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Tecnologia

La sfida al mondo di Blue-1, l’umanoide “made in Versilia”

di Luca Pardini
È il prototipo del robot concepito a Viareggio
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È il prototipo del robot concepito a Viareggio

Il prototipo del robot concepito dalla start up viareggina BluMentis: sarà a Ces Unveiled a Milano e all’Eima di Bologna

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VIAREGGIO. Un gruppo di giovani ingegneri versiliesi sta per lanciare la sfida all’Europa e al mondo intero nel campo della robotica. E il loro “asso” da giocare si chiama Blue-1, un umanoide – ovvero un robot dalle sembianze umane – di cui già esiste un prototipo (vedi la foto a fianco). Si tratta dei ragazzi di BluMentis, una start up operativa dal marzo di due anni fa con sede nel centro di Viareggio, nata dal connubio tra alcuni imprenditori con decenni di esperienza nell’ambito industriale e - appunto - una squadra di giovani e brillanti menti (tra ingegneri ed esperti informatici) nate e cresciute in Versilia, tra Viareggio, Camaiore e Pietrasanta.

Chi sono

A capitanare il gruppo c’è Stefano Bicchielli, ingegnere aeronautico con un’esperienza ultraventennale maturata in modo particolare sul mercato cinese. Al suo fianco ci sono il figlio Nicola Bicchielli, ventottenne viareggino laureato in ingegneria informatica e specializzato in intelligenza artificiale, e Nicol Candeloro, ventottenne di Pietrasanta, anche lei ingegnere e specializzata in gestione di progetti. Completano la squadra Samuele Castelli (26 anni), tecnico informatico di Camaiore e Bernardo Scala, il più giovane del gruppo (21 anni), che collabora con BluMentis parallelamente agli studi in informatica all’Università degli Studi di Pisa.

La missione della società viareggina è quella di offrire al mercato prodotti tecnologicamente avanzati e concretamente applicabili ai processi di produzione di aziende nei più svariati campi. «Ma sopratutto, per noi – spiega Bicchielli – è importante pensare che dei ragazzi del posto, preparati e qualificati, possano concretamente convincersi di competere a livello europeo, se non mondiale, partendo da qui. Che non devono, cioè, necessariamente scappare all’estero per fare qualcosa che piaccia loro e in cui, soprattutto, sono bravi. È anche con questo spirito che nel 2024 abbiamo creato BluMentis, una società che opera nel campo dell’Intelligenza artificiale e formata da giovani talenti specializzati nell’Ia».

La storia

Nei primi due anni dalla nascita della società i ragazzi di BluMentis hanno già dato prova di sé con la realizzazione di prodotti software ad alto contenuto tecnologico e pensati per essere al servizio delle aziende. Ma è con l’inizio del 2026 che è partita la grande sfida nel campo della robotica: il robot umanoide Blue-1. «Una macchina complessa nata con l’obiettivo ambizioso di consentire alle nostre aziende di rivedere in modo importante il costo della produzione – spiega Bicchielli –. Uno dei motivi per cui molte aziende europee sono in grossa difficoltà rispetto, ad esempio, ai competitor asiatici è il costo della manodopera molto più alto. Questo robot non è pensato per andare a sostituire direttamente un essere umano, il cui contributo rimane impareggiabile, ma può rivelarsi fondamentale in tutte quelle attività a basso valore aggiunto, semplici, meccaniche, ripetitive e che per l’uomo, in certi contesti, possono anche essere pericolose. Possiamo immaginarci anche attività di teleoperazione, con il robot che viene guidato da una persona che si trova da un’altra parte».

Il prototipo

Di Blue-1 al momento c’è soltanto il prototipo «prodotto in Cina da alcuni ragazzi che abbiamo là, che si sono occupati della parte meccanica - continua Bicchielli -, mentre della parte “intelligente” se ne stanno occupando i nostri giovani qua a Viareggio. L’obiettivo ambizioso è, in un futuro non troppo lontano, di riuscire a portare anche la produzione qui nelle nostre zone».

Per la fase di produzione si parla probabilmente della fine del 2027, ma intanto il robot “viareggino” si prepara a fare il giro d’Italia: il prossimo ottobre sarà esposto alla fiera Ces Unveiled di Milano, mentre a novembre sarà all’Eima International di Bologna. La scommessa è partita. E le premesse per vincerla ci sono proprio tutte. 

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