Il Tirreno

Strade

Pedaggi, l'autostrada Tirrenica è ormai un lusso: scattano nuovi rincari

di Ilenia Reali

	Il casello della Tirrenica a Cecina
Il casello della Tirrenica a Cecina

Sat ha ritoccato ancora i prezzi: 7,20 euro dal casello di Cecina a Collesalvetti. Nel 2025 aveva già fatto due distinti aumenti. La protesta degli artigiani: cifre proibitive per i messi pesanti

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CECINA. Quasi da non crederci. Puntuale come un orologio svizzero sono arrivati, anche dal primo gennaio 2026, i rincari per i tratti autostradali della Tirrenica. I pedaggi da Collesalvetti a Rosignano ormai sono cifre da extralusso con il costo per una manciata di chilometri, da Rosignano a San Pietro in Palazzi arrivato a 1 euro e la tratta da Collesalvetti a 7,20 euro. Cifre proibitive per i tir che si vedono costretti a fare obbligatoriamente l’autostrada e a pagare 18,30 euro.

Il vice sindaco di Cecina, Alessandro Bechini, ha recuperato un vecchio video di Matteo Salvini che alla barriera di San Pietro in Palazzi metteva in scena una gag: “Io non pago”. E strappava lo scontrino. Ora il ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il grafico degli aumenti, pubblicato da Sat, dal 2023 ad oggi fa impressione: si va dal +6,22% nel 2023, al + 8,52% nel 2024, al 14,50% nel 2025, fino ad oggi. «Nuovo anno, vecchi vizietti», scrive il vicesindaco.

«E nuovi aumenti, ovviamente. Nel 2014 @matteosalviniofficial urlava “Io non pago” e strappava il biglietto al casello, scenetta inclusa. Video che oggi fa tenerezza come le foto con la felpa di dieci anni fa. Oggi però il silenzio è assordante. Peccato che nel frattempo, al nostro inutile casello, il pedaggio sia passato a 90 centesimi nel 2025, con due aumenti in un anno, e da gennaio buon anno a tutti: 1 euro tondo. Un euro per 4 chilometri di variante. L’unica vera differenza sono i cartelli verdi, che trasformano miracolosamente chilometri gratuiti in chilometri a pagamento».

«Un aumento – continua Bechini – generalizzato, certo. La Corte Costituzionale, dopo il pastrocchio del ministero, ha concesso un aumento dell'1,50%. Da 90 centesimi a 1 euro è l'11% e passa, altro che spiccioli. Ed è ancora più grottesco perché paghi per un tratto dove il pedaggio non ha alcun senso di esistere. È sempre facile fare i ministri quando i pedaggi li pagano gli altri».

Rincara la dose la sindaca Lia Burgalassi. «L’aumento del pedaggio al casello di Cecina, e l'esistenza stessa di quel balzello, è un tema concreto che riguarda lo sviluppo del territorio, la mobilità quotidiana e la competitività delle imprese locali», dice. E continua: «Parliamo di un tratto di pochi chilometri, utilizzato ogni giorno da lavoratori, pendolari e da mezzi pesanti, per i quali il rincaro è ancora più impattante e si traduce in costi aggiuntivi per aziende e filiere produttive.Un aumento che, sommato a quelli degli ultimi mesi penalizza un’area che ha bisogno di infrastrutture efficienti e accessibili, non di balzelli che sono ogni anno più pesanti. Come amministrazione e come comunità continuiamo a chiedere che vengano trovate soluzioni che tengano conto delle esigenze della comunità locale e del tessuto economico. Difendere il territorio significa anche questo: garantire collegamenti che favoriscano crescita, lavoro e sviluppo, non ostacoli inutili».

Sul tema interviene anche Alessandro Longobardi, nuovo coordinatore di Cna Livorno e Collesalvetti. «Puntuale come il capodanno, arriva il rincaro autostradale, che per le imprese si traduce nell'ennesimo aumento dei costi, sia per chi fa trasporto merci conto terzi, sia per chi per lavoro si sposta sulle autostrade con furgoni e mezzi pesanti aziendali in conto proprio.

A Livorno abbiamo poi l'aggravante della presenza di uno dei tratti autostradali già di per sé fra i più cari d'Italia in relazione alla percorrenza chilometrica, cui si aggiunge l'esistenza del casello della barriera di Rosignano che impone da anni una odiosa gabella per un tratto che chiamarlo autostrada è una offesa al territorio: quel casello andrebbe levato ed invece ogni anno anche quel tratto subisce l'aumento».

Nelle settimane successive all’ultimo aumento, quello di settembre 2026, le associazioni di categoria avevano chiesto di avere un rimborso sul pagamento dei pedaggi anche alla luce del divieto di circolazione sul Romito per i mezzi pesanti e quindi con l’obbligo per i trasferimenti di transitare (e pagare) l’autostrada.


 

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