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Calcio: Eccellenza

Camaiore, la festa è bluamaranto: promozione in Serie D dopo undici anni

di Massimo Guidi

	L'esultanza di giocatori e staff (foto Paglianti)
L'esultanza di giocatori e staff (foto Paglianti)

Basta un punto nell’anticipo contro la Sestese: la festa è il sigillo finale che arriva al termine di una grandissima stagione

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CAMAIORE. Dopo undici anni il Camaiore torna in serie D. Il pareggio con la Sestese consegna all’undici di Pietro Cristiani la matematica certezza dell’accesso alla serie A dei dilettanti con cinque giornate di anticipo.

È festa grande al triplice fischio del direttore di gara e tra i più scatenati c’è il presidentissimo Michele Pardini, l’architetto della squadra. «Siamo stati troppo forti – commenta – grazie a un gruppo di ragazzi molto seri. Quando ho avuto la percezione che potevamo vincere il campionato? Diciamo al termine del girone d’andata quando avevamo già un considerevole vantaggio sulle inseguitrici. E ora proveremo a chiudere imbattuti questo campionato».

E finalmente si è sciolto anche Pietro Cristiani, il sergente di ferro di Staffoli, al suo secondo personale successo dopo quello ottenuto con il Tau tre anni fa. «Dedico questo successo alla mia famiglia e naturalmente al presidente e a tutto il gruppo squadra. Ho sempre creduto nei ragazzi». Due a suo avviso i momenti in cui ha capito che la sua squadra era la più forte. «Mi sono reso conto che avevamo qualcosa più delle altre squadre dopo la vittoria a Viareggio nel girone d’andata e poi a Ponsacco, sempre all’andata quando in inferiorità numerica abbiamo vinto 3-0».

I protagonisti e il percorso

Un successo largamente meritato quello della compagine camaiorese perché non è mai facile tenere fede ai pronostici della vigilia anche quando vieni additato come la squadra da battere in virtù di un organico allestito con cura dal presidentissimo Michele Pardini e il suo collaboratore Jacopo Pellegrini che dopo avere confermato lo zoccolo duro della passata stagione (Barsottini, Zambarda, Anzilotti, Da Pozzo, Borgia, Amico e Kthella) avevano portato in bluamaranto giocatori importanti come Granaiola, Zavatto, Cornacchia e Chiaramonti.

Dopo la scappucciata nella gara d'andata di Coppa Italia con il Viareggio il Camaiore si rimette subito in "bolla" e già alla sesta giornata i bluamaranto restano da soli in vetta alla classifica cominciando a fare il vuoto alle loro spalle. Alla fine del girone d’andata (chiuso con nove punti di vantaggio sul Castelnuovo ed un undici sul Cenaia) si capisce che la strada è tutta in discesa per i blu amaranto che sembrano non avere punti deboli.

La difesa diretta dal suo leader e capitano Zambarda, con il supporto del corazziere Velani, è difficile da superare e sulla corsia di destra quando Borgia (al quarto successo in categoria dopo quelli con Cascina, Seravezza e Tau) accende il turbo sono guai per tutti. Ad oggi per quindici volte la porta difesa prima da Costa poi da Barsottini finisce inviolata.

A centrocampo Granaiola, Anzilotti, Amico e Da Pozzo sono una garanzia, mentre in attacco a fare la differenza ci pensa Chiaramonti che oltre a buttarla dentro con regolarità lavora anche per la squadra supportato da Cornacchia che fluttua tra centrocampo e attacco. E non va dimenticato l’apporto fornito da altri titolari come Zavatto, Bologna, Belli, Nardi, Bacci, Kthella, bravi a farsi trovare pronti alla bisogna.

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