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Perché Ilaria Salis è stata condannata? Gli stipendi ai collaboratori, i licenziamenti “lampo” e la decisione del tribunale

di Redazione web

	Ilaria Salis
Ilaria Salis

La vicenda affonda le sue radici nel periodo successivo all’elezione di Salis al Parlamento europeo, avvenuta nel giugno 2024 con Alleanza Verdi e Sinistra, dopo la detenzione in Ungheria per l’aggressione a militanti di estrema destra durante il “Giorno dell’Onore”

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L’europarlamentare Ilaria Salis si trova al centro di una complessa vicenda giudiziaria che riguarda il rapporto con due suoi ex collaboratori. Il Tribunale di Milano – sezione Lavoro – ha infatti stabilito che i licenziamenti disposti nei loro confronti erano privi di giusta causa, condannando la parlamentare al pagamento di un risarcimento che supera i 300mila euro. La decisione, firmata dal giudice Franco Caroleo, è arrivata dopo un procedimento in cui Salis non si è mai costituita, circostanza che ha portato alla dichiarazione di contumacia.

La mancata notifica e la contumacia

Secondo quanto ricostruito negli atti, i due collaboratori avevano tentato senza successo di notificare il ricorso all’indirizzo di residenza ufficiale dell’eurodeputata. L’assenza di una domiciliazione valida ha contribuito alla mancata partecipazione al processo, elemento che ha pesato nella valutazione del tribunale.

L’elezione e i contratti dei collaboratori

La vicenda affonda le sue radici nel periodo successivo all’elezione di Salis al Parlamento europeo, avvenuta nel giugno 2024 con Alleanza Verdi e Sinistra, dopo la detenzione in Ungheria per l’aggressione a militanti di estrema destra durante il “Giorno dell’Onore”. I due collaboratori avevano contribuito alla campagna elettorale e, una volta assunti, avevano ottenuto contratti con scadenza fissata al termine del mandato, nel luglio 2029. Le mansioni previste spaziavano dalla progettazione di iniziative politiche alla gestione di eventi, fino al supporto nei rapporti istituzionali. Le retribuzioni mensili erano di 2.900 e 3.000 euro.

La rottura del rapporto professionale

Il rapporto professionale, però, si è deteriorato rapidamente. Uno dei due assistenti si è visto recapitare un recesso anticipato motivato dal venir meno del rapporto fiduciario, definito come una situazione di incompatibilità personale e ambientale. All’altro collaboratore è stato invece comunicato un licenziamento immediato, giustificato da una presunta insoddisfazione rispetto alla qualità del lavoro svolto. Nessun tentativo di conciliazione è stato avviato da Salis, secondo quanto riportato nella sentenza.

Le motivazioni del giudice

Il giudice ha ricordato che spetta al datore di lavoro dimostrare l’esistenza della giusta causa. La contumacia dell’europarlamentare ha impedito qualsiasi produzione di prove a sostegno dei recessi, portando il tribunale a dichiararne l’insussistenza. Da qui la condanna: 300.900 euro per i mancati guadagni fino a fine mandato e ulteriori 10mila euro per le spese legali.

La replica di Ilaria Salis

Salis, attraverso una nota, ha espresso la propria contrarietà alla decisione e ha annunciato di aver già presentato appello. «Contesto integralmente la sentenza – ha dichiarato – e confido che il grado successivo possa ricostruire correttamente i fatti». L’eurodeputata ha poi spiegato le ragioni che, a suo dire, avevano reso inevitabile l’interruzione dei rapporti di lavoro: «La scelta non è stata arbitraria né improvvisa. Era necessaria per garantire il corretto svolgimento del mio mandato, la tutela delle risorse pubbliche e delle persone che rappresento».

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