Un’altra chiusura a Stiava: Cartolandia abbassa la saracinesca dopo 25 anni
Il negozio era un punto di riferimento per la frazione: «Ho provato a vendere: qualcuno sembrava anche interessato ma poi si sono tirati indietro»
STIAVA. Ancora una saracinesca abbassata nel cuore di Stiava. A chiudere i battenti è Cartolandia, la cartoleria del paese che da oltre 25 anni rappresentava un punto di riferimento per la frazione. «Il 10 gennaio – spiega la titolare, Antonella Benedetti – avrei tagliato il traguardo dei 26 anni di attività. Mi dispiace non esserci riuscita, ma purtroppo non potevo più andare avanti».
Antonella, 63 anni, aveva aperto 25 anni fa la propria attività in via Matteotti, davanti al tabacchino della frazione: una zona centrale per tutto il paese, tanto da far diventare il suo negozio un vero e proprio punto di riferimento. «Non vendevo solo materiale da cartoleria o scolastico – racconta – nel tempo mi sono adattata alle esigenze del paese, era una sorta di bazar che forniva anche servizi alla clientela come ad esempio quello di copisteria per le fotocopie a chi ne aveva bisogno, soprattutto ai bambini e agli studenti che si rivolgevano a me per stampare i loro elaborati per la scuola». Originaria di Torre del Lago, Antonella è ormai «una stiavese adottata, dato che è dall’81 che mi sono trasferita e vivo la realtà di Stiava a 360 gradi».
Anche per questo «sono riuscita a resistere tanto a lungo – spiega – se mi fossi trovata in un’altra realtà urbana, magari più ampia come ad esempio Viareggio, probabilmente avrei chiuso i battenti molto prima. Qui a Stiava invece i paesani hanno fatto a lungo quadrato intorno al mio negozio. Purtroppo da un paio di anni gli incassi sono progressivamente calati, e il fatto che tanti altri negozi qui nel centro di Stiava abbiano chiuso – commenta – non ha aiutato, anzi ha accelerato questa spirale discendente in cui tutti ci siamo ritrovati calati».
Tra le cause principali di questo crollo delle entrate «il fatto che la strada verso il Pitoro sia chiusa da diversi anni credo abbia inciso molto – spiega Antonella – perché tutto il giro di auto che transitava dal centro del paese e si fermava a comperare è andato a perdersi. A questo si aggiunge il proliferare del commercio online e della grande distribuzione nelle vicinanze del paese, oltre al fatto che in molti supermercati ormai si promuove l’acquisto dei libri scolastici, che di fatto mi ha tagliato fuori da quella che era un’importante fetta del mercato. Come commercianti – conclude Antonella – ci siamo sentiti anche abbandonati da parte del Comune, perché le iniziative per creare giro e attrattiva nella frazione sono state davvero poche. E ora ero davvero stanca di avere a che fare con tutte queste difficoltà».
Così Antonella ha provato a vendere. «Alcuni giovani si erano fatti avanti, sembravano interessati – rivela – ma poi si sono tirati indietro. E in parte li capisco: investire a Stiava non è facile. Anche se per me chiudere in questo modo ha rappresentato un danno certamente maggiore: contavo di ricavare qualcosa dalla vendita della merce e dell’attività. E sarà un danno anche per il paese – spiega – perché come tutti i commercianti qui nel centro cercavo di tenere pulita anche la zona delle vicine panchine, dandole una sorta di dignità e decoro. Ora chi lo farà?». Dopo aver chiuso, dall’inizio del 2026, Antonella è stata però sommersa dall’affetto dei compaesani. «Ai compaesani non posso che dire grazie – commenta la titolare – mi sono stati vicini anche nei momenti, in passato, in cui ho dovuto superare una malattia, quando il lavoro era diventato il modo per non pensarci troppo. Ho tanto rammarico per aver chiuso, ma mi porto dietro tanti ricordi felici».
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