Il Tirreno

Tumori, Sirm: "Cresce adesione a screening seno, medici radiologi e tecnici insieme per migliorare efficienza e percorsi"

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Milano, 7 nov. (Adnkronos Salute) - "Nel 2025 l'adesione allo screening mammografico in Italia ha raggiunto il 58,4%, con un aumento di oltre 4 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Oltre 4 milioni di donne sono state invitate a partecipare ai programmi organizzati di prevenzione secondaria" e, "secondo i dati dell'Osservatorio nazionale screening, nel 2025 l'adesione agli inviti alla mammografia ha raggiunto il 66% al Nord, il 55,9% al Centro e il 47,9% nel Sud e nelle Isole. Proprio nel Mezzogiorno si è registrato il miglioramento più significativo, con oltre 7 punti percentuali in più rispetto all'anno precedente". Lo sottolinea la Sirm - Società italiana di radiologia medica e interventistica, riunita a Milano per il 52esimo Congresso nazionale. "Molto ancora resta da fare per raggiungere la totalità delle donne", precisa la società scientifica. "Ma dietro ad ogni esame di screening - evidenzia - ci sono competenze professionali diverse e complementari, che contribuiscono alla qualità dell'esame e alla sicurezza delle pazienti. Il tecnico sanitario di radiologia medica (Tsrm) si occupa della corretta acquisizione delle immagini, mentre il medico radiologo ne valuta il contenuto diagnostico e individua eventuali anomalie che richiedono ulteriori approfondimenti. Una collaborazione che rappresenta un modello per tutta la diagnostica per immagini, dalla tomografia computerizzata alla risonanza magnetica. Rafforzare il rapporto tra medici radiologi e tecnici, attraverso la formazione e la condivisione di procedure operative, significa migliorare la qualità delle prestazioni e l'organizzazione dei servizi", è il messaggio della Sirm che dedica una sessione scientifica del suo meeting alla collaborazione tra le due professioni. "La qualità di un esame radiologico è il risultato di un percorso che coinvolge competenze diverse - afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm - Nello screening mammografico questo aspetto è particolarmente evidente. La corretta esecuzione dell'esame, la qualità tecnica delle immagini e la loro interpretazione sono passaggi fondamentali per individuare precocemente eventuali lesioni sospette. Il medico radiologo e il tecnico sanitario di radiologia medica svolgono attività differenti, con responsabilità ben definite, ma il loro lavoro è strettamente collegato. Rafforzare questa collaborazione significa offrire alle donne un percorso diagnostico più sicuro, accurato e attento alle loro esigenze. Il confronto costante tra professionisti è indispensabile per mantenere elevati standard di qualità". Aggiunge Luca Brunese, presidente eletto Sirm: "Ogni giorno nei reparti di radiologia medici e tecnici lavorano fianco a fianco per rispondere alle esigenze di un numero elevato di pazienti. La collaborazione riguarda tutte le principali metodiche diagnostiche, dalla mammografia alla Tc e alla risonanza magnetica. Il confronto tra le due figure professionali permette di affrontare anche gli esami più complessi, migliorare la gestione delle attività e garantire continuità nell'assistenza. È importante sviluppare modelli organizzativi che favoriscano il dialogo, la definizione di procedure condivise e l'aggiornamento delle competenze. L'obiettivo è valorizzare il contributo di ciascun professionista, senza sovrapposizioni di ruolo, nell'interesse dei pazienti". "La mammografia è un esempio concreto di quanto sia importante il contributo dei tecnici sanitari di radiologia medica - rimarca Carmela Galdieri, presidente dei Tsrm - La qualità dell'esame dipende anche dalla precisione con cui vengono acquisite le immagini e dalla capacità di mettere la donna nelle condizioni migliori per affrontare la procedura. Un corretto posizionamento, l'attenzione alla radioprotezione e la conoscenza delle apparecchiature sono aspetti fondamentali della nostra attività. Ma c'è anche una dimensione umana: spiegare l'esame, ascoltare eventuali preoccupazioni e instaurare un rapporto di fiducia contribuisce a rendere l'esperienza più serena. Il nostro lavoro si integra con quello del medico radiologo e rappresenta un contributo importante alla qualità complessiva del percorso diagnostico". La collaborazione tra medici radiologi e tecnici sanitari di radiologia medica richiede anche un impegno comune nella formazione, prosegue la Sirm. L'evoluzione delle apparecchiature, la crescente complessità delle procedure e la necessità di garantire standard elevati rendono fondamentale il continuo aggiornamento delle competenze. La sessione scientifica condivisa organizzata nell'ambito del congresso milanese rappresenta un'occasione di confronto sulle modalità di lavoro, sulle responsabilità professionali e sulle prospettive di una collaborazione sempre più strutturata, si legge in una nota. "Il rapporto tra medici radiologi e tecnici sanitari di radiologia medica deve fondarsi sul riconoscimento delle rispettive competenze e su una collaborazione quotidiana sia nelle diagnostiche che nei rapporti istituzionali - conclude Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp (professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione) - La formazione congiunta rappresenta uno strumento importante per migliorare la comunicazione tra professionisti, condividere le buone pratiche e affrontare le esigenze organizzative dei servizi. L'obiettivo non è sovrapporre funzioni e responsabilità, ma costruire percorsi di lavoro nei quali ciascuno possa esprimere pienamente le proprie competenze. Investire nel confronto tra professioni significa investire nella qualità e nella sicurezza dell'assistenza sanitaria".

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