Viareggio, candidati a sindaco e consigliere imputati per diffamazione aggravata
Le frasi su Facebook sotto una foto con Del Ghingaro e altri amministratori a cena. La difesa: "Non volevamo offendere"
VIAREGGIO. Tutto nasce da una foto postata sul profilo Facebook “Viareggio First”. Ci sono il sindaco Giorgio Del Ghingaro, diversi assessori e consiglieri comunali mentre cenano in un ristorante. Sotto una serie di frasi ritenute diffamatorie dai protagonisti dello scatto.
I commenti a corredo dell’immagine – inseriti il 14 ottobre 2022 – sono diventati una querela per diffamazione aggravata e, a seguire, anche una citazione diretta a giudizio per quattro persone.
Uno degli imputati è l’ingegner Brunello Salvatore Consorti, 72 anni, candidato sindaco con la lista civica “Viareggio, Mare e Futuro”. Gli altri finiti in Tribunale sono i versiliesi Francesco Simone Restauri Lopez, 34 anni; Enrico Dei, 81 anni, e Piero Pucci, 66 anni (candidato con la lista “Viareggio Torre del Lago – La rinascita”) .
Le parti offese sono 18. Il sindaco Giorgio Del Ghingaro, l’allora vice Valter Alberici, i consiglieri comunali Paola Gifuni, Azzurra Benvenuti, Silvia Bertolucci, Duilio Francesconi, Maria Carla Gridelli, Alessandra Malfatti, Riccardo Pieraccini, Ambra Sinagra, David Zappelli; gli assessori Alessandro Meciani, Maria “Sandra” Mei, Sara Grilli (anche lei ora candidata a sindaco) ; Laura Servetti, Rodolfo Salemi, Federico Pierucci; le componenti dello staff del sindaco Patrizia Lombardi e Brunella Menchini. La foto della cena al ristorante diventò lo spunto per scrivere commenti che per i destinatari sono andati ben oltre la critica politica.
Consorti scrisse «pensiamo di sapere chi ha pagato il conto», lasciando intendere, secondo l’accusa, un utilizzo opaco di soldi pubblici per ragione private. A seguire alzarono i toni gli altri imputati. Pucci lasciò un post con scritto “skyfosi” e “sti squallidi”, mentre Dei si lasciò andare alla seguente espressione: «L’ultima cena dei buffoni». Per Lopez l’accusa di diffamazione arriva con un commento su commensali e presenza del cane al tavolo. «Speriamo che si strozzino. Il più intelligente nella foto è il cane comunque. Nel 2025 faremo di tutto per tenere questa marmaglia lontana dalle istituzioni cittadine. Sempre che qualche viareggino radical chic non si faccia abbindolare ancora».
Dopo aver visto la serie di interventi sotto la foto della serata conviviale, la decisione dei diretti interessati fu quella di querelare. Gli screenshot come prova non cancellabile degli eccessi della Rete, dove non si è ancora capito che quello che viene scritto resta e diventa un’aggravante per la divulgazione dei testo. Nell’udienza predibattimentale di venerdì le parti, imputati e querelanti, hanno comunicato al giudice la volontà di aprire una trattativa per arrivare a un accordo stragiudiziale che eviti il processo. L’udienza è stata, quindi, rinviata a dopo le elezioni, lasciando il campo agli avvocati per chiudere una vicenda iniziata oltre tre anni fa e che già misurava le fibrillazioni politiche contro l’amministrazione Del Ghingaro.
La replica dei due candidati
Entrambi difesi dall’avvocato Tiziano Nicoletti (a sua volta candidato alle prossime amministrative nella coalizione di centrosinistra con la lista Spazio Progressista), della vicenda che li ha coinvolti nell’ottobre 2022, non ricordano nemmeno tutti i dettagli. «Se si sono sentiti offesi hanno fatto bene a sottoporre il caso al Tribunale – commenta Consorti, contattato dal Tirreno – mi ricordo solo che era un momento di crisi dell’amministrazione e, sotto quella foto, mi permisi un commento che voleva essere unicamente ironico. Scrissi quella frase per sottintendere che il sindaco avesse pagato il conto offrendo la cena ai suoi collaboratori per rinsaldare le fila della maggioranza che si stava sfaldando. Non c’era nelle mie parole davvero alcuna intenzione di offendere nessuno. Ad ogni modo – prosegue il candidato a sindaco – mi rimetto ovviamente al giudizio del Tribunale e all’esito che avrà tutta questa storia. Se qualcuno comunque si fosse sentito offeso, me ne scuso nella maniera più assoluta. Se ci sarà un accordo? Lo spererei, sarebbe certo meglio per tutti». Anche il candidato al consiglio comunale Piero Pucci, contattato dal Tirreno per una replica nel merito, ribadisce che «ho dato mandato all’avvocato Nicoletti di raggiungere un accordo, credo sia la soluzione migliore – commenta – ricordo poco francamente della vicenda, è accaduto diverso tempo fa, ma è stata davvero una sciocchezza. Secondo me – aggiunge – tutta questa vicenda avrebbe potuto e forse dovuto chiudersi ben prima visto che appunto si è trattato solo di una leggerezza mia e degli altri che si sono trovati coinvolti. Me ne assumo ovviamente le responsabilità: non avrei dovuto farlo, ma è stata davvero solo una sciocchezza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
