Viareggio, incendio a Bicchio: quindici animali morti nel fuoco e un terribile sospetto – «Non è stato un caso»
Le fiamme divampate nella tarda mattinata hanno devastato il piccolo allevamento di un residente. A dare l’allarme sono stati i vicini: il racconto del proprietario ancora sotto choc
VIAREGGIO. Fiamme alte, una nube di fumo e tanta paura tra i residenti della zona, oltre che la morte di una quindicina di animali – piccioni, galli, galline e polli – che nulla hanno potuto con l’avanzare delle fiamme.
L’incendio e l’allarme dei residenti
Momenti di paura lunedì 31 agosto a Bicchio, nel Viareggino, (precisamente in una traversa di via Aurelia Sud, all’altezza di Piazza dell’Amicizia) quando, poco prima delle undici, il fuoco ha iniziato a divampare in un campo posto al termine della strada privata, confinante con alcune abitazioni. Proprietario del terreno è Mauro Vivaldi, residente al Varignano. Ad accorgersi del fumo e ad allertare immediatamente i vigili del fuoco, infatti, sono stati alcuni residenti della strada, spaventati da una nube di fumo nero che si è rapidamente diffusa. L’intervento tempestivo dei soccorsi ha fatto sì che l’incendio venisse domato prima di poter fare seri danni alle abitazioni vicine.
L’ipotesi del proprietario
Non è ancora chiaro che cosa possa aver scatenato il tutto, ma secondo il proprietario del terreno si tratterebbe di origine dolosa. «Di certo non posso pensare a qualcuno in particolare, io ho buoni rapporti con tutti e non so chi potrebbe fare una cosa del genere, né tantomeno per quale motivo – dice Vivaldi –. Però io in quel campo non avevo nulla che potesse andare in corto circuito o comunque generare una scintilla, c’era solamente la pompa dell’acqua per dare da mangiare agli animali. Quindi mi viene da pensare che qualcuno ci sia andato appositamente, anche perché il campo si trova alla fine della strada, non è che possa esserci finito qualcosa per sbaglio».
Gli animali custoditi nel gabbiotto
Nel campo, oltre alla vegetazione, si trovava un gabbiotto dove venivano custoditi degli animali dei quali si prendeva cura direttamente il proprietario. «Ci tenevo tantissimo, me ne prendevo cura come se fossero stati dei figli – racconta – Ogni mattina, per esempio, mi alzavo e andavo al supermercato a prendere dell’insalata da portargli, mi assicuravo che avessero sempre l’acqua, insomma ci stavo molto dietro».
Il racconto della mattina dell’incendio
Anche nella mattina di lunedì 31 agosto, infatti, Vivaldi si è recato al campo per occuparsi dei suoi animali. «Ci sono rimasto fino alle dieci più o meno, poi sono venuto via e alle undici mi hanno chiamato dei vicini dicendomi che stava prendendo fuoco tutto – continua – Ha preso fuoco qualcosa in un angolino e poi quando le fiamme sono arrivate alla plastica intorno al gabbiotto sono divampate. Lì avevo una decina tra polli e galline, compresi tre galli, e poi sei o sette piccioni. Erano animali regolarmente denunciati a chi di dovere, li tenevo lì da una quindicina d’anni più o meno».
La passione e la volontà di ripartire
Una passione alla quale Vivaldi teneva. «Ci spendevo tempo e risorse, il campo bene o male era tutto curato – dice – Una volta domato il fuoco non sono riuscito a vedere bene com’era la situazione, ma credo che l’ondulina di copertura sia venuta giù e li abbia schiacciati. Quando il campo sarà bonificato andrò a vedere meglio e l’intenzione sarebbe quella di ripartire, ma non è facile. Intanto va rimesso tutto il materiale a posto e poi non è così scontato trovare animali che abbiano certe caratteristiche. Ad esempio, un coppia fatta da un gallo e una gallina si può trovare facilmente all’agraria, ma se sono nati nell’incubatrice invece che dall’uovo è probabile che non covino».
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