Ddl Porti, via libera dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni
Prosegue l’iter del disegno di legge di riforma della portualità: arrivato il parere positivo delle rappresentanze territoriali
ROMA. Via libera da parte della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Comuni al disegno di legge di riforma della portualità. Un parere positivo, quello dell’organismo, che ha visto però esprimersi in modo opposto i rappresentanti delle amministrazioni governate dal centrosinistra. Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e Sardegna hanno infatti espresso la loro contrarietà. Una contrarietà, quella espressa dalle regioni governate dal centrosinistra, incentrata in particolare sulla centralizzazione di molte competenze, conseguenza della nascita della “Porti d’Italia spa”, che ridurrebbe il ruolo, le competenze e la forza economica delle attuali autorità di sistema portuale.
Nel corso del confronto in sede di Conferenza Unificata non sono comunque mancate richieste di modifica rispetto alla proposta attualmente al vaglio del Parlamento. Al termine dei lavori, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso soddisfazione per il parere favorevole espresso dalla Conferenza Unificata sul disegno di legge.
In particolare, il viceministro Edoardo Rixi, che rappresentava il Governo, ha voluto rimarcare come, a suo giudizio, stia dando i suoi frutti la strategia di coinvolgere nel dibattito tutti i soggetti interessati.
«Abbiamo voluto costruire – ha dichiarato – una riforma moderna, concreta e il più possibile condivisa, partendo dal dialogo con Comuni, Province e Regioni e proprio il contributo degli enti territoriali sta consentendo di rafforzarne il ruolo nelle scelte strategiche relative allo sviluppo degli scali».
Rixi ha poi ribadito che l’obiettivo della riforma è quello di dotare il sistema portuale italiano di una governance più efficiente. «Il sistema portuale italiano – ha spiegato – necessita di maggiore efficienza e capacità decisionale, ma anche di una governance che valorizzi l’autonomia dei territori e renda i nostri porti sempre più competitivi in Europa e nel mondo».
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