«Mi hanno lasciato in strada come una bestia»: la rabbia del ciclista aggredito, quattro giovani si costituiscono
Due minorenni e due maggiorenni di Camaiore hanno picchiato il 44enne Federico Pedonese, provocandogli la rottura del femore: «Devono pagare. Se non fosse stato per la ragazza che mi ha visto e mi ha soccorso rischiavo anche di essere investito»
CAMAIORE. Si sono costituiti in quattro per l’aggressione a Federico Pedonese, il ciclista 44enne di Lido di Camaiore assalito da un gruppo di giovanissimi alle 3 del mattino di venerdì scorso che, pestandolo, gli hanno fratturato il femore.
Dal letto dell’ospedale Versilia dove è ricoverato la vittima non ha dubbi. «Devono pagare – commenta amareggiato e ancora dolorante per l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto – non solo per l’aggressione in sé, ma perché mi hanno lasciato lì sull’asfalto. Una cosa del genere – dichiara – non si fa nemmeno a una bestia: se non fosse stato per la ragazza che mi ha visto e mi ha soccorso, chiamando l’ambulanza, non so per quanto tempo ancora sarei rimasto lì, a rischio di essere investito».
L'aggressione del branco
La svolta nelle indagini è arrivata nelle scorse ore. Quattro ragazzi – due minorenni e due diciottenni (uno dei quali entrato nella maggiore età solo poche settimane fa, nel mese di giugno), tutti camaioresi – si sono presentati nella serata di domenica al commissariato di polizia di Viareggio costituendosi. Sono loro il gruppo che ha aggredito Pedonese in piena notte, mentre il 44enne in sella alla sua bici percorreva via Balza Fiorita in direzione di Monteggiori. La polizia sta ora svolgendo gli ultimi accertamenti per capire se ci siano altri ragazzi coinvolti o se i quattro costituiscano il gruppo di aggressori al completo. Gli ultimi sviluppi sono arrivati sull’onda delle indagini serrate che gli agenti del commissariato hanno messo in atto fin da venerdì mattina, raccogliendo testimonianze, ascoltando la vittima e vagliando il tutto con le immagini delle videocamere di sorveglianza presenti lungo la strada e le frazioni. Proprio dai video sono arrivati i riscontri sul numero di targa che lo stesso Pedonese è riuscito a fornire agli inquirenti. Da lì, i poliziotti erano già riusciti a risalire al conducente del mezzo, per poi restringere il campo alle sue amicizie. Di fatto, i quattro giovani che si sono presentati spontaneamente (i due minori accompagnati dai genitori) figuravano già sul taccuino degli investigatori.
La denuncia
Tutti e quattro i ragazzi sono stati denunciati per i reati di lesioni personali in concorso e omissione di soccorso. A difenderli è l’avvocato Luisa Tamburini del foro di Firenze che, contattata dal Tirreno, ha preferito per il momento non rilasciare alcuna dichiarazione su quanto accaduto.
Il racconto della vittima
A ripercorrere quei drammatici momenti è lo stesso Pedonese. «Io mi alleno con la mia bicicletta ogni volta che ne ho l’occasione – racconta il 44enne, ciclista amatoriale – e spesso mi è capitato anche in passato di farlo durante le ore notturne, quando c’è meno traffico. Quella notte stavo percorrendo la strada per Monteggiori, via Balza Fiorita, quando a un certo punto un’auto mi si è avvicinata da dietro e ho iniziato a sentire quei ragazzi che mi prendevano in giro: mi dicevano cose come “vai a letto”, “ma cosa ci fai qui”, e poi una serie di offese nei miei confronti. Quando mi sono passati accanto così ho reagito, provando a sputare sul vetro dell’auto. Per tutta risposta si sono fermati un centinaio di metri più avanti e uno di loro è sceso, come per aspettarmi. Sono sceso anch’io dalla bici, gli ho chiesto cosa volesse e lui per tutta risposta mi ha tirato un calcio – racconta Pedonese – gli ho gridato che mi faceva male e in quel momento mi ha assalito, sollevandomi e scagliandomi a terra».
Un impatto tanto violento da spezzare il femore, che poi «ha anche preso a calci, peggiorando la situazione» e rendendo più frammentata la frattura. «Gli altri – prosegue Pedonese – sono rimasti fermi a guardare. Non resistevo più dal dolore, ho provato a girarmi per chiedere aiuto nonostante mi facesse malissimo la gamba e in quel momento sono saliti sull’auto e sono scappati. Per questo non reputo gli altri ragazzi meno colpevoli di chi mi ha picchiato – dichiara il ciclista 44enne – sono rimasti lì in piedi senza fare niente, e sono fuggiti con lui senza avere la coscienza di chiamare i soccorsi. Se almeno si fossero pentiti riconoscendo di aver superato il limite e non mi avessero lasciato lì in mezzo alla strada, sarebbe stato diverso. Francamente – conclude – penso sia gravissimo che nel 2026 si possano avere reazioni di questo genere, tanto più da parte di ragazzi così giovani».
Il gruppo, secondo quanto è stato possibile ricostruire, sarebbe poi andato nella piazzetta della chiesa di Santa Lucia dove avrebbe vandalizzato alcuni vasi contenenti addobbi floreali: per questo il Comune di Camaiore è intenzionato a sporgere denuncia per danneggiamenti.
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