge a garantire un servizio che è di pubblica utilità?». «No – risponde il primo cittadino di Riparbella Salvatore Neri – quella legge non esiste più. L’amministrazione non può farci niente. Faccio però un appello al buon senso». Peraltro era già capitato in passato che le due attività tirassero giù le saracinesche contemporaneamente. E pure in quelle occasioni le lamentele arrivarono fino a Palazzo Civico. Ma andiamo con ordine.

L’sos

Anche perché, come dice Neri, «in una piccola comunità come la nostra un bar rappresenta un punto di incontro, di socialità e un servizio importante per residenti, anziani e visitatori». I cittadini, dunque, trovandosene privati all’improvviso si sono dispiaciuti. Lunedì, infatti, hanno trovato chiuso sia il primo bar (che era in ferie) sia il secondo (che era in chiusura settimanale). «Sindaco. Faccia qualcosa».

La norma

«Non posso – spiega Neri – In passato esisteva una normativa regionale che permetteva ai Comuni di organizzare turni obbligatori di apertura dei pubblici esercizi, ma quella legge non è più in vigore. Le norme attuali garantiscono agli esercizi privati libertà nell’organizzazione degli orari e dei periodi di chiusura e il sindaco non può semplicemente decidere chi deve stare aperto e chi deve andare in ferie».

«Buon senso»

Detto ciò, Neri è convinto che «proprio perché siamo un piccolo paese, credo che il rapporto tra le attività dovrebbe basarsi anche sulla collaborazione. Non dovrebbe essere il sindaco a dover dire a due esercenti quando andare in ferie. Sarebbe molto più bello e molto più utile che fossero gli stessi esercizi, nell’interesse dei propri clienti e dell’intera comunità, a parlarsi e cercare, quando possibile, di evitare chiusure contemporanee. E sarebbe altrettanto importante informare con un po’ d’anticipo la cittadinanza sui periodi di chiusura, permettendo a tutti di organizzarsi».

L’interesse generale

Il Comune di Riparbella, da parte sua, specifica il sindaco Salvatore Neri, «continuerà a favorire il dialogo e la collaborazione e valuterà anche le regole relative all’utilizzo degli spazi pubblici concessi alle attività, perché il suolo pubblico appartiene alla collettività e la sua concessione può essere disciplinata nell’interesse generale». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il progetto

In Toscana il maxi impianto da quasi 8mila pannelli agrivoltaici: La Regione ha detto “Sì”, ecco dove sorgerà

di Luca Balestri