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Forte dei Marmi, l’imprenditore Bracchi: «Travolto dalla macchina del fango, farò denuncia» – Cosa è successo

di Luca Basile

	L'imprenditore Jacopo Bracchi
L'imprenditore Jacopo Bracchi

Jacopo Bracchi ha deciso di raccontare pubblicamente la vicenda: «Diffuse voci completamente false su di me, la mia famiglia danneggiata»

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FORTE DEI MARMI. «Sono amareggiato e arrabbiato. Non mi preoccupa granché ed anzi ho voluto scherzarci sopra perché è ovviamente una falsità, ma dall’altra parte ho un nome, che mi sono sudato, in zona sono molto conosciuto, mi sono dato tanto da fare nella vita realizzando qualcosa e questo probabilmente pesa a qualcuno tanto che ha pensato di calunniarmi. E non posso non considerare la gravità e l’intenzione nociva. Ho così deciso che quelle poche armi che posso avere le utilizzerò in ogni sede». Sono le parole di Jacopo Bracchi, 42 anni, referente della Magazzini Bracchi, azienda con oltre 100 dipendenti e punti vendita nel contesto locale, leggi Forte dei Marmi e Seravezza e ancora su scala nazionale e internazionale.

Il suo nome, da qualche giorno a questa parte circola in scia a una serie di rumors tutt’altro che edificanti. «Chi abbia messo in giro questa voce che il sottoscritto sia rimasto invischiato in qualche vicenda di droga, insieme ad altri imprenditori, ovviamente non lo so. È una chiacchiera – le parole di Bracchi – senza alcun fondamento, ma che come accade con certe voci che prendono forza dall’invidia, dalla cattiveria, dalla voglia di fare male a prescindere, ha continuato a circolare, creando problemi non solo alla mia persona, non solo al mio lavoro, ma anche alle persone che ho più a cuore: la mia famiglia».

«Ho un figlio piccolo – prosegue Bracchi – e mia moglie è stata quasi costretta ad andare a scuola, a “spiegare” ai suoi insegnanti, che le voci sul mio conto erano tutte inventate, create evidentemente ad arte per fare del male. Qua ho deciso di espormi pubblicamente, contrariamente al consiglio di professionisti e amici, perché se io so gestire i gossip, la mia famiglia non può esser pronta. Soprattutto un bambino. Il mondo della droga è qualcosa lontanissimo da me, da sempre. Sono uno che non sa neanche che cosa sia, fra poco, una sigaretta. Da 25 anni tutta la mia giornata si identifica con il lavoro: ho attività importanti, devo rispondere di quello che faccio a tante persone che lavorano per le nostre attività e non posso permettermi di venire “sporcato” da voci, da chiacchiere, da scenari che non mi appartengono».

Bracchi entra così nel merito dei rumors, delle voci che si rincorrono per la Versilia, in particolare a Forte dei Marmi, da qualche giorno di troppo. «Ma quali perquisizioni, come hanno raccontato taluni, ma quale droga trovata in possesso del sottoscritto, ma quali arresti». «Alcuni miei amici – sottolinea Bracchi – mi hanno informato di queste voci di cui niente sapevo: sul momento non ho dato grandissima importanza, ma poi mi sono reso conto che ne parlavano sempre più persone. E ho pensato a mia moglie, al mio bambino, a come una calunnia, non so se creata ad arte o meno, possa farti un danno o farti stare male. E io questo non lo posso accettare. Ho così scritto un post social dove ho esternato la mia rabbia. Ma non basta, voglio andare oltre: d’intesa con il mio avvocato sporgerò una denuncia contro ignoti. Spetterà a chi di dovere capire da dove sia partito tutto questo».

Sono due i motivi che spingono Bracchi a tutelarsi dal punto di vista legale. «Ho una reputazione da difendere e ho soprattutto un figlio che non deve essere nemmeno minimamente sfiorato dall’idea che suo padre abbia fatto qualcosa di brutto, di illegale. Guardo alla comunità di Forte dei Marmi, quella dove vivo, quella dove ho amicizie e resto deluso: perché queste voci, false e calunniatrici, sono nate da alcune persone di questa stessa comunità. Persone che spero, presto o tardi, di individuare. E che rispondano, delle loro cattiverie e delle loro falsità, davanti alla legge. Ma non solo. Il mio intento è quello di invitare le persone a dedicarsi a fare cose costruttive, a creare. E spero con il mio gesto di sensibilizzare chi possa avere dato eco a questa bassezza, molti purtroppo, che ci pensi due volte la prossima volta. Perché alimentare cattiverie a titolo gratuito non porta altro che del male» la chiosa dell’imprenditore.


 

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