Elezioni comunali 2026
Ballottaggio ad Arezzo, vince Marcello Comanducci: il significato politico della telefonata romana
Vincenzo Ceccarelli sconfitto con un distacco di oltre 11 punti: «Ora bisogna lavorare»
AREZZO. La telefonata arriva quando la festa è già esplosa. Nel quartier generale di via Monaco, tra applausi, abbracci e cori scanditi – «Marcello, Marcello» –, il nuovo sindaco di Arezzo risponde al telefono. Dall'altra parte c’è Giorgia Meloni. Un gesto che va oltre il rituale delle congratulazioni: racconta quanto il centrodestra nazionale tenesse a questo risultato. La partita di Arezzo era diventata un test politico e il successo di Marcello Comanducci, oltre il 55 per cento al ballottaggio, è rivendicato come una vittoria strategica.
Il verdetto e le parole
Poco dopo le 16 il verdetto delle urne è chiaro. Comanducci, visibilmente emozionato, si concede ai sostenitori. «La città ha creduto nel nostro progetto. Ora bisogna pensare a domani, a lavorare, che è la cosa che ci interessa di più», dice. Il dato politico è netto. Il candidato del centrodestra supera di oltre dieci punti Vincenzo Ceccarelli, fermo al 44 per cento. Il candidato del Pd riconosce la sconfitta: «Mi sono congratulato con Marcello Comanducci per la sua elezione a sindaco e gli ho augurato buon lavoro nell'interesse di tutta la comunità di Arezzo». Ma aggiunge anche che il centrosinistra guiderà «un'opposizione attenta e intransigente».
Contesto e scenari
Per comprendere il risultato bisogna tornare indietro di pochi mesi. A fine febbraio Comanducci non era il candidato designato della coalizione. Anzi, era l'uomo che contestava apertamente la scelta di Beppe Angiolini, il nome preferito dai vertici del centrodestra. Una parte consistente della base non lo seguì e fu proprio in quella frattura che l'imprenditore aretino costruì la propria candidatura. Aveva promesso che sarebbe andato avanti comunque e, dopo il passo indietro di Angiolini, si è ritrovato padrone del campo.
Ceccarelli era forse il candidato più forte per la sinistra. Non è stato sufficiente. E il «liberi tutti» comandato dal candidato centrista Marco Donati, che non ha voluto “regalare” il suo 20% al campo largo al ballottaggio, nonostante i vari tentativi fatti, aveva reso la partita davvero complicata.
Imprenditore nel settore digitale, albergatore, ex assessore, Comanducci si presenta come il volto del rinnovamento del centrodestra aretino. «Sarò il sindaco più giovane della storia di Arezzo», dice. Intorno a lui la festa continua. Ma il segnale politico più forte, era arrivato pochi minuti prima, da quella telefonata romana che ha trasformato una vittoria locale in un successo dal significato nazionale.
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