Marilyn Manson, oltre lo shock una nuova 'Golden Age'
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Ferrara, 12 lug. (Adnkronos) - Non sono bastate le polemiche a fermare Marilyn Manson. D’altra parte, divieti e controversie lo hanno sempre accompagnato in tutta la sua carriera. Così, mentre fuori dal palco si discute di conventi, ricorsi al Tar e “ordini dall’alto”, l’attenzione torna dove il ‘Reverendo’, come lo chiamano affettuosamente i suoi fan, ha sempre saputo imporsi: la musica. E quella di Ferrara arriva nel momento più significativo della sua seconda vita artistica. Il concerto del Ferrara Summer Festival, il primo di tre estivi che includono Bari il 13 luglio e Roma (sold out) il 14, rappresenta la prima occasione italiana per ascoltare dal vivo ‘Exit Wound’, il nuovo singolo pubblicato qualche settimana fa e primo estratto da ‘One Assassination Under God – Chapter 2’, in uscita il 14 agosto per Nuclear Blast Records. Un disco che raccoglie l’eredità del primo capitolo pubblicato nel 2024 e conferma la ritrovata sintonia creativa tra Manson e il produttore Tyler Bates, tra gli artefici della sua rinascita artistica. Ad aprire la serata sono gli australiani The Vowws, con un set dalle atmosfere darkwave che prepara il terreno al protagonista della serata. Come pochi artisti della sua generazione, Marilyn Manson è riuscito a ricomporre i pezzi della propria vita, trasformando le macerie in verve creativa. Il nuovo album, così come lo spettacolo portato in tour, sembrano nascere proprio da questa consapevolezza: Brian Warner, 57 anni, appare finalmente disposto a lasciare intravedere l’uomo dietro l’artista, senza più affidarsi alla maschera che per oltre trent’anni ne ha alimentato il personaggio. Sul palco questa trasformazione è evidente. Prima del suo ingresso, sulle note di Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus, l’atmosfera è già elettrica. Nonostante una giornata di caldo tropicale e l’allerta meteo, i fan non si lasciano scoraggiare e arrivano preparati, impermeabile nello zainetto. Un’attesa che sembra trovare conferma pochi minuti dopo la fine del concerto, quando su Ferrara si abbatte un violento temporale estivo. Un look total black e pochissimi elementi scenici fanno da cornice al ritorno del Reverendo. Sono lontani i tempi delle Bibbie strappate, delle croci rovesciate e delle provocazioni costruite per scioccare. La scaletta guarda quasi esclusivamente all’età dell’oro della sua carriera, da 'Antichrist Superstar' (1996) a 'The Golden Age of Grotesque' (2003), passando per 'Holy Wood' (2000) e 'Mechanical Animals' (1998), affiancando ai grandi classici i nuovi brani di 'One Assassination Under God'. Oggi è talmente presente dal punto di vista fisico e interpretativo da non avere più bisogno di rifugiarsi dietro effetti shock, costumi o provocazioni. A colpire è anche un aspetto meno consueto: durante tutto il concerto interagisce con il pubblico molto più del solito, rivolgendosi più volte ai fan tra un brano e l’altro. Il cambiamento è evidente. Chi ha assistito ai concerti del 2025 a Milano e Bergamo ha ritrovato un Marilyn Manson diverso da quello degli anni più turbolenti. Cinque anni di sobrietà rivendicati pubblicamente, una forma fisica ritrovata, una voce sorprendentemente vicina ai fasti di Holy Wood e una scelta estetica quasi minimale. Oggi l’impressione è che il centro dello spettacolo sia tornata a essere la musica. Il tour estivo che approda in Italia segna anche l’inizio di una nuova fase della formazione che accompagna la rockstar dal vivo, con una line-up in parte rinnovata. L’uscita di scena del chitarrista e produttore Tyler Bates, impegnato in altri progetti ma ancora coinvolto nella realizzazione del prossimo album, ha portato al ritorno di un volto storico come Tim Skold. L’ex Kmfdm è rientrato nella band occupandosi del basso, mentre Piggy D è passato alla chitarra. Confermato dietro la batteria Gil Sharone, mentre l’assenza di Reba Meyers (Code Orange), impegnata con altri tour, è stata colmata dall’ingresso del chitarrista Nick Annis. Le novità non riguardano soltanto la formazione. La data di Ferrara riserva alcune sorprese anche nella scaletta. Oltre al debutto di 'Exit Wound', Manson riporta dal vivo 'Dried Up, Tied and Dead to the World', eseguita per la prima volta dal 2018, oltre alle chicche 'The Nobodies', la cover di 'Personal Jesus' dei Depeche Mode e 'If I Was Your Vampire', tra i pezzi meno eseguiti dal vivo, che chiude il set. Introducendo ‘The Nobodies’, nata dopo il massacro della Columbine High School, Manson ricorda le polemiche che lo coinvolsero: "L’ho scritta la prima volta che hanno provato a distruggermi". A distanza di quasi 30 anni, il suo nome continua a provocare reazioni contrastanti. A Ferrara, quella che sembrava una semplice soluzione logistica si è trasformata in un caso nazionale. Il backstage del Ferrara Summer Festival avrebbe dovuto trovare spazio, come già accaduto in passato, nel convento delle suore di San Vincenzo. Dopo giorni di polemiche, però, il sindaco Alan Fabbri ha annunciato il dietrofront: le religiose non avrebbero più accolto Marilyn Manson. "Purtroppo, le suore hanno comunicato di aver ricevuto ordini dall’alto", ha spiegato il primo cittadino, lasciando intendere una decisione maturata in ambito ecclesiastico e destinata, a suo dire, a riguardare non soltanto il concerto del rocker americano ma l’intero festival. Come se non bastasse, a due giorni dallo show è arrivata anche la decisione del Tar dell’Emilia-Romagna sul Ferrara Summer Festival. Accogliendo in sede cautelare il ricorso presentato da alcuni residenti di piazza Ariostea, il tribunale amministrativo ha imposto la rimodulazione degli orari degli spettacoli e nuove limitazioni acustiche. Una decisione che ha riacceso le polemiche attorno al festival, senza però mettere in discussione lo svolgimento del concerto: l’ipotesi di un rinvio è rimasta soltanto sullo sfondo, con buona pace di chi sperava in uno stop dell’evento. D'altronde, la rockstar ha costruito la propria carriera smontando simboli, linguaggi e rituali della cultura americana e cristiana. L’immagine di 'Antichrist Superstar', l’album che nel 1996 lo consacrò come una delle figure più divisive della musica contemporanea, ha finito per identificare una stagione intera della sua carriera. Eppure quel Marilyn Manson sembra appartenere a un’altra epoca. Oggi l’artista appare molto più concentrato sul proprio repertorio che sulla provocazione fine a sé stessa. Lo dimostrano i concerti degli ultimi anni, la ritrovata forma fisica e una presenza scenica lontana dagli eccessi degli anni Novanta e Duemila. Anche fuori dai riflettori, l’immagine è cambiata: accanto a lui c’è stabilmente la moglie Lindsay Elizabeth Warner, figura che lo accompagna ormai da anni in questa fase di rinascita, mentre negli ultimi mesi è tornato a frequentare anche il mondo della moda, sfilando a Parigi per Enfants Riches Déprimés. È difficile sostenere che Marilyn Manson faccia ancora paura come un tempo. Tra il 2000 e il 2012 ogni suo passaggio in Italia diventava un caso politico, accompagnato da proteste, prese di posizione e tentativi di fermare gli spettacoli. Adesso il clima è ben diverso. I sold out italiani, compresa la data di Roma di martedì prossimo, sono la conferma che il pubblico non ha smesso di seguirlo e che l’interesse si è progressivamente spostato dalla provocazione alla musica. Vent’anni fa celebrava la sua 'Golden Age of Grotesque'. Oggi, senza bisogno di scioccare nessuno, Marilyn Manson sembra aver trovato qualcosa di ancora più difficile: una nuova età dell’oro fondata sulla credibilità ritrovata e sulla potenza delle proprie canzoni. (di Federica Mochi)
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