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Dopo il sopralluogo

San Miniato, raid al Cattaneo: scuola devastata durante l’occupazione – L’elenco e i costi dei danni e la “sorpresa” dei computer

di Nilo Di Modica

	I danni al Cattaneo
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I danni al Cattaneo

La Provincia quantifica in 30mila euro il conto dei vandalismi. L'istituto è tornato regolarmente alle lezioni dopo gli interventi di ripristino, mentre la preside ha presentato denuncia ai Carabinieri. Danni per 100mila euro in tutto il territorio pisano

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SAN MINIATO. Aumenta l’entità del “disastro” al Cattaneo, riaperto venerdì 6 novembre a tempo di record alle attività scolastiche. È la Provincia di Pisa a fare il nuovo bilancio. Si parla, adesso, di 30mila euro di danni, frutto di vandalismi vari, che non hanno risparmiato suppellettili, banchi, materiale da laboratorio, libri, mobili, sedie. Ma che riguardano anche un buon numero di computer spariti dalla scuola.

Il bilancio dei danni

«Sono stati rubati diversi computer e sono stati danneggiati arredi e vari locali dell’edificio, tra cui le Lim e i distributori automatici. Una stima provvisoria quantifica i danni ad oggi in circa 30mila euro – fanno sapere dall’ente provinciale –. Il plesso è rimasto chiuso giovedì 5 novembre. Gli uffici della Provincia, in collaborazione con la scuola, hanno organizzato le operazioni di pulizia e ripristino dei locali e la scuola è stata effettivamente riaperta venerdì 6 novembre (ieri, ndr), con il ritorno alla normale attività didattica».

La preside in caserma

«Questa mattina (venerdì 6 novembre, ndr) la dirigente scolastica si è recata presso la caserma dei Carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti. Il presidente della Provincia di Pisa, Massimiliano Angori, è in costante contatto con la dirigenza scolastica per seguire l’evolversi della situazione», aggiunge la Provincia. Al vaglio tutto quanto possa essere utile per identificare gli autori dell’infrazione, anche se a causa dei lavori recenti alcune delle telecamere all’esterno della scuola erano ancora fuori uso.

La riapertura

Una ferma condanna, intanto, arriva anche dallo stesso presidente della Provincia Angori: «Quanto accaduto al Cattaneo è un fatto grave, che colpisce una comunità scolastica e un bene di tutti – afferma il numero uno dell’ente provinciale –. L’Istituto è stato riaperto già da venerdì 6 novembre (ieri, ndr), grazie ad una forte collaborazione tra struttura tecnica provinciale e scuola, tenendo anche conto che il danno ai distributori automatici ha provocato un danno all’impianto idraulico e l’allagamento di parte del plesso sanminiatese. Proprio da questa collaborazione vogliamo ripartire: la Provincia sta mettendo a punto, insieme alle scuole del territorio, una serie di azioni congiunte per rafforzare una rete istituzionale che provi ad intensificare le forze per proteggere i nostri plessi da simili devastazione».

Il conto salato

Angori, alzando lo sguardo su tutto il territorio pisano, fa anche un bilancio impietoso dello stato dell’arte dopo l’ondata di proteste nelle scuole. I danni, nel complesso della provincia, ammontano a circa 100mila euro. «Tra occupazioni con rottura di materiali e arredi ed atti vandalici, a Pisa e sul territorio provinciale la conta dei danni questo autunno si aggira già intorno ai 100mila euro. Le scuole sono un patrimonio della comunità e vanno tutelate con l’impegno di tutti».

Intanto al Marconi

Continua, intanto, senza particolari degenerazioni, la protesta al vicino liceo Marconi, che com’è noto riguarda soprattutto questioni locali legati alla storia “nomade” della scuola e ai lavori adesso attesi da anni per un suo allargamento. «Non condividiamo la scelta dell’occupazione, che interrompe le normali attività scolastiche, né possiamo giustificare eventuali atti di vandalismo. Comprendiamo però le ragioni della protesta e siamo vicini agli studenti, nel rispetto del dialogo e delle regole», scrivono dalla sezione sanminiatese di Forza Italia. «Sentire i ragazzi sfogarsi parlando di lavori che dovevano essere fatti nel 2024 e invece ancora attendono realizzazione fa riflettere – dicono dal partito di centrodestra –. Da parte di chi ha avuto responsabilità di governo in questi anni sentiamo in questi giorni spiegazioni e rassicurazioni, ma i ragazzi meriterebbero di sentire una sola parola dalle istituzioni: “Scusateci”». Di «risposta di dignità» da parte dei ragazzi, sempre in relazione al Marconi, parla invece la lista Filo Rosso. «Dopo anni di proclami elettorali, passerelle politiche e promesse mai mantenute, questi ragazzi sono ancora costretti a studiare in una struttura assolutamente inadeguata, sovraffollata, con impianti elettrici e di riscaldamento perennemente difettosi e servizi igienici indecenti – scrivono dalla lista –. La scuola insegna a pensare e a parlare, non a tacere. Il dissenso è la prima lezione di libertà». 

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