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La polemica

Premio Viareggio, nasce il comitato per le dimissioni di Paolo Mieli - I nomi dei promotori

di Luca Pardini
Premio Viareggio, nasce il comitato per le dimissioni di Paolo Mieli - I nomi dei promotori

Al presidente vengono contestate le posizioni su Moretti e Palestina. Portavoce del comitato è Paolo Annale. Chiesto anche il rinnovo del comitato di gestione

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VIAREGGIO. Nasce ufficialmente il comitato spontaneo “Per le dimissioni di Paolo Mieli”. Una trentina di cittadini, con anche molti rappresentanti politici e della società civile, che hanno dato vita (nella speranza di allargarlo quanto più possibile) ad un gruppo con una missione ben precisa: chiedere – e soprattutto ottenere – le dimissioni del celebre giornalista e storico dalla presidenza del premio letterario Viareggio-Rèpaci, dove si insediò nel 2021.

Già dall’anno successivo, tuttavia, alcune dichiarazioni pubbliche di Mieli in merito alla vicenda giudiziaria relativa alla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 diedero il “la” a forti polemiche e da allora cominciò la richiesta di dimissioni dalla presidenza. «A Viareggio urlano, secondo me poteva non accettare la prescrizione, doveva non accettare la prescrizione – disse Mieli riferendosi all’ex ad di Fs Mauro Moretti – Però questi processi distruggono la vita di un uomo. Non si può pensare che uno debba rimanere dieci, venti, trenta anni e poi alla fine ti dicono che sei assolto. Ti possono dare anche dei soldi in compensazione, ma chi ti restituisce la vita?».

Una battaglia, quella per le dimissioni del presidente del premio Viareggio-Rèpaci, che ha ripreso vigore dopo che alla fine del mese scorso la Cassazione ha posto fine alla vicenda giudiziaria aprendo le porte del carcere a Moretti. «Oltre a questo, non si può ignorare quando in occasioni diverse ha commentato i fatti relativi allo stragismo in Italia – spiega il portavoce del comitato, Paolo Annale – e, a più riprese, la questione palestinese, assumendo posizioni che hanno sorpreso per essere, verrebbe da dire, antistoriche».

Più precisamente, «Mieli disse che per attestare se si trattasse o meno di genocidio a Gaza la valutazione andava rimessa ai demografi - dice Annale - Una pura e semplice assurdità che include un effetto di irrisione dello sterminio, che travalica i confini della discussione civile».

Secondo i promotori del comitato, in sostanza, queste uscite del presidente del Rèpaci «hanno portato a maturare la netta convinzione che Mieli non abbia le caratteristiche né di sensibilità né di laicità necessarie e appropriate per navigare le acque del premio, per loro natura aperte, in passato tumultuose, che hanno fatto respirare aria di libertà».

Viene inoltre sottolineata «la grave mancanza del comitato di gestione del premio, un organismo previsto dallo statuto dello stesso e che non viene rinnovato da ormai molti anni - chiude Annale - Queste nomine, che passano anche dal consiglio comunale, non sono state fatte nonostante da più parti, negli anni, si siano levate richieste che interpellavano anche l’amministrazione comunale».

Ma chi sono i nomi che hanno già aderito al Comitato? Ecco i loro nomi: Paolo Annale, Andrea Antonioli, Giulio Barsacchi, Michela Benedetti, Cristina Boncompagni, Filippo Ciucci, Michelangelo Di Beo, Rubens Dongiovanni, Gianluca Ferrara, Isabella Ferrara, Francesco Foffa, Francesco Frati, Gianni Fratini, Niccolò Fratini, Federico Guidi, Barbara Iannella, Isaliana Lazzerini, Marco Lenci, Luciana Madrigali, Federica Maineri, Elena Matteucci, Marco Montemagni, Tiziano Nicoletti, Fabio Panicucci, Davide Puccinelli, Paolo Luca Puccinelli, Ersilia Raffaelli, Daniela Rombi, Fausto Salvadori, Antonella Serafini, Jan Vecoli. 


 

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