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Legge elettorale, governo e maggioranza vanno sotto alla Camera: emendamento preferenze bocciato per un voto

di Redazione web

	Esultanza delle opposizioni
Esultanza delle opposizioni

Meloni: «Ha vinto di nuovo la palude». Dai banchi delle opposizioni sono partiti subito applausi e i cori “dimissioni, dimissioni” e anche “elezioni, elezioni”

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ROMA. L’Aula della Camera ha bocciato per un voto l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc alla legge elettorale, numero 1.1077, che prevedeva insieme al capolista bloccato, la possibilità di barrare fino a tre preferenze della stessa lista. La bocciatura, con voto segreto, è arrivata con 188 contro e 187 sì.

Dopo che l’aula della Camera ha respinto l’emendamento del centrodestra sulle preferenze, dai banchi delle opposizioni sono partiti applausi e i cori “dimissioni, dimissioni” e anche “elezioni, elezioni”.

Le parole della premier

Le reazioni

Fra le prime reazioni, quella del presidente del M5S Conte: «Ci sono dei momenti in cui, quando si ha un alto incarico di governo, ci si deve prendere la responsabilità delle proprie decisioni». Lo dice in aula alla Camera il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, dopo la bocciatura dell’emendamento di Bignami sulle preferenze.

E ancora: «C’è stato il tentativo proditorio, falsificatorio e mistificatorio di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni e di voler prendere in giro gli italiani con un finto, falso emendamento sulle preferenze. Meloni – aggiunge – ha inteso sfidare questo Parlamento tutte le forze, lanciando una sfida dicendo che bisogna metterci la faccia. La faccia ce l’avete messa, siete andati sotto e avete sfiduciata la vostra presidente del Consiglio. Aprite una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi», conclude Conte.

«Un voto contro l’arroganza. Alcuni deputati della loro stessa maggioranza evidentemente hanno pensato di dire no». Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein.

Sulla falsariga concetti e parole arrivate da Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo e da Angelo BonelliNicola Fratoianni di Avs.

«Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani». Così su X il leader di Iv Matteo Renzi.

Il capogruppo di Fdi

«Avevamo preso un impegno, di dare la possibilità di scegliere chi eleggere. Voi dite di volerlo fare e non avete presentato neanche un emendamento per farlo. E questo significa prendere in giro gli italiani». Lo ha detto il presidente dei deputati Fdi, Galeazzo Bignami, in aula alla Camera dopo la bocciatura dell’emendamento di maggioranza.

«La differenza tra noi e voi – ha aggiunto – è che noi ci mettiamo la faccia, voi ci mettete qualcos’altro». Bignami ha parlato di «ennesima vigliaccheria» di chi «non è capace a viso aperto di dire come vota. Ci venite a fare le lezioni e poi votate contro le preferenze. Ci dite che volete i seggi per le donne ma non avete il coraggio di candidarle. La differenza è tra chi si assume la responsabilità delle proprie azioni e chi si nasconde. Io se fossi al posto vostro mi andrei a nascondere».

Il capogruppo Fdi ha quindi chiesto di andare avanti con le votazioni.

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