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Pisa

L'emergenza

Vecchiano, incendio nell'azienda Spedi: cosa ha fatto la differenza rispetto al disastro della Delca

di Lorenzo Carducci

	L'incendio alla Spedi (foto Stick)
L'incendio alla Spedi (foto Stick)

A fuoco un capannone di stoccaggio con batterie di auto L’allarme del responsabile di una ditta vicina: «Tanta paura»

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VECCHIANO. Un altro incendio nel Pisano, un altro incendio in un’azienda che tratta e gestisce rifiuti dopo quello di un mese fa alla Delca Energy di Vicopisano. E altre ore di paura e fumo nero, ben visibile da Pisa, da più punti del Lungomonte e anche dalla Versilia, data la vicinanza al confine con Viareggio.

Stavolta si è risolto tutto in una mattinata nell’area industriale di Migliarino (Vecchiano), ad appena un chilometro dal casello dell’A11, dove ieri (sabato 11 luglio) intorno alle 10,30 sono divampate le fiamme all’interno di un capannone di stoccaggio rifiuti speciali dell’azienda Spedi, dedita alla raccolta, allo stoccaggio e al trasporto di rifiuti pericolosi e non.

Ma anche se nessuna persona è rimasta coinvolta, le dimensioni iniziali del rogo, accompagnato da diverse esplosioni e dalla consistenza del fumo, hanno fatto temere il peggio. A fare la differenza sono stati i tempi: l’incendio, che secondo una prima ipotesi avrebbe visto prendere fuoco per prime delle batterie di automobili all’interno di uno dei capannoni dello stabilimento – l’unico rimasto coinvolto – è stato infatti preso praticamente sul nascere, contenuto e sedato entro il primo pomeriggio dai Vigili del fuoco, intervenuti con più squadre e mezzi dai comandi di Pisa, Viareggio, Lucca, Pistoia e Prato. Le fiamme sono divampate a impianto chiuso, motivo per cui la ricostruzione delle cause e della dinamica d’innesco richiedono uno sforzo ulteriore.

Ad accorgersi per primo dell’incendio è stato il titolare di una ditta confinante alla Spedi in via del Fischione, traversa di via Traversagna Sud. Si tratta di Francesco Belotti della Fmg edilizia srl. «Ero venuto qui a portare delle cose e verso le 10,30 ho visto il fumo – racconta – mi sono avvicinato per capire se bruciava qualcosa di particolare ma ho visto che il fumo usciva dal tetto del capannone. A quel punto ho telefonato al titolare, il signor Guarino, poi lui ha chiamato i pompieri e dopo pochi minuti sono arrivati. In quei momenti la situazione faceva paura, ci sono state diverse esplosioni di materiale. Non era mai successo nulla del genere, speriamo che sia la prima e l’ultima volta, perché qui vicino ci sono diverse aziende».

Per riportare il prima possibile la situazione sotto controllo, i Vigili del fuoco sono intervenuti con un notevole dispiegamento di forze: quattro squadre, quattro autobotti, autoscala e snorkel per spegnere il rogo dall’alto con acqua e schiuma e l’autobotte kilolitrica, per un ”picco” complessivo di 54 operatori coinvolti contemporaneamente. A supporto sono intervenuti anche carabinieri, polizia locale di Vecchiano e Misericordia di Vecchiano e di Pisa.

«L’incendio è stato segnalato alle 10,30 circa e noi alle 10,40 eravamo già sul posto – spiega Fabio Bargagna, ispettore dei Vigili del fuoco di Pisa – Quando siamo arrivati c’erano delle esplosioni ma siamo intervenuti subito in modo massiccio. L’incendio ha interessato un capannone in calcestruzzo armato di circa 1500 metri quadrati, con all’interno vari tipi di rifiuti che dovranno essere dettagliati. L’azienda tratta rifiuti speciali che provengono dalla lavorazione di altre aziende e che qui vengono raccolti e poi trasferiti in altri centri di trattamento. Vista la pericolosità nessuno di noi è entrato nell’edificio, che già presenta alcuni segni di possibili danni strutturali e le cui condizioni di stabilità saranno valutate nei prossimi giorni. Finché non sarà escluso il pericolo di crollo non si potrà entrare».
 

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