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Lucca

L’episodio

Lucca, il caso in tribunale: camionista aggredisce legale che finisce al pronto soccorso

di Luca Tronchetti

	Un corridoio del tribunale in una foto d'archivio e il legale Fontirossi
Un corridoio del tribunale in una foto d'archivio e il legale Fontirossi

Tutto è successo durante una causa civile davanti alla porta del giudice: l’autotrasportatore si era alterato dopo la proposta dell’avvocato, ma nessuno pensava potesse usare violenza

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LUCCA. Un aggressione fisica inaudita ai danni di un avvocato accanto alla porta del giudice in un’ala del tribunale Galli Tassi. È accaduto ieri mattina, 15 settembre, poco prima delle 11,45 durante una delle tante udienze civili di fronte al presidente di sezione Giacomo Lucente. Un episodio che sinora non si era mai verificato nel tribunale di Lucca e che costituisce un elemento di riflessione e va a ledere la funzione pubblica e la libertà che la toga rappresenta. A finire al pronto soccorso è stato l’avvocato civilista Luca Fontirossi, un legale stimato e benvoluto da giudici, magistrati e colleghi sia per le indubbie capacità professionali che per il comportamento irreprensibile in aula.

Nell’esercizio delle sue funzioni, sancite costituzionalmente, è stato improvvisamente e violentemente scaraventato sul pavimento da Antonio Caliandro, originario della provincia di Foggia e socio di un’azienda di autotrasporti (la Saritrans srl con sede legale ad Altopascio), testimone della causa civile in corso. Un raptus improvviso e imprevedibile che ha colto alla sprovvista l’avvocato lucchese che non ha avuto nemmeno il tempo di proteggersi cadendo a terra e battendo la testa.

Il tutto sotto gli occhi del legale della controparte, delle amministratrici delle due aziende contendenti (attore e convenuto) con il giudice Giacomo Lucente che è stato tra i primi ad accorrere avendo visto la scena dal suo ufficio che aveva la porta d’ingresso aperta. Subito sono arrivati i carabinieri, che fanno servizio in tribunale, e la vigilanza privata che ha portato via l’autotrasportatore ancora alterato mentre l’avvocato è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Luca per gli accertamenti del caso.

Nel tardo pomeriggio è stato dimesso e fortunatamente la tac alla testa e quella alla mano non hanno riscontrato lesioni o fratture. Ma resta l’amarezza per una vicenda che poteva avere conseguenze ancor più drammatiche. Come sottolineato dal giudice Lucente, a pochi metri dal punto esatto dove il difensore è crollato a terra picchiando la testa, si trovava lo spigolo di una sedia. Un impatto contro l’angolo della seggiola avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.

I fatti

Il giudice Giacomo Lucente, da decenni in servizio al tribunale di Lucca, è sbigottito per quanto si è verificato proprio a pochi passi da lui. «Non ricordo di aver mai assistito a un episodio di questa natura. Si trattava di una normalissima causa civile di importo oscillante tra i 250 e 150mila euro e che vedeva contrapposte due aziende di autotrasporto con l’avvocato Fontirossi, un professionista impeccabile, educato e rispettoso delle altrui prerogative, che aveva appena formalizzato le richieste da parte dei suoi assistiti, una ditta con sede a Capannori».

Una proposta transattiva di restituzione delle motrici e del rimorchio oltre alle cambiali comprese quelle protestate con l’accollo delle spese. «Si trattava di una semplice proposta – prosegue il giudice – che la controparte poteva accettare o respingere. Non c’erano obblighi di sorta e il procedimento non si era ancora concluso». Poiché nella stanza del giudice si trovavano, oltre agli avvocati delle due ditte di autotrasporto e le rispettive rappresentanti legali, altre persone, tra cui il socio della Saritrans srl che poi ha messo in atto la brutale aggressione, qualcuno ha invitato a uscire fuori dalla porta quei soggetti che non erano espressamente parti in causa e non avevano titolo per intervenire o interagire con il giudice.

Lo spintone a tradimento

Qualcuno aveva iniziato ad alzare la voce, ma proprio appena usciti dalla stanza del giudice ecco che Antonio Caliandro perde la calma e molla uno spintone a tradimento all’ignaro legale della controparte che va giù disteso battendo la testa sul pavimento. Attonito, incredulo, stordito, il legale lucchese si rialza e in virtù della botta ricevuta e di un iniziale stato confusionale viene invitato a ricorrere alle cure del pronto soccorso mentre, nel frattempo, giungono carabinieri, polizia giudiziaria e vigilanza interna che allontanano l’aggressore. Nei suoi confronti scatterà una denuncia per lesioni. In questi tempi così incerti dove crescono le tensioni sociali, il ruolo dell’avvocato diventa un bersaglio vulnerabile su cui scaricare la frustrazione. 

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