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Vittima di body shaming sui social la consigliera comunale toscana: «Ci sto male, ma ho le spalle larghe...»

di Gabriele Buffoni
La consigliera comunale
La consigliera comunale

Camaiore, è la seconda volta dall’inizio dell’anno: «Presenterò una nuova querela, ma non è semplice: sono anche mamma di un 13enne»

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CAMAIORE. Il suo voleva essere un appello ai suoi concittadini camaioresi per lanciare una raccolta firme e cercare di convincere l’attuale amministrazione di Camaiore a ripristinare un evento storico, il Rally Città di Camaiore, che da tempo non si svolge più sul territorio. Un’iniziativa popolare e legittima, che ha visto Cinzia Romboni in prima fila in quanto consigliera comunale eletta nello schieramento di Fratelli d’Italia.

Oltre 350 commenti

Invece, tra gli oltre 350 commenti che compaiono sotto al video lanciato sui suoi canali social, la consigliera di opposizione si è vista bersaglio di una vera e propria shit-storm, una crociata denigratoria che ha messo nel mirino in particolare il suo aspetto fisico.

Centinaia di commenti di persone – solo alcuni sono profili falsi o troll di internet: molti altri (è sufficiente scorrere qualche profilo per rendersene conto) sono persone reali, alcune anche versiliesi mentre altre addirittura da fuori Toscana – che nell’era dell’unanime (e sacrosanta) condanna al body shaming non hanno esitato a puntare il dito e a esprimersi con toni tutt’altro che civili.

Tra l’altro, è la seconda volta dall’inizio dell’anno che proprio la consigliera Romboni viene presa di mira sui social per il suo aspetto fisico: già a inizio gennaio infatti una serie di commenti denigratori sotto a un suo post avevano suscitato scalpore e scatenato l’immediata ondata di solidarietà – politica e non solo – nei suoi confronti.

Le parole della consigliera

«Non ho risposto a nessuno, non volevo alimentare la polemica – commenta Romboni, contattata dal Tirreno in merito agli ultimi commenti apparsi sui social – di certo ho già querelato i protagonisti delle offese di gennaio, presentando denuncia alla polizia postale, e anche stavolta sono decisa a presentare nuovamente querela. Purtroppo – racconta – non ci sono stati solo questi due episodi più recenti: è una storia che va avanti da più di un anno, anche se stavolta ci sono centinaia di messaggi con questo tono denigratorio. La cosa che più mi dà fastidio – commenta Romboni – è che queste critiche verso il mio aspetto fisico arrivano non sotto foto che pubblico di momenti della mia vita privata, o semplicemente per piacere personale, ma quando mi espongo per qualcosa che ritengo utile alla comunità svolgendo la mia normale attività di consigliera del Comune di Camaiore. Non è che sia più grave in un caso che nell’altro – chiarisce – ma così rischiano sempre di vanificare una causa per cui mi spendo in prima linea. Personalmente? Come la devo prendere: ci sto male, è evidente – conclude la consigliera di FdI – poi ho le “spalle larghe” e in qualche modo vado oltre, ma non è semplice. Anche perché sono mamma di un ragazzo di 13 anni e quello di cui più ho paura è che queste offese vadano poi a ricadere anche su di lui in ambienti come, ad esempio, quello scolastico».

 

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