Forte dei Marmi, addio a Ugolino Tarabella: era il “superdecano” degli albergatori versiliesi
Lo scorso 13 aprile aveva festeggiato il traguardo del secolo di vita spegnendo le cento candeline circondato dal calore dei familiari, dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità versiliese
FORTE DEI MARMI. Se n’è andato nel declinare sereno di questa stagione turistica d’autunno, quasi avesse voluto assistere e vegliare fino all’ultimo giorno sulla sua amata città. Ugolino Tarabella, il "superdecano" degli albergatori fortemarmini - come l’ha affettuosamente definito l’amico e presidente della categoria Paolo Corchia - è scomparso nella giornata di ieri alla veneranda età di cento anni. Lo scorso 13 aprile aveva festeggiato il traguardo del secolo di vita, spegnendo le cento candeline circondato dal calore dei familiari, dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità versiliese.
Un pezzo di storia del Forte
Con la sua scomparsa, Forte dei Marmi perde un pezzo fondamentale della propria storia, un testimone d’oro che ha attraversato il Novecento contribuendo in prima persona a edificare il mito dell’ospitalità locale. A farsi portavoce del profondo dolore di tutta la categoria è stato Paolo Corchia, vicepresidente nazionale di Federalberghi e presidente dell’Associazione Albergatori di Forte dei Marmi. «Ci associamo con profonda commozione ai familiari per la scomparsa di Tarabella - dichiara - è stato sicuramente un uomo che ha dato molto alla nostra categoria in tanti anni di militanza attiva e che lascia un’eredità turistica e umana inestimabile al figlio e al nipote, che abbracciamo forte, uniti in questo comune dolore».
La sua storia
La storia di Ugolino racchiude l’essenza stessa di questo territorio: fatta di sacrificio, ingegno e visione. Nato nel 1926, ha incarnato la grande resilienza del dopoguerra. In un’epoca in cui il destino dei giovani del posto sembrava già scritto tra le polveri delle cave di marmo, lui ebbe il coraggio di guardare oltre. Sfruttando la sua spiccata attitudine tecnica, lavorò in terra svizzera come apprezzato meccanico di precisione per la multinazionale Brown Boveri. Ma Ugolino non era soltanto rigore e ingranaggi: dentro di sé batteva un’anima profondamente artistica e generosa. Dalla passione per le note nacque l’orchestra "Mille Luci": imbracciando fisarmonica e contrabbasso elettrico, portò un raggio di sole nelle serate degli emigrati all’estero, allietando i connazionali e accompagnando i grandi nomi della musica leggera dell’epoca. Nel 1964 la svolta decisiva: il rientro definitivo a casa e la nascita dell’Hotel Tarabella, a metà strada tra il centro e Vittoria Apuana. Nata come una piccola pensione familiare, la struttura è divenuta nel tempo una vera colonna portante dell’accoglienza cittadina. Un’avventura condotta sempre con passione e profonda dedizione al fianco dell’amata moglie Marisa, e custodita oggi dal figlio Lilio e dal nipote Matteo. In occasione dei cento anni, il sindaco Bruno Murzi gli aveva consegnato una pergamena ufficiale, testimonianza del legame indissolubile con la sua amata città. Una conduzione familiare illuminata quella dei Tarabella, fatta di sorrisi sinceri, cura ai dettagli ed elegante semplicità.
Il funerale
Colleghi, amici e cittadini potranno rendergli l’ultimo saluto presso la locale sala del commiato fino a domani mattina quando alle 10 si terrà il funerale all’interno della chiesa parrocchiale di San Francesco a Vittoria Apuana.
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