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Crisi di personale nei ristoranti? La scelta dell’Osteria del mare: «Assumo più giovani e riduco gli orari»

di Viola Degl’Innocenti

	Un cuoco in un ristorante e la titolare dell'Osteria del Mare di Lido di Camaiore, Manuela Giannecchini
Un cuoco in un ristorante e la titolare dell'Osteria del Mare di Lido di Camaiore, Manuela Giannecchini

La linea di Manuela Giannecchini, titolare del locale di Lido di Camaiore: «Pranzo e cena tutti i giorni non si può chiedere, anche ai cuochi do un giorno e mezzo libero»

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LIDO DI CAMAIORE. In un settore in crisi di personale, c’è chi trova il modo di far quadrare i conti: all’Osteria del Mare di Lido di Camaiore, Manuela Giannecchini assume più persone, riducendo le ore individuali, e riesce così a coprire tutti i turni. «Prendo più giovani, a cui però faccio fare meno ore: non voglio che il loro primo approccio al lavoro sia sfiancante. Poi uso degli accorgimenti: se li chiamo il sabato, non li chiamo anche la domenica; e se fanno il pranzo, magari non li faccio venire anche a cena. Pranzo e cena tutti i giorni non si può chiedere. Anche ai cuochi, che magari sono un po’ più sacrificati, concedo un giorno e mezzo libero; e già così il lavoro rimane comunque molto stancante. Come figure, le più difficili da trovare sono i cuochi».

Anche per quanto riguarda le cameriere la gestione è flessibile: ci sono quelle che lavorano la sera perché arrotondano da un altro lavoro, e quelle che vengono solo durante il weekend per lo stesso motivo.

«Ho tanto personale, però vedo che la risposta è positiva: vengono a lavorare volentieri», continua. «Ci può essere chi necessita di un lavoro a tempo pieno, ma c’è anche chi cerca meno ore. So che è un investimento perché l’attività costa di più, però posso permettermelo: l’Osteria è aperta tutto l’anno e questo rinforzo lo faccio solo nei tre mesi estivi, quindi riesco a gestirlo. Così mi tolgo anche dall’impiccio di trovare nuovo personale ogni anno». La gestione dell’Osteria del mare prevede una valutazione differenziata del personale: non si pretende lo stesso da tutti.«C’è chi impara presto a usare il palmare per prendere gli ordini già nella prima stagione, e chi invece porta solo i piatti per tutta la stagione, senza la responsabilità del piatto. Poi, acquisendo esperienza e maturità, le mansioni possono cambiare. Chiediamo a ciascuno il meglio, e per ciascuno sarà diverso», conclude Manuela Giannecchini.

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