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«Ti odio, sei perfida. Se non mi avessi trattato male non sarebbe successo» – I messaggi choc tra Federico Vella e la mamma di Lorena Isceri

di Redazione Firenze

	Lorena Isceri, la vittima, a destra la madre Antonietta e al centro le chat con Federico Vella
Lorena Isceri, la vittima, a destra la madre Antonietta e al centro le chat con Federico Vella

Gli screenshot di quella conversazione sono agli atti del fascicolo della procura di Firenze sul femminicidio del 3 settembre sull’A1

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FIRENZE. La chat dell’orrore sembra un conto alla rovescia scritto in bianco e verde. È il 3 settembre, ore 14,53, Federico Vella è appena arrivato sul cavalcavia dell’A1, a Barberino, dopo aver teso un agguato a Lorena, dopo averla picchiata, legata e buttata nel bagagliaio dell’Audi e adesso manda un whatsapp ad Antonia Argentiero, la madre della sua ex compagna: «Se non mi avessi trattato male non sarebbe successo». Due minuti dopo arrivano «Ti odio» e «Sei perfida». Alle 14,56 una faccina che piange. Antonia risponde alle 14,57: «Federico, io non intendo più interloquire con te... Lorena non è una bambina, è in grado di gestire la sua vita senza la mia interferenza... Ti prego di non chiamarmi più. Hai superato davvero il limite». Passa un minuto. Ore 14,58. Vella scrive soltanto: «È morta».

Gli screenshot

Gli screenshot di quella conversazione sono agli atti del fascicolo della procura di Firenze sul femminicidio del 3 settembre sull’A1. Una parte della chat oggi (11 settembre) è stata mostrata ieri in tv a “Dentro la notizia”. La sequenza finale, nello screenshot originale acquisito anche dal Tirreno, fissa gli orari e scioglie un dubbio: l’ultimo messaggio visibile di Vella alla madre sono due parole, digitate un minuto dopo aver gettato la 45enne giù dal viadotto. Dopo averle inviate probabilmente Vella posta il suo addio sui social, poi seguirà una trattativa di oltre mezzora con la Polstrada.

I messaggi precedenti

La conversazione documenta che la madre era diventata da settimane uno dei destinatari dell’insistenza di Vella. Il 23 agosto lui le scrive: «Nietta ciao, come va? Come sta Lorena? Le hai cercato di parlare come mi avevi detto?». Poi si lamenta dei silenzi, dei messaggi e delle telefonate senza risposta. «Con lei ci sto provando a parlare... perché la amo.. ma avevi detto che se potevi mi avresti aiutato. E io ti ho creduta». Antonia cerca di fermarlo: «Ti ho anche detto di non illuderti e che voglio solo la sua serenità... Che avrei rispettato le sue decisioni...».

È nello stesso scambio che compare un passaggio ancora più netto. Alle 16,30 la donna gli scrive: «Federico mia figlia ha paura di vivere con te, mi sembra che questo la dica lunga... stai attento piuttosto a quello che fai e a quello che dici...». Lui replica prima chiedendo perché faccia «copia e incolla», poi con quattro parole: «Ha paura di cosa?». Undici giorni prima del delitto Vella sa dunque, perché glielo dice direttamente la madre, che Lorena ha paura di vivere con lui. Ci sono già stati i litigi, le scenate e soprattutto le aggressioni di Vella.

Il 28 agosto, giorno del rientro di Lorena a Firenze dopo il periodo trascorso con i genitori in Puglia, il tono con Antonia è già cambiato: «Tranquilla Antonietta», «Continua a spettegolare», «Ciao». Due giorni dopo, in un messaggio di Vella che Lorena aveva inoltrato alla madre si legge: «Non voglio perdere questa cosa», «sono pronto a lottare per te sempre», «non voglio nessuna. Nessuna Lorena.. solo Te».

La decisione di chiudere

Lei aveva ormai deciso di chiudere. Antonia lo ha spiegato anche pubblicamente: la figlia aveva iniziato ad avere davvero paura dal 7 agosto, quando aveva lasciato definitivamente la casa di Vella. Aveva cercato l’aiuto di uno specialista per capire come uscire dalla relazione e se arrivare a una denuncia. In quello studio, secondo quanto Lorena raccontò alla madre, Vella avrebbe puntato il dito contro di lei fino a sentirsi dire dal medico: «Si calmi o chiamo i carabinieri». Gli investigatori lavorano sui telefoni sequestrati e sulle copie delle conversazioni. Nello screenshot originale del 3 settembre, intanto, gli ultimi minuti raccontano una sequenza raggelante. Alle 14,53: «Se non mi avessi trattato male non sarebbe successo». Alle 14,55: «Ti odio», «Sei perfida». Alle 14,57 Antonia gli chiede di non chiamarla più. Alle 14,58, sotto il suo messaggio, compaiono due parole: «È morta». 

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