Presa la banda dell’oro: era tutto pronto per il colpo da film – Un carico da sei milioni diretto in Toscana
Riunioni, incontri segreti e strategie: ma le forze dell’ordine hanno scoperto il piano e sono intervenute con un maxi blitz all’alba
Un gruppo strutturato, con base in Sardegna, avrebbe pianificato un doppio colpo: prima l’assalto a un furgone che trasportava oro dalla fonderia di San Gavino, in Sardegna, verso un caveau di Arezzo, con un carico stimato in circa sei milioni di euro; poi, valutata la maggiore redditività, l’idea di colpire direttamente il caveau della stessa fonderia, dove i quantitativi di metalli preziosi custoditi risultano ben più consistenti rispetto a quelli movimentati dai singoli portavalori.
Gli arrestati e il ruolo del basista
Le persone finite in manette provengono dal Nuorese – in particolare da Fonni, Arzana, Desulo e Villanovatulo – oltre che dalla provincia di Cagliari. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe potuto contare su un basista interno alla fonderia di San Gavino, dipendente della Portovesme Srl, che avrebbe fornito informazioni riservate cruciali: fotografie dei furgoni portavalori, dettagli sugli accessi, percorsi interni, sistemi di sicurezza e punti sensibili della struttura. Le accuse comprendono tentata rapina, porto e detenzione di armi ed esplosivi, oltre alla ricettazione dei veicoli destinati all’assalto. Gli inquirenti ritengono che l’organizzazione fosse pronta a impiegare armi, esplosivi e mezzi pesanti per superare le difese del caveau.
Le basi logistiche e la pianificazione
La rete criminale avrebbe allestito diverse basi operative: una nei pressi di San Gavino, una nella zona di Isili – dove sono stati rinvenuti dieci mezzi rubati, tra cui un carro attrezzi, poi trasferiti nel territorio di Busachi – e una a Fonni, indicata come luogo di riunioni operative intercettate dagli investigatori. Da Busachi sarebbe dovuto partire il commando incaricato di intercettare il furgone portavalori lungo la S.S. 131, durante il tragitto verso Olbia. Questa fase, spiegano gli investigatori, era già monitorata integralmente, segno che il piano aveva raggiunto uno stadio avanzato.
L’operazione della Polizia di Stato
Il blitz è scattato all’alba, coinvolgendo circa 130 operatori della Polizia di Stato. Hanno partecipato:
- il Servizio centrale operativo del Ministero dell’Interno
- il Reparto prevenzione crimine Sardegna
- i Nocs, pronti a intervenire in caso di assalto
- l’Uopi
- il Reparto Volo
- le Squadre mobili di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano
- le Volanti della Questura di Cagliari
- i Commissariati di Carbonia, Iglesias, Lanusei, Gavoi, Ottana e Orgosolo
- la S.I.S.C.O. di Cagliari
- le unità cinofile
- i Gabinetti regionale e provinciali di Polizia Scientifica
Per la prima volta in Sardegna è stato applicato l’articolo 628 bis del codice penale, relativo agli assalti ai furgoni portavalori e agli istituti bancari.
Il coordinamento giudiziario
L’operazione, complessa e articolata, è stata resa nota dal procuratore della Repubblica di Cagliari Rodolfo Sabelli. Il coordinamento è stato affidato alla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, con il coinvolgimento delle Procure di Cagliari, Nuoro e Lanusei. Sono state eseguite undici misure cautelari, disposte dal Gip del tribunale di Cagliari. Gli indagati sono stati trasferiti nelle rispettive Case Circondariali.
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