Viareggio, travolta e uccisa dal furgone pirata: 37enne finisce in carcere
L'uomo è ritenuto dagli inquirenti alla guida del mezzo che ha tolto la vita a Linda Martinucci. C’è un secondo uomo denunciato. La svolta nelle indagini grazie anche alle analisi delle telecamere
VIAREGGIO. Svolta nelle indagini sull'incidente che ha portato alla morte di Linda Martinucci, 46 anni, investita e uccisa mentre tornava a casa in bicicletta insieme al compagno da un furgone pirata intorno alle 3 del mattino di venerdì 11 settembre (giorno del compleanno di sua figlia) lungo la discesa del cavalcavia Lombardi a Viareggio (tra la Torre Matilde e Largo Risorgimento).
Il fermo per omicidio stradale
Il pm titolare dell'indagine, Antonio Mariotti, nella notte ha disposto un fermo per indiziato di delitto per il reato di omicidio stradale e fuga ai danni di un 37enne dell'Est Europa: l'uomo, ritenuto dagli inquirenti alla guida del mezzo che ha travolto Martinucci, è stato così trasferito nel carcere di Pistoia.
Un secondo uomo denunciato
Denunciato a piede libero per omissione di soccorso invece un secondo uomo, di 33 anni, anch'egli dell'Est Europa. Nessuna ipotesi di reato invece sarebbe stata paventata per il terzo uomo, rimasto per tutta la giornata di venerdì in caserma a disposizione degli investigatori e sottoposto a sua volta a un serrato interrogatorio.
Le telecamere decisive per la svolta
La svolta sarebbe arrivata solo in tarda nottata, dopo un'intera giornata disseminata di dubbi e incertezze sugli esatti profili di responsabilità, grazie all'ascolto di tutte le testimonianze dell'incidente e la visione di svariati filmati delle telecamere di videosorveglianza non solo relativi all'area dove è avvenuto l'incidente ma anche al percorso precedente e successivo del furgone: immagini che avrebbero permesso al pubblico ministero di restringere il cerchio dei sospetti intorno ai due uomini, reputandoli entrambi a bordo del mezzo al momento dell'impatto mortale con la bicicletta di Linda Martinucci.
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