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Palio di Siena, trionfo dell’Aquila con Tittia: la contrada non vinceva dal 1992

di Paolo Martini

	L'Aquila vince il Palio di Siena con Giovanni Atzeni, Tittia, in sella a Diodoro (foto Adnkronos)
L'Aquila vince il Palio di Siena con Giovanni Atzeni, Tittia, in sella a Diodoro (foto Adnkronos)

Dodicesimo successo per Giovanni Atzeni che ha trionfato in sella al cavallo Diodoro. Ferito il fantino del Drago, un cavallo portato in clinica veterinaria

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SIENA. È la Nobile Contrada dell'Aquila a conquistare il Palio di Siena del 2 luglio 2026, disputato eccezionalmente oggi, venerdì 3 luglio, dopo il rinvio imposto dal maltempo. A regalare il 25esimo Drappellone della storia secolare alla Contrada di via del Casato sono stati il fantino Giovanni Atzeni, detto Tittia, e il cavallo Diodoro, protagonisti di una corsa in piazza del Campo dominata dall'inizio alla fine.

Il trionfo dopo 34 anni

Il Drappellone, realizzato dall'artista Ismaele Nones e dedicato alla Madonna di Provenzano oltre che all'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, torna così nei colori giallo-oro dopo un'attesa durata 34 anni. L'ultima vittoria dell'Aquila risaliva, infatti, al 3 luglio 1992, quando il fantino Andrea Degortes, detto Aceto, in sella a Galleggiante conquistò il Palio.

Fantini e cavalli

La Carriera è iniziata con l'uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà alle ore 19.30 in punto, al termine del tradizionale Corteo Storico e della sbandierata della vittoria. Come da cerimoniale, il vigile urbano Claudio Angelini ha consegnato al mossiere Renato Bircolotti la busta contenente l'ordine di ingresso fra i canapi. La prima Contrada chiamata è stata l'Oca con Sebastiano Murtas, detto Grandine, su Benitos, seguita dal Bruco con Dino Pes, detto Velluto, su Donrodrigo; Leocorno con Andrea Sanna, detto Virgola, su Volpino; Torre con Enrico Bruschelli, detto Bellocchio, su Entu de Petra Ulpu; Civetta con Giuseppe Zedde, detto Gingillo, su Viso d'Angelo; Drago con Diego Minucci, detto Fastidio, su Eberardo; Aquila con Giovanni Atzeni, detto Tittia, su Diodoro; Giraffa con Federico Guglielmi, detto Tamurè, su Diosu de Campeda; Valdimontone con Salvatore Nieddu, detto Lesto, su Canarinu. Di rincorsa è rimasta l'Onda con Carlo Sanna, detto Brigante, su Anda e Bola.

La mossa

La fase della mossa si è rivelata lunga e complessa. Dopo oltre un quarto d'ora di tentativi, il mossiere ha ordinato una prima uscita generale delle Contrade, ritenendo eccessiva la pressione nella parte bassa dei canapi, situazione che avrebbe potuto favorire le Contrade schierate più in alto. Anche il secondo ingresso non ha portato all'allineamento desiderato: Bircolotti ha richiamato più volte i fantini, sottolineando come l'Oca fosse troppo distante dal canape e rilevando inoltre lo scambio di posizione tra Giraffa e Valdimontone. Di fronte al mancato rispetto delle disposizioni ha disposto una nuova uscita. Soltanto al terzo tentativo il canape si è abbassato.

La Carriera

L'Onda è entrata di rincorsa e le più rapide a sfruttare l'attimo sono state Aquila, Civetta, Bruco e Valdimontone, quest'ultima protagonista di un ottimo spunto iniziale. Tittia ha però interpretato alla perfezione la partenza, portando immediatamente Diodoro al comando. L'accoppiata dell'Aquila ha affrontato davanti a tutti la prima curva di San Martino e da quel momento non ha più ceduto la leadership.

Alle spalle dei battistrada è stata soprattutto la Civetta, con Giuseppe Zedde detto Gingillo e Viso d'Angelo, a tentare l'inseguimento. Per quasi due giri la Contrada di Castellare ha provato ad accorciare le distanze sfruttando ogni traiettoria utile, ma la superiorità di Diodoro è emersa progressivamente. Nel giro conclusivo il cavallo dell'Aquila ha allungato definitivamente, consentendo a Tittia di amministrare il vantaggio fino al bandierino e di tagliare il traguardo in solitaria. Quattro i cavalli rimasti scossi nel corso della Carriera: quelli di Torre, Bruco, Drago e Giraffa.

La festa dell’Aquila

Al termine della corsa è esplosa la festa del popolo dell'Aquila, che ha accompagnato in trionfo cavallo e fantino fino alla Collegiata di Santa Maria in Provenzano per il tradizionale omaggio alla Madonna di Provenzano, patrona del Palio di luglio.

I successi di Tittia

Per Giovanni Atzeni, nato a Nagold, in Germania, il 13 aprile 1985, si tratta della dodicesima vittoria al Palio di Siena, ottenuta alla quarantaduesima Carriera disputata. L'affermazione arriva a un anno di distanza dal successo conquistato il 3 luglio 2025 con la Contrada dell'Oca, sempre in sella a Diodoro, confermando il forte legame tra il fantino sardo e il castrone baio di sette anni. Per Diodoro è invece la seconda vittoria su tre Palii corsi, risultato che ne conferma il valore nel lotto dei cavalli selezionati per la Carriera. A guidare la Contrada vincitrice sono il capitano Duccio Carapelli, affiancato dai fiduciari Tommaso Mandriani, Dario Caro e Pierluigi Vannini. Priore è Gabriele Fattorini, mentre il Barbaresco è Leonardo Bianciardi.

Un fantino in ospedale e un cavallo in clinica veterinaria

Sul fronte sanitario, il fantino del Drago Diego Minucci, detto Fastidio, è stato trasportato in codice minore al pronto soccorso dell'Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria alle Scotte per accertamenti. Il cavallo della Torre, Entu de Petra Ulpu, soccorso immediatamente dall'ambulanza veterinaria predisposta dal Comune di Siena, è stato trasferito alla clinica veterinaria del Ceppo, in località Monteresi, per gli esami del caso. Tutti gli altri cavalli sono regolarmente rientrati nelle rispettive stalle.

In 15mila in piazza del Campo

Tittia consolida il proprio posto tra i fantini più vincenti della storia recente del Palio con la dodicesima affermazione personale, a una sola posizione di distanza dal recordman Aceto, che detiene il primato storico con 13 vittorie. Circa 15.000 persone hanno assistito alla Carriera in piazza del Campo e affacciata sulla terrazza di palazzo Chigi Zondonari c'era anche una star di Hollywood, l'attrice Woopi Goldberg. Per la prima volta nella storia il Palio di Siena dedicato alla Madonna di Provenzano è stato rinviato per tre anni consecutivi a causa della pioggia. Dopo i posticipi del 2024 e del 2025, anche l'edizione del 2026 è stata costretta a slittare di un giorno, segnando un primato assoluto nella lunga storia della secolare Festa. Il dato assume un valore ancora più significativo se si considerano esclusivamente i rinvii dovuti all'impraticabilità della pista. Restano infatti esclusi dall'analisi i numerosi slittamenti verificatisi nell'Ottocento per motivazioni diverse, quando il calendario delle Carriere era soggetto a frequenti variazioni. Con quello del 2026 salgono a sei i rinvii registrati nel XXI secolo, equamente distribuiti tra il Palio del 2 luglio e quello del 16 agosto. Una frequenza che evidenzia come gli eventi meteorologici stiano incidendo con sempre maggiore regolarità sullo svolgimento della manifestazione.

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