Ponte del 2 giugno in Toscana: Elba e città d’arte da tutto esaurito. Ma nelle prenotazioni cresce una tendenza
Assohotel e Federalberghi: «Meno capacità di spesa e prenotazioni all’ultimo momento». La nostra regione è considerata sicura
Un ponte di Festa da un milione di pernottamenti in Toscana: dalle spiagge glamour della Versilia a quelle più selvagge dell’isola d’Elba, salendo per i sentieri della Lunigiana o della montagna pistoiese; dalle città d’arte che ti lasciano a bocca aperta, ai piccoli borghi che profumano di ciccia, olio buono e vino rosso.
È il Granducato delle tante bellezze quello che apre le porte ai turisti per il ponte del 2 giugno, prova generale dell’estate che verrà, in un mondo stravolto rispetto all’anno scorso: cambiati gli equilibri internazionali, cambiate le priorità di chi vuole muoversi dentro e fuori dai propri confini per scoprire nuovi universi. Avendo a mente due priorità: sicurezza e portafogli.
Boom dell’Elba
È dentro a questo sistema che la nostra regione – secondo i dati dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti Toscana – ha saputo essere attrattiva nelle diverse fette di mercato. Il movimento di turisti – secondo lo studio – sarà maggiormente percepito nelle città/centri d’arte, località marine e collinari. In base ai risultati dell’indagine, le strutture ricettive delle città d’arte registrano una saturazione del 93%. Stesso trend per le località di mare che presentano una saturazione del 92%. Valori altrettanto elevati per le strutture delle località rurali e di collina (91%) , mentre il flusso delle prenotazioni verso le località termali a oggi risulta dell’84% e del 78% quello delle località di montagna. Il trend positivo del mercato è stato rilevato in tutte le aree della regione.
In particolare, valori molto positivi emergono per l’Elba (97%). Una performance molto vicina alla massima saturazione della disponibilità presente sulle piattaforme è stata rilevata anche per il Mugello (96%), grazie al Gran Premio d’Italia di MotoGP in programma domani al Mugello. Un discreto movimento è atteso anche per il Chianti, la Val d’Orcia e la Lunigiana.
Perché la Toscana piace
In generale, la saturazione dell’offerta ricettiva delle località della fascia costiera raggiunge valori leggermente superiori al dato medio regionale, mentre tassi leggermente inferiori sono stati rilevati per la Garfagnana e il Valdarno. «Confermiamo questi numeri in crescita netta rispetto agli scorsi anni – spiega Fabio Cenni, presidente di Assohotel Confesercenti Toscana –. La motivazione che ci siamo dati risiede nell’incertezza dei momenti che stiamo vivendo, che può aver inciso sulla mancata scelta di alcune destinazioni vicine che fino ad oggi, in occasione dei ponti, potevano essere attraenti. Mi riferisco ad esempio all’Egitto, alla Turchia, alla Grecia, ai paesi arabi, dove adesso c’è molta incertezza. La Toscana invece è considerata una destinazione sicura adesso ed è stata scelta dal turismo interno, ma anche da quello europeo, che andava verso quelle destinazioni. Infatti dai dati si vede che vincono le città d’arte, ma sta andando molto bene anche il mare, con l’Elba che addirittura è piena al 97%, quindi tutti i dati sono molto confortanti. Quest’anno inoltre ci sono stati meno ponti e questo è uno di quelli più belli grazie al meteo che, a parte questa piccola perturbazione, ci sta aiutando con l’estate che, praticamente, è già entrata in pieno da quasi dieci giorni».
Prenotazioni: la tendenza
Aggiunge il presidente di Federalberghi Toscana (Confcommercio) Daniele Barbetti: «Nel complesso la stagione è positiva, pur senza raggiungere i picchi dello scorso anno: il settore tiene, ma si è ulteriormente accorciata la “booking window” (finestra di prenotazione ndr), con un crescente ricorso al last minute sia per le prenotazioni sia per le conferme. Un fatto che rende più complessa la programmazione nelle strutture ricettive. Si conferma inoltre un indebolimento della capacità di spesa degli italiani, legato a caro vita e rincari energetici, che si riflettono sui prezzi dei beni e servizi. Ne deriva una domanda sempre più sensibile al prezzo, soprattutto nelle prenotazioni sotto data, con le imprese impegnate a mantenere un’offerta competitiva».
È nel binomio il minor potere di acquisto delle famiglie e i tempi di prenotazione ridosso della partenza che si inserisce la riflessione per il futuro del direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi: «Siamo tornati a condizioni di mercato simili al periodo post Covid dove si guarda maggiormente a mercati di prossimità: Italia e paesi confinanti dove il turista è automunito e cerca prezzi più bassi. In questo contesto anche la Toscana diffuso può essere favorita».
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