Livorno, lo storico Grand Hotel Corallo finisce all’asta (è la prima volta)
Il 23 ottobre il primo tentativo di vendita dopo anni di degrado
LIVORNO. La data è fissata. Tra due settimane, il 23 ottobre, l’ex Grand Hotel Corallo a Livorno andrà per la prima volta all’asta a sei milioni e 820mila euro. L’annuncio sta riempiendo i portali di vendita immobiliare. Le offerte potranno essere presentate entro le 12 del giorno precedente.
Come si legge nell’avviso d’asta del tribunale fallimentare di Roma, l’immenso edificio livornese, che era già stato pignorato, rientra ora nella procedura di liquidazione giudiziale della Rovimmobiliare srl, che ne era in possesso già da parecchio tempo. Delegato alla vendita è la Gobid International Auction Group srl.
Al Tirreno risulta che di recente, dietro le quinte, qualche fondo di investimento e gruppo bancario si sia mosso per chiedere informazioni a chi ha la custodia del bene. Ma è molto difficile, per non dire improbabile, che questo primo tentativo di vendita porti davvero a qualcosa di concreto.
Anche perché l’imponente edificio privato in stile liberty che guarda dall’alto la stazione ferroviaria e le Terme del Corallo, tra piazza Dante e via Ugo Foscolo, è ormai da anni in stato di abbandono.
Tanto bello quanto degradato, è diventato più volte rifugio di fortuna. Occupato, vandalizzato. Lo scorso anno è finito anche al centro del dibattito in consiglio comunale, dopo la denuncia di un residente della zona, aggredito in casa da due ladri “ospiti” dell’ex albergo vuoto. Poco prima un uomo senza fissa dimora era stato trovato senza vita, chissà da quanto, in uno dei locali al primo piano.
Oggi ufficialmente l’immobile è vuoto, non occupato, come si legge nelle carte che accompagnano la vendita all’asta. Ma ai livornesi che ogni giorno transitano davanti alla facciata del gigantesco edificio, che si trova proprio all’ingresso della città, non sfuggono le tante finestre che continuano ad aprirsi.
Restano la storia e le potenzialità di questo gioiello, testimonianza della Livorno dei primi anni del Novecento, in parte modificato all’interno soprattutto a cavallo degli anni Settanta.
Come evidenziato nell’avviso di vendita all’asta, il complesso immobiliare, ad uso terziario - direzionale, si sviluppa su sette livelli (seminterrato, piano terra e cinque piani superiori) ed è grande qualcosa come 10mila metri quadri lordi coperti.
«Storicamente noto come Terminus Grand Hotel Corallo – si legge – l’edificio in stile liberty offre 55 unità immobiliari ad uso ufficio, 2 ampi spazi commerciali, un grande parco privato di 6.400 metri quadri e 92 posti auto scoperti».
Costruito all’inizio del Novecento e progettato da Angiolo Badaloni, lo stesso che ha firmato il Mercato delle Vettovaglie, era nato come albergo di prestigio a servizio dello stabilimento termale Acque della Salute, le Terme del Corallo.
«Il suo pregio in stile Art Nouveau – viene ricordato nell’avviso di vendita – era tale da essere menzionato in famose guide europee come “The gourmet’s guide to Europe” del 1908 come hotel di prima classe».
Con le guerre l’hotel iniziò però un lento declino, fino ai primi anni Settanta, quando nel tentativo di adeguarlo alle richieste del mercato di allora, fu in gran parte trasformato in un centro per attività direzionali, con piani e piani di uffici. Rimasto aperto fino al 2013, è poi finito in un graduale stato di abbandono.
«Sebbene gli interni siano stati pesantemente modificati negli anni Settanta per la conversione in complesso direzionale, l’esterno conserva ancora il suo antico splendore e fascino d’epoca», c’è scritto ancora nelle carte che descrivono il complesso, che è sottoposto a vincolo storico artistico.
Così vederlo vandalizzato dentro e fuori, con le sterpaglie che si mangiano gli ingressi e la splendida cancellata principale segnata dal tempo e allucchettata, resta davvero un peccato. Un colpo al cuore per chi guarda, immaginando la bellezza di tutta l’area negli anni del suo massimo splendore.
Nel recente passato di tentativi di vendita da parte della proprietà ce ne sono stati parecchi. Nel 2013 il complesso era arrivato a valere addirittura 16 milioni di euro. Qualche anno più tardi la Lionard luxury real estate, agenzia con base a Firenze, lo aveva messo in vetrina tra i beni di super lusso. Un’agenzia immobiliare romana lo aveva poi proposto in vendita a 13 milioni di euro, scesi a 7 nel 2023. Ora ecco la prima asta messa in calendario dal tribunale di Roma. Chissà dove porterà. Sperando sempre in una riapertura che spazzi via il degrado.
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