Cisanello, muore in attesa delle cure al pronto soccorso: la rabbia della figlia e la risposta dell’Aoup
La vittima è un informatore medico in pensione. La denuncia della figlia: «Una cosa del genere non deve più succedere»
PISA. La preoccupazione per l’aggravarsi delle condizioni di salute del proprio caro, il viaggio al pronto soccorso in preda all’apprensione ma al tempo stesso con quel mix tra speranza e fiducia di sapere che non potrebbe essere in mani migliori, quelle dei medici e degli operatori sanitari del servizio d’urgenza dell’ospedale di Cisanello chiamati a visitarlo e a prendersi cura di lui.
Poi, però, la tragedia, quella alla quale non avrebbero mai voluto assistere: l’anziano, malato oncologico, è morto mentre aspettava di essere preso in carico dal personale sanitario, a distanza di diverse ore dall’accettazione e dal triage, nel quale al paziente era stato assegnato un codice di priorità che l’esito infausto del decesso ha rivelato essere stato superato dalle esigenze di assistenza richieste dal caso clinico.
Il dolore della famiglia
È il vortice di dolore che ha colpito una famiglia originaria di Calci e in particolare la moglie e i figli di Carlo Cei, informatore medico in pensione che ieri avrebbe compiuto 83 anni. Un traguardo a cui non è potuto arrivare, per problemi di salute che i familiari ritengono non siano stati trattati con la dovuta solerzia nel corso delle ore passate dall’uomo al pronto soccorso di Cisanello, nella giornata di lunedì.
Ad affermarlo, sui propri canali social, è stata la figlia Rossella, che nonostante l’enorme dolore per la perdita del padre non ha formulato accuse dirette, limitandosi a una breve descrizione dell’accaduto che però lascia inevitabilmente trasparire tutto il senso di ingiustizia provato per come sarebbero andati i fatti. «Purtroppo mio padre è deceduto in sala di attesa dopo quattro ore dall'accettazione e dal triage senza mai essere visitato. E per chi c'era e ha visto cosa è successo, non è stato un bel momento» le parole della donna, alla ricerca di «testimoni che lunedì si trovavano nella sala d’attesa del pronto soccorso di Cisanello e che purtroppo hanno assistito alla tragica situazione successa a mio padre intorno alle 13».
«Non sono ancora lucida per quanto accaduto, ma certe cose non devono mai più accadere a nessuno» ha aggiunto, ricevendo decine di messaggi di solidarietà e cordoglio, ma anche di indignazione rispetto alla gestione sanitaria, così com’è stata descritta.
La posizione dell’Aoup
Non è stato spiegato, né è stato possibile sapere dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, quali fossero le condizioni dell’uomo quando è arrivato in ospedale accompagnato dal figlio lunedì mattina. Tantomeno che codice di priorità gli sia stato assegnato. A preoccupare i familiari sarebbero stati dei colpi di tosse, uniti alla malattia oncologica. L’Aoup, che abbiamo contattato ieri, «al momento non rende alcuna dichiarazione sull'accaduto, ma esprime ai familiari le più sentite e sincere condoglianze per la perdita del loro congiunto. Si rende, inoltre, disponibile a fornire ai parenti ogni necessaria specifica sulle modalità della presa in carico assistenziale, riservandosi di effettuare comunque tutti i necessari e ulteriori approfondimenti del caso». Dopo la querela annunciata dalla figlia, di qualche spiegazione ci sarà quasi sicuramente bisogno. Ed è anche per questo che sul caso è stata avviata un’istruttoria interna. I nodi da sciogliere sono tanti e non è detto che, se fosse ravvisata una responsabilità omissiva da parte del personale sanitario del reparto, questa sia valutata come quella che più di tutte le altre ha determinato il decesso.
L’ultimo saluto
Ieri pomeriggio, intanto, nella chiesa della Propositura di Calci si è tenuto il funerale di Carlo Cei, salutato per l’ultima volta da parenti e amici col cuore pieno d’amore e affetto, ma anche di frustrazione e di dubbi. Di certo e di tangibile resta il dolore, per la morte del proprio caro mentre aspettava di essere preso in carico dal sistema sanitario.
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