Carrara, morto travolto dalle lastre di marmo: una vita di sacrifici cancellata dal lavoro
Aldo Gullotti, 44 anni, lavorava da oltre vent’anni alla Santucci Group: il ricordo dei colleghi
CARRARA. Nessuno ricorda quando esattamente lasciò la Sicilia, il Messinese. Quando giunse ai piedi delle Apuane, probabilmente, «non era neppure maggiorenne» Aldo Gullotti, l’operaio 44enne che ieri ha perso la vita nella sede commerciale della Santucci Group, l’azienda del lapideo per la quale lavorava da più di venti anni: è stato travolto da “un pacco” – un pastello – di lastre di marmo che stava movimentando.
Dal Sud fino alla zia
Dal Sud, era “salito su”, e si era appoggiato a una zia. «Era un ragazzo sveglio, che aveva voglia di fare», ricorda chi in azienda lo conosce da una vita intera: soprattutto, aveva il desiderio di migliorare la propria vita.
L’assunzione alla Santucci
Di darsi un’opportunità, e andava bene anche se era lontano dalla terra delle origini. Lavorava, eccome se lavorava Aldo, la cui storia con la famiglia di imprenditori Santucci si intreccia quasi per caso. È giovane e lavora per una cooperativa che ha rapporti di lavoro con la Santucci Group. Si muove bene, «è un dritto, uno che sa fare», tant’è che viene adocchiato e qualcuno lancia l’idea: «Dobbiamo assumere quel ragazzo-lì».
E così entra nella squadra, dove è rimasto fino a ieri quando il Destino ha deciso che fosse il momento di chiudere il suo sipario. Il lavoro e la sua casa, erano gli impegni di Aldo: «Con fatica e impegno – racconta il collega Alessandro Fazzi – era riuscito a comprarsi una casa a Massa, a Turano, davanti al campo sportivo. Ci faceva lavoretti, tutto da solo, passo dopo passo se l’era aggiustata».
Il figlio
E poi c’era suo figlio. Ed è a lui che va il pensiero sia della famiglia Santucci che dei colleghi di lavoro, della sede produttiva e della sede commerciale. Già ieri mattina, di fronte ai cancelli dell’azienda e davanti agli uffici, c’era chi pensava – immaginava – come aiutare quel bambino che non ha più suo padre.
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