Pisa, aggressione all’autista del bus con insulti razzisti e minacce: conducente si licenzia per paura
L’episodio si è concluso con le dimissioni della giovane autista, una trentenne toscana di origini straniere: «Un epilogo drammatico che evidenzia la fragilità di un sistema in cui chi lavora si trova esposto a rischi inaccettabili»
PISA. Prima l’aggressione verbale, accompagnata da minacce e insulti razzisti, poi i danneggiamenti al mezzo del servizio di trasporto pubblico locale su gomma a suon di calci e pugni. Si è concluso con le dimissioni di una giovane autista – una trentenne toscana di origini straniere – l’ennesimo atto di violenza a bordo di un autobus del trasporto pubblico urbano. Un grave episodio di intimidazione, violenza verbale e danneggiamento che si è verificato nei giorni scorsi (a fine ottobre) sulla Linea 6 (tratta Stazione centrale-Via delle Lenze) ai danni di una conducente in servizio che, dopo aver subito minacce e insulti anche a sfondo razziale e il danneggiamento del mezzo prima di riuscire a mettersi in salvo, ha sporto denuncia alla questura di Pisa. Il passo successivo è stato quello delle dimissioni, presentate nei giorni successivi all’aggressione per lo choc e per prevenire altre, possibili, aggressioni. Anche fisiche. Perché l’episodio che si è registrato nel tardo pomeriggio di un giorno di fine ottobre è solo l’ultimo di una lunga serie di aggressioni verbali subite dalla conducente (che si aggiungono a quelle, anche fisiche, che a più riprese le organizzazioni sindacali hanno denunciato negli ultimi mesi chiedendo un rafforzamento dei controlli e delle misure di sicurezza a protezione degli autisti e degli utenti). Troppi rischi e troppa paura.
L’aggressione
I fatti risalgono ad un pomeriggio di fine ottobre quando, intorno alle 15, alla fermata di via Michelangelo, un uomo in evidente stato di alterazione alcolica è salito a bordo del mezzo, iniziando fin da subito a colpire con violenza la carrozzeria esterna dell’autobus e a infastidire gli altri passeggeri presenti in quel momento sul mezzo, fino ad arrivare ad ostruire le porte di uscita. Di fronte ai tentativi della conducente di riportare la calma, l’uomo l’ha aggredita verbalmente: insulti, anche discriminatori, e minacce. Alla richiesta della conducente di scendere dal mezzo, l’aggressore si è avvicinato con fare minaccioso verso il posto guida (reso ancor più vulnerabile dalla totale assenza di barriere di protezione) urlando ripetutamente contro l’autista. E poi ancora insulti razzisti e minacce, fino a quando l’uomo ha deciso di allontanarsi. Prima di scendere dall’autobus – uno di quelli in servizio su una delle cosiddette linea ad utenza forte affidate ad operatori locali – l’uomo ha scagliato un violento calcio contro il dispositivo elettronico per il pagamento del titolo di viaggio, staccandolo dal supporto e distruggendolo.
Le dimissioni
La lavoratrice è riuscita comunque a tenere sotto controllo la situazione e a prevenire ulteriori scatti d’ira dell’uomo, convincendolo a scendere e ad evitare un’aggressione fisica. La gravità dell’accaduto – che si aggiunge alla lunga scia di aggressioni fisiche e verbali subite dagli autisti – e il forte impatto psicologico l’hanno spinta, pochi giorni dopo, a rassegnare le dimissioni e a presentare una lettera di licenziamento alla Ctm, il consorzio che gestisce il servizio.
«Rischi inaccettabili»
«Un epilogo drammatico che evidenzia la fragilità di un sistema in cui chi lavora si trova esposto a rischi inaccettabili, acuendo ulteriormente le difficoltà delle imprese del settore nel reperire e trattenere il personale», sottolinea la Cna di Pisa che, insieme alla sua consorziata Ctm, esprime «solidarietà e vicinanza» alla lavoratrice coinvolta nell’episodio di violenza. «Quanto avvenuto alla conducente è ignobile e intollerabile – aggiunge la Cna –. Non si tratta solo di un atto di vandalismo o di inciviltà, ma dell’ennesima aggressione contro una persona che stava svolgendo con professionalità un servizio pubblico essenziale. L’assenza di barriere protettive adeguate e la solitudine in cui spesso si trovano i conducenti ci impongono una riflessione urgente. Le dimissioni della giovane autista sono un campanello d’allarme che le istituzioni e i gestori non possono più ignorare: servono tutele concrete, presidi di sicurezza fissi e tolleranza zero verso chi aggredisce chi lavora». Cna Pisa e Ctm evidenziano la necessità e l’importanza del rafforzamento «della collaborazione istituzionale e dell’unità d’intenti tra le parti», ribadendo la «necessità di un tavolo di confronto immediato con tutti i soggetti coinvolti» per garantire la sicurezza a bordo dei mezzi e tutelare la dignità e l’incolumità del personale viaggiante e dell’utenza del servizio di trasporto pubblico locale su gomma.
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