Il Tirreno

Toscana

La tragedia

Campi Bisenzio, muore schiacciato sotto un pallet ribaltato: è la quarta vittima sul lavoro in meno di 48 ore

di Elena Andreini
La vittima nel riquadro in alto
La vittima nel riquadro in alto

Il 61enne lascia la moglie e due figli. La seconda morte in Toscana, dopo quella di Carrara in un’azienda del lapideo. L’impresa: «Una grande tragedia, siamo da sempre in prima linea per la formazione»

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CAMPI BISENZIO. Ancora un morto sul lavoro, questa volta in una delle aziende simbolo della lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

La vittima

A perdere la vita un uomo di 61 anni, Kumara Gedera, proveniente dallo Sri Lanka e residente a Prato. È la quarta persona a morire sul lavoro in meno di 48 ore in Italia, la seconda in Toscana: giovedì nel Reggino un quarantenne è stato colpito da una scarica elettrica mentre stava installando luminarie; sempre giovedì nel pistoiese un 24enne ha accusato un malore dopo l’ultima consegna per una macelleria, mentre venerdì nel Modenese un muratore di 60 anni è rimasto schiacciato da un muletto.

La ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione, Gedera era sul muletto nel piazzale dell’azienda quando è sceso per ragioni da chiarire ed è rimasto travolto dal ribaltamento di un pallet adiacente al muletto. L’allarme è scattato intorno a mezzanotte. Sul posto sono arrivati i soccorritori, gli operatori Asl del Pisll (Prevenzione, igiene e sicurezza luoghi di lavoro) e i carabinieri di Campi Bisenzio. Il lavoratore sarebbe morto dopo circa mezz’ora dall’arrivo del 118 malgrado i tentativi di rianimazione.

Kumara Gedera era sposato e aveva due figli. Sui social i colleghi di lavoro e gli amici lo ricordano per la gentilezza e l’educazione. L’incidente mortale è avvenuto proprio in quell’azienda, la Capp Plast di Campi Bisenzio, tanto impegnata nella promozione della sicurezza sul lavoro.

L’azienda

«Siamo sconvolti per la tragedia accaduta – si legge in una nota della direzione aziendale –. Sono in corso le verifiche da parte dell’autorità giudiziaria per ricostruire la dinamica dell’incidente: al momento non è possibile aggiungere altro. Ora possiamo solo stringerci intorno alla famiglia, ai suoi cari e a tutti i colleghi che hanno condiviso con lui il percorso professionale e umano. Un uomo che da tempo lavorava con noi, che era parte integrante del nostro staff. Desideriamo ricordarlo per il suo impegno, la sua professionalità e il contributo che ha offerto ogni giorno con dedizione».

La Capp Plast ricorda, inoltre, che «in 66 anni di attività non era mai accaduto nulla di simile. Una tragedia ancora più difficile da accettare perché siamo da sempre in prima linea sui corsi e sulla formazione per la sicurezza sul lavoro: una volta l’anno chiudiamo gli stabilimenti di Prato e Capalle per dare a tutti la possibilità di partecipare al Safety Day».

L’azienda di Capalle, leader europea in produzione e rigenerazione di imballaggi flessibili, contenitori e flaconi, ad aprile durante il Safety Day – la giornata per la prevenzione degli infortuni sul lavoro – ha fermato la produzione per un’intera giornata, permettendo agli 85 dipendenti di partecipare al focus su prevenzione e sicurezza.

Le sigle e le reazioni

«Chiediamo che sia fatta chiarezza sulla dinamica dell’accaduto», ribadiscono in una nota Cgil Firenze e Filctem Cgil Firenze, che esprimono profondo cordoglio per la morte del lavoratore: «Non possiamo rassegnarci a considerare gli infortuni e le morti sul lavoro come una tragica fatalità. Di lavoro si deve vivere, non morire. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per tutti e ci ricorda quanto sia ancora necessario fare sul terreno della prevenzione e della sicurezza. Diciamo sempre in generale che servono più controlli, più prevenzione, più formazione e una maggiore attenzione all’organizzazione del lavoro e ai rischi presenti in ogni attività. La sicurezza non può mai essere subordinata ai tempi della produzione o considerata un costo».

Anche l’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli è intervenuto: «Insieme a tutta la Chiesa fiorentina preghiamo per lui, per la consolazione dei suoi cari ai quali esprimiamo vicinanza e cordoglio. Le lacrime e il dolore per la morte dell’ennesimo lavoratore siano per tutti un monito a considerare la tutela della vita il valore assoluto, e ad impegnarsi perché sia garantita ovunque in ogni modo la sicurezza di chi ogni giorno si impegna per vivere una vita dignitosa e mantenere la sua famiglia».

Chiosa la presidenza regionale toscana del Movimento cristiano lavoratori: «Dal 1° gennaio a oggi la Toscana registra 29 infortuni mortali. Un dato pesantissimo e inaccettabile sul quale tutte le istituzioni e gli enti competenti, nessuno escluso, dovrebbero fare un esame di coscienza e chiedersi se fanno davvero tutto il possibile e il necessario in tema di sicurezza, prevenzione e controlli».

Infine il sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Tagliaferri, anticipando ieri, 8 agosto, il momento di raccoglimento di questa mattina alle 9 all’azienda per esprimere il dolore e la vicinanza dell'intera comunità: «Ogni vita persa ci impone di fare di più, perché nessuno debba uscire di casa per andare a lavoro senza la certezza di potervi fare ritorno. Morire sul lavoro non può e non deve essere considerato un fatto inevitabile. Si va a lavorare per vivere, non per morire. Oggi, 8 agosto, ricorre anche l'anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 minatori, 136 italiani. L’amministrazione comunale – assicura – seguirà gli sviluppi degli accertamenti in corso, nella certezza che debbano essere chiarite fino in fondo le cause dell'accaduto».

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